Twitter vende tweet a società di marketing?

di Redazione Commenta

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Una nuova bufera coinvolge il mondo delle piattaforme sociali e la privacy degli utenti, che in qualche modo viene sempre e comunque messa a repentaglio.

Il Daily Mail riporta infatti che Twitter avrebbe venduto un pacchetto di tweet risalenti a due anni fa alla società DataSift, che, dopo averli analizzati, li rivenderà a sua volta a finalità di marketing. Twitter non ha al momento rilasciato commenti sulla vicenda.

Come spiega l’articolo, la società di marketing ha lanciato un prodotto chiamato “Historics DataSift” che permette alle aziende di estrarre dai cinguettii le tendenze che riguardano in particolar modo marchi, imprese, mercati finanziari, orientamento delle notizie e dell’opinione pubblica. DataSift però si difende spiegando che oggetto dell’analisi saranno soltanto i tweet resi pubblici, non dunque quelli privati. Inoltre, gli aggiornamenti cancellati lo saranno altrettanto negli archivi.

La situazione però è ancora poco chiara e si attendono dunque maggiori delucidazioni da Twitter. È la prima volta in assoluto infatti che una società ottiene l’accesso ai tweet degli utenti, ledendo le più comuni policy sulla privacy. Twitter, secondo alcuni analisti, avrebbe deciso di operare in questo modo per monetizzare non più con la sola pubblicità venduta agli utenti più attivi della piattaforma sociale. Insomma i 100 milioni che pubblicano un aggiornamento almeno una volta al mese.

Secondo una stima condotta da eMarketer, gli introiti pubblicitari saliranno dai 259.9 milioni di dollari raggiungibili quest’anno ai 399,5 milioni che potrebbero essere invece raggiunti alla fine del 2013. La vendita dei messaggi scambiati tra gli utenti potrebbe ulteriormente incrementare questi guadagni.

Ma a che prezzo? Siamo nel bel mezzo di un periodo molto delicato per i sostenitori della privacy online, soprattutto dopo le ultime vicende che hanno coinvolto due colossi come Google e Facebook. Anche Twitter adesso rischia di finire nel mirino di chi difende i diritti dei consumatori in rete.

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