Il Pakistan censura anche YouTube

A un giorno di distanza dalla decisione del governo pachistano di censurare Facebook, la stessa sorte è toccata oggi a YouTube. Senza contare gli altri numerosi siti censurati dalle autorità, compreso Wikipedia. Mentre il social network di Zuckerberg era stato bandito a causa di un concorso sulle caricature di Maometto, il celebre sito social dedicato ai video, che quest’anno compie cinque anni di vita, è stato bloccato per “la presenza di contenuti scioccanti“, come dichiarato dalle Autorità per le Telecomunicazioni.

Già tre anni fa il Pakistan aveva censurato YouTube per via di alcuni video che andavano contro la morale della religione islamica.

Facebook bloccato in Pakistan

 

 

Censura per Facebook nella regione pakistana. La Pakistan Telecommunication Authority (conosciuta come PTA), ha ordinato agli Internet Service Provider (ISP) Pakistani di bloccare immediatamente l’accesso al social network Facebook indefinitamente da se si colleghi da PC fissi, notebook o smartphone, a causa di una satira online fatta ai danni del Profeta Maometto. Sul banco d’accusa una competizione definita “blasfema”, basata su un concorso di caricature che ha dato origine ad una cataclisma (soprattutto economico) per i ragazzi di Mark Zuckerberg.
Azhar Siddique, rappresentante del Foro degli Avvocati Islamici, ha dichiarato a Reuters che: “Il tribunale ha ordinato al governo di bloccare immediatamente Facebook fino al 31 maggio a causa della competizione blasfema. La corte ha anche ordinato al ministro degli Esteri di indagare sul perché del concorso“.

Facebook: ancora novità per le pagine

 

Nemmeno un mese da quando si è passati dal “Diventa fan” al “Mi piace”, ed ecco che Facebook è di nuovo pronto ad introdurre nuove funzionalità per l’analisi, la ricerca e l’utilizzo delle pagine sia per gli utenti che per gli amministratori. Facciamo oggi una breve panoramica di questi aggiornamenti e vediamo come possono venirci incontro per aumentare l’integrazione di Facebook nella rete e con la nostra realtà web.
Con queste innovazioni sarà visibile e controllabile dal proprio profilo chi si è iscritto a Facebook grazie ai vostri inviti. Qualora ci siamo persone che non si sono ancora iscritte, verranno messe in una lista a parte per permettervi di inviare nuovamente l’invito. Tra gli amici iscritti, verrà poi generata da Facebook una sorta di “classifica” che permetterà di visualizzare chi è riuscito a fare iscrivere maggiori amici al social network.

Facebook Let’s Day: tutto pronto per il 31 Maggio

 

Il 31 Maggio 2010, sarà di nuovo “festa”. Non una nuova festa nazionale, bensì una festa organizzata dagli utenti di Facebook…ma vediamo di cosa si tratta. Anni addietro, Facebook lancio il suo applicativo Open Graph API, per far divenire l’esperienza social ancora più coinvolgente per i propri utenti. Proprio contro a questo applicativo, che avrebbe dato enorme voce al popolo amante della privacy ecco che nasce l’evento Facebook Let’s Day. Gli ideatori sono Matthew Milan e Joseph Dee che hanno iniziato una campagna (di milioni di iscritti) per partecipare il 31 Maggio 2010 all’evento Facebook Let’s Day.
Si tratta praticamente di una sorta di incoraggiamento per tutti coloro che lamentano la mancanza totale di rispetto dei propri dati personali su Facebook a lasciare il portale definitivamente.

OpenBook, la privacy su Facebook non esiste

Chi si fida di Mark Zuckerberg? Nessuno, verrebbe da dire. Perché il creatore di Facebook, o forse solo furbo ladruncolo di idee geniali, anche se ricco e famoso, di certo non sembra interessarsi dei 400 milioni di utenti che ogni giorno affollano i profili del SN. Adesso, a insidiare la buona fede di questo ventiseienne in carriera, specialmente per quanto riguarda le falle nelle impostazioni sulla privacy di Facebook,  arriva anche un gruppo di ingegneri di San Francisco, che ha creato un sistema per svelare quanto siano profonde queste mancanze: è arrivato OpenBook.

Titolo emblematico, OpenBook significa proprio “libro aperto“, ed è un vero e proprio motore di ricerca di updates dei profili Facebook. Da OpenBook si possono scoprire le cose più disparate: tradimenti, giudizi su capi e su mariti, confessioni. Inconsapevolmente, ognuno di noi lascia sulla propria bacheca messaggi che parlano della nostra vita e della nostra intimità. Spesso, questi status non sono protetti e vagano per il web finché qualcuno, attraverso furbe parole chiave, non le scova.

L’Unione Europea attacca Facebook per la privacy

 

Diatribe ed ancora problemi per il social network in blu e la questione privacy. L’ultima riguarda una lettera di protesta che l’Organo Europeo di tutela della Privacy ha inviato al social network. L’Unione Europea ha inviato questa missiva perchè suppone come inaccettabili tutte le ultime modifiche che sono state apportate ai suoi servizi dal sito web di social networking nel settore privacy.

I dati incriminati sarebbero quelli che tentano di rendere pubblici tutti i dati provenienti dai profili di Facebook sui motori di ricerca. I rappresentanti dell’Autorità che hanno firmato la lettera, sono stati quelli incaricati alla protezione dei dati in tutti e 27 Stati. Dare “liberamente e senza ambiguità il loro consenso alla pubblicazione dei propri dati personali” è un diritto degli utenti.

A Barletta, ancora Facebook e cronaca

 

Questa volta parliamo di qualcosa che va oltre lo stalking. Già in passato abbiamo più volte avuto notizie di casi di stalking avviatisi tramite relazioni nate sul web con perfetti sconosciuti. Purtroppo questa volta la cronaca è andata un po’ oltre.

Siamo a Barletta, dove due giovani conosciuti su Facebook hanno cominciato una convivenza da due mesi, lui un 22enne e lei una 21enne. All’inizio sembrava che tutto fosse rose e fiori, infatti, il giovane di Barletta si è sempre comportato molto bene, fino a che ha cominciato a cambiare il suo atteggiamento, diventando sempre più nervoso con la giovane di origini Manfredoniane, fino al punto di non rivolgerle nemmeno più il saluto di mattina.
Dopo questo cambiamento radicale avuto solo in due mesi, il giovane è passato dal turpiloquio alle violenze fisiche. Infatti, dai referti si riporta che la giovane ogni giorno subiva continue violenze fisiche nell’ordine di calci e pugni.

Una ricerca ci svela come gli italiani usano i Social Networks

Come vengono utilizzati i Social Networks in Italia? Con quali presupposti e con quale metodologia vengono gestite dagli utenti le proprie pagine personali? Da una ricerca, effettuata tramite un questionario dall’esperto di social media, Davide Licordari, su quattro Social tra i più significativi – Twitter, Facebook, FriendFeed e Linked’In – si è cercato di capire in che modo gli italiani li percepiscono.

Il campione preso in esame, variegato per fasce d’età e professione (una buona percentuale degli intervistati non è un esperto del web), ha risposto a una serie di domande specifiche, in particolare sul tasso di socialità dei quattro SN presi in esame, sull’utilità, divertimento, facilità di utilizzo.

La fine delle fattorie su Facebook…e non solo

 

 

Anche nelle migliori famiglie ci sono i litigi, e purtroppo anche i divorzi a volte avvengono. A pagarne le pene, secondo l’etica sono solitamente le famiglie con i figli, anche perchè proprio i figli sono quelli che soffrono di più. Una metafora un po’ pesante, ma che descrive molto semplicemente quello che sta succedendo negli ultimi giorni tra il social network Facebook e la software house Zynga. Quest’ultima è molto nota al grande pubblico, per aver dato la possibilità agli utenti di giocare a Farmville, Mafia Wars, PetVille, Treasure Isle, zynga Poker solo per citarne i più giocati.
E proprio gli utenti sono quelli che saranno colpiti in prima persona dalle ultime diatribe che hanno colpito le due società e che stanno portando alla rottura definitiva. Pochi giorni fa, avevamo parlato di alcuni dissapori tra le due aziende, ad oggi sembra invece che questi dissapori si stiano trasformando in un divorzio bello e buono.

Tutto quello che non sapete di Facebook è in questo articolo

I numeri di Facebook sono tutti altissimi, che si tratti di users, o di introiti che il suo giovane creatore, Mark Zuckerberg, si sta portando a casa grazie a questa intuizione geniale. Non tutti sanno, però, alcuni dettagli che riguardano il Social Network più utilizzato del mondo.

Ad esempio, non tutti sanno che il primo, vero finanziatore di Facebook è Peter Thiel, il co-fondatore di Pay-pal, che ha decisamente dato un colpo, in positivo, all’avvio del progetto, con i 500 mila dollari investiti. Le cifre sui reali fruitori del servizio di social networking fanno girare la testa: gli utenti sono in totale 400 milioni nel mondo, che entrano nel loro profilo almeno una volta al mese. La metà di questi entra nella propria pagina ogni giorno: stiamo parlando di almeno 200 milioni di persone.

La politica su Fb: Italia e Usa a confronto

Mentre Berlusconi programma l’apertura di una sua pagina personale su Facebook ispirandosi a quelle di Obama, Sarkozy e Cameron, l’America va oltre. È stato due giorni fa proprio il Congresso degli Stati Uniti ad aprire una pagina. Il Congresso si è detto intenzionato a mostrare “come il Congresso sta utilizzando Facebook per governare e condividere informazioni con gli elettori.”

La pagina ha una bacheca accessibile ai fan e una scheda che elenca i link condivisi sulla pagina da parte di chiunque. C’è anche una scheda Risorse che include le informazioni su come usare Facebook.

Fidarsi di Mark Zuckerberg è da scemi

Prima di partire con le querele, state molto attenti. A dire che fidarsi di Mark Zuckerberg è da scemi non sono io, ma lo stesso Mark, il fondatore di Facebook. Non ci credete? Sappiate che di recente è saltata fuori la trascrizione di una vecchia chat tra Zuckerberg, che all’epoca aveva solo 19 anni, ed un suo compagno di studi, dove il CEO di Facebook ammette di avere utilizzato i dati forniti dagli amici durante l’iscrizione, per leggere i loro messaggi privati.

Zuck: Yeah so if you ever need info about anyone at Harvard
Zuck: Just ask.
Zuck: I have over 4,000 emails, pictures, addresses, SNS
[Redacted Friend’s Name]: What? How’d you manage that one?
Zuck: People just submitted it.
Zuck: I don’t know why.
Zuck: They “trust me”
Zuck: Dumb fucks.

Avete capito bene, il caro Mark sbirciava negli account di mezza Harvard e se ne vantava con l’amico. Grazie a Facebook, la sua creatura, quel ragazzino di 19 anni, futuro Re Mida dei social network, aveva tra le mani più di 4000 email, foto, indirizzi, e messaggi privati. Perciò se il suo amico aveva bisogno di informazioni, bastava chiedere. Ma il passaggio più divertente, e per certi versi più inquietante, riguarda quel dumb fucks (letteralmente “stupidi coglioni”) con il quale il giovanissimo Mark aveva etichettato chi fosse stato tanto scemo da fornirgli tutti i dati personali sulla fiducia.

Privacy su Facebook, consigli per la tutela dell’utente

Quello della privacy on-line è un argomento mai troppo battuto, specialmente quando si tratta di Social Network, spazi web dove è d’obbligo lasciare informazioni personali, parlare dei propri gusti, delle proprie passioni.

E’ ancora una volta Facebook a sollevare le questioni più spinose, proprio perché la quantità di informazioni in esso contenute possono arrivare ad essere deleterie per gli utenti che si espongono troppo. E’ bene quindi conoscere in modo approfondito tutte le opzioni privacy che sono state messe a disposizione proprio per garantire all’utente una maggiore sicurezza.

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