I siti come Facebook devono rispettare la mia privacy

di Redazione Commenta

"Vuoi la privacy sul web?" titola la pagina della petizione.

MoveOn è un gruppo che tiene insieme diverse organizzazioni no profit in America e conta già cinque milioni di membri. Il suo intento principale è riavvicinare i cittadini alla politica e lottare per una sua più completa partecipazione al processo politico.

È di questi giorni la petizione online pubblicata da MoveOn che riguarda la privacy di Facebook, che negli ultimi tempi ha creato non poche controversie e dibattiti.

Vuoi la privacy sul web?” titola la pagina della petizione. “I recenti cambiamenti di Facebook vanno oltre i limiti. Proteggi le tue informazioni firmando la petizione: “I siti come Facebook devono rispettare la mia privacy. Non devono condividere le informazioni su di me oi miei amici con altre società senza la mia autorizzazione esplicita”.

In effetti il social network di Zuckerberg ha apportato una serie di cambiamenti all’informativa sulla privacy che rendono i profili pubblici anche se non lo sembrano. Dettagli personali prima visibili solo al proprietario dell’account e a suoi amici, ora sono pubblici: il nome, la foto del profilo, il sesso e la data di nascita, la città natale e quella in cui si vive attualmente, la lista completa degli amici e le proprie reti, la scheda sull’istruzione e sul lavoro, le pagine preferite e gli interessi. Anche chi aveva deciso di tenere le informazioni di base come strettamente private, ora non avrà la possibilità di nasconderle. A meno che non le cancelli completamente.

Un’altra modifica alla privacy ha inoltre fatto sì che se uno dei nostri amici usa un’applicazione di Facebook, quell’applicazione avrà automaticamente accesso anche ai nostri dati e alle nostre informazioni personali.
La petizione di MoveOn è incentrata soprattutto sul fatto che la maggior parte degli utenti ne è all’oscuro e non si è accorto dei grandi cambiamenti che minacciano la loro privacy. “Non è certo il modo in cui ci aspettavamo che Facebook trattasse le nostre informazioni personali”, dice MoveOn.

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