Facebook contro l’evasione fiscale

di Francesco Russo 2

L’evasione fiscale sembra proprio che ai tempi di Internet stia cominciando ad avere una vita più dura. In Europa e soprattutto in Italia, dove il fenomeno dell’evasione è sempre stato molto alto, si sta sempre più attivando un movimento intorno a questo ambiente che deriva anche da una voglia di maggiore visibilità delle aziende che su Internet si pubblicizzano nei modi più assurdi anche utilizzando i social network.

In Belgio, gli agenti del Fisco, hanno deciso di attuare una nuova tecnica da essi stessi ideata per combattere l’evasione fiscale. Questa tecnica amica del Fisco ma nemica della privacy, consiste nell’approfondire la conoscenza dei possibili evasori proprio su Facebook.
In questo modo, a partire da informazioni tipo il lavoro, lo stile di vita, ed anche gli amici e le vacanze, si scoprono tante cose. In base a questi assunti, il Fisco belga, confronta le informazioni con i dati in proprio possesso e verifica le coincidenze. Sicuramente i più beccati, sono coloro che dichiarano redditi super bassi e poi su Facebook, mostrano con tanta enfasi il loro nuovo acquisto marcato Mercedes oppure Jaguar. Ad oggi, la tecnica, seppur non rappresenti proprio un metodo ortodosso e di conseguenza una prova plausibile di reato per evasione fiscale, serve soprattutto per far avviare determinate pratiche di controllo su soggetti a rischio.
Questa pratica sembra che stia trovando parecchi consensi nelle autorità, al punto che sono molti i colleghi del “Fisco” dei Paesi del Nord Europa che stanno cominciando ad attuare questa pratica di controllo. Anche se ad oggi si sono avuti determinati risultati soddisfacenti, si continuerà ad usarla, almeno “finché dura” a detta dei controllori.

Il fine giustifica i mezzi? Chissà, ad oggi, nessun evasore ha ancora lamentato l’invasione della propria privacy, probabilmente perchè con la coscienza sporca, il “reato” di invasione passa in secondo luogo rispetto a quello di evasione.

Commenti (2)

  1. magari lo facessero anche in italia.

  2. Purtroppo in Italia non si creano più problemi di tanto per una serie di ragioni. La prima è che comunque, riescono ad incassare tranquillamente aumentando le aliquote a chi le paga regolarmente (e così si coprono anche quelli che non pagano). Casi sporadici riconoscibili come quelli enunciati in Belgio, avvengono quotidianamente in Provincia di Napoli, nel nostro piccolo paese da 40.000 abitanti, secondo la cronaca economica dello scorso anno, solo 30 persone risultavano con reddito superiore a 100.000 euro, ma quotidianamente circolano ben 4 Ferrari ed una serie illimitata di BWM X6 ed Audi Q7. Ovviamente si conoscono bene gli imprenditori che hanno una attività redditizia, ma vi assicuro che non sono loro i possessori dei bolidi suddetti.
    Senza contare il numero di gran lunga superiore al 200 esercizi commerciali (principalmente tra fiorai e parrucchieri) che non dispongono nemmeno di un registratore di cassa o del semplice bollettino per fare le ricevute fiscali. Eppure su Facebook, tutti pubblicizzano contenti la propria casa al mare o in montagna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>