Twitter pubblica il suo Transparency Report

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Twitter Transparency Report

Durante gli ultimi giorni Twitter, il servizio di microblogging per eccellenza, ha pubblicato online un particolare rapporto, il cosiddetto “Twitter Transparency Report”, ovvero uno studio volto a rendere pubbliche le richieste pervenute al sito da parte di governi ed enti specifici facenti riferimento a quelli che sono i contenuti pubblicati dagli utenti o, ancora, i dati degli stessi iscritti.

Questo, in altri termini, così come specificato dagli stessi vertici di Twitter, sta a significare che il ben noto servizio di microbloggin, seguendo le orme di Google che già da qualche tempo a questa parte si prodiga nel rendere note informazioni di questo tipo, hanno deciso di rendere accessibili a tutti i dati relativi alle richieste dei governi su informazioni degli utenti, quelli relativi alle richieste per la rimozione dei contenuti e quelli inerenti eventuali segnalzioni e notifiche del DMCA (Digital Millenium Copyright Act) da parte dei detentori di copyright.

Le informazioni in questione fanno riferimento alla prima metà dell’anno attualmente in corso per un arco di tempo complessivo che va dal 1 gennaio 2012 al 30 giugno 2012.

All’insegna della trasparenza Twitter ha quindi pubblicato il numero delle richieste totali pervenute per ogni singolo paese e la quantità di contenuti segnalati e, di conseguenza, eventualmente anche bloccati o censurati.

Stando ai dati in questione, al primo posto nel mondo per numero di segnalazioni effettuate ai vertici della nota piattaforma vanno a collocarsi gli Stati Uniti che hanno presentato ben 679 richieste di informazioni personali su utenti, di cui alcuni coinvolti attualmente in casi giudiziari.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, il numero di richieste di dati degli utenti è corrispondente a 10 unità.

Per quanto concerne invece i contenuti protetti da diritto d’autore a Twitter sono pervenute, in totale, ben 3378 istanze di rimozione delle quali 600 sono state accolte.

A tal proposito Twitter ha annunciato di voler collaborare con Herdict, il servizio ideato presso l’Università di Harvard che permette agli utenti di segnalare eventuali siti Web bloccati o sottoposti ad attacchi di tipo denial-of-service.

Photo Credits | Wallbase

Via | Engadget

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