Facebook, sotto accusa per evasione fiscale nel Regno Unito

di Martina Commenta

Di aziende, da quelle più grandi a quelle più piccole, che evadono legalmente il fisco se ne è sentito parlare più volte e sopratutto nel settore dell’IT.

Il più recente esempio è rappresentato da Facebook poiché stando a quanto riportato da una recente indagine sul quotidiano Independent è stato scoperto che il social network in blu di Menlo Park paga soltanto 238 mila sterline di tasse in Gran Bretagna pur realizzando un fatturato pari a 175 milioni di sterline.

L’evasione del fisco avviene, in questo caso, facendo passare la maggior parte delle operazioni effettuate da Facebook, in primis le vendite pubblicitarie, attraverso l’Irlanda che, appunto, dispone di un regime delle imposte decisamente ben più basso rispetto a quello del Regno Unito.

La tecnica adottata dal gruppo di Mark Zuckerberg è però del tutto legale pur trattandosi di un trucco che la Uk Uncut, un’associazione impegnata nella lotta contro le scappatoie fiscali delle grandi aziende, ed i debutati dell’opposizione laburista hanno criticato ed identificato come immorale.

È quindi questa la ragione in base alla quale il partito laburista presenterà un’itnerrogazione in parlamento al fine di chiedere al ministero del tesoro di esaminare la dichiarazione delle imposte di Facebook in modo tale da poter poi stabilire se prendere o meno eventuali provvedimenti.

Facebook, in ogni caso, sostiene di aver scelto l’Irlanda, e nello specifico Dublino, per la propria sede non per non pagare le tasse ma perchè è proprio in tale location che si trova il miglior personale possibile per gestire un’operazione hi-tech e multilingua che serve l’intera Europa.

Effettive intenzioni del team di Mark Zuckerberg a parte Facebook, così come già accennato qualche riga addietro, non è però la prima multinazionale ad adottare scappatoie fiscali di questo tipo.

In un recente studio viene infatti evidenziato il fatto che a Londra che Apple, Amazon, Google, eBay e Facebook lo scorso anno sono riuscite a risparmiare ben 650 milioni di sterline sfruttando, appunto, scappatoie fiscali di questo tipo.

Via | La Repubblica.it

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