LinkedIn, boom di iscritti e di ricavi

di Redazione Commenta

Quello terminato soltanto da diverse settimane a questa parte è stato, senza alcun dubbio, un anno particolarmente fruttuoso per i social network, così come testimoniato, ad esempio, dalla preparazione all’ingresso in borsa di Facebook, dal lancio di Google+, dalle modifiche apportate a Twitter e dal notevole incremento di utenti a cui è stato soggetto.

Il 2011, però, a quanto pare, è stato un anno molto interessante anche per quello che è conosciuto a tutti, o quasi, come il social network dedicato, per eccellenza, ai professionisti ed al mondo del lavoro: LinkedIn.

Stando a quelle che sono le ultime informazioni rese disponibili risulta infatti che nell’ultimo trimestre del 2011 LinkedIn ha fatto registrare incassi decisamente ben superiori a quelle che erano le aspettative della maggior parte degli analisti (erano infatti attesi 7 centesimi per azione di utili su un giro d’affari di 160 milioni di dollari) per un fatturato complessivo pari esattamente a ben 169 milioni di dollari e con utili equivalenti a 6,9 milioni di dollari.

Stando alle stime, inoltre, durante il trimestre attualmente in corso è prevista ancora un’ulteriore crescita.

I fattori che hanno permesso di ottenere tali risultati estremamente positivi sarebbero da ricercare, stando a quelle che sono le ultime info disponibili, nel notevole aumento del numero di iscritti al social network equivalenti, ad oggi, a 150 milioni in tutto il mondo e di cui soltanto nell’ultimo mese il numero di nuovi utenti registrati è stato pari a 14 milioni.

Anche gli abbonamenti e le richieste di servizi premium appaiono aumentati (sono infatti diverse le aziende che hanno pagato per avere accesso agli innumerevoli curriculum compilati dagli utenti e presenti sul social network), anche se, in questo caso, solo sensibilmente, mettendo quindi in risalto l’ottimo lavoro svolto dal team di LinkedIn nel corso degli ultimi mesi e la valida strategia adottata per promuovere al meglio i propri prodotti.

Via | La Repubblica.it

 

 

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