Anonymous attacca la Polizia italiana

di Martina 1

Anonymous è tornato alla carica è, questa volta, ad essere bersagliata dal noto gruppo di hacker hacktivisti è la Polizia di Stato.

La rete di hacktivisti ha infatti appena diffuso online diversi annunci nei quali viene comunicata un’importante operazione che è stata appena messa a segno.

Stando a quanto dichiarato dagli stessi hacker sarebbe stata sottratta e pubblicata in rete una consistente parte del database della Polizia italiana per un totale, secondo le prime stime, di oltre 1 GB di file rubati.

Tra i file trafugati risulterebbero presenti anche oltre 3500 documenti privati tra i quali, ad esempio, e-mail, lettere, circolari interne e vario altro materiale.

La riuscita dell’attacco è stata annunciata, in primis, mediante un apposito comunicato di rivendicazione nel quale vengono spiegate le ragioni che sono alla base dell’azione compiuta dal gruppo di hacktivisti.

Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta. Is there any problem, Officer?

Alla base dell’operazione vi è, a quanto pare, la richiesta di maggiore trasparenza da parte delle forze dell’ordine puntando il dito sopratutto contro il comportamento ritenuto repressivo nei confronti del movimento No Tav.

Ma Anonymous si scaglia anche contro il monitoraggio dei social network e dei profili degli utenti presenti sul web, un’operazione questa, così come denunciato dagli stessi hacker, effettuata per ricavare informazioni utili in fatto di opinioni politiche.

Nel comunicato, unitamente alle motivazioni che hanno spinto gli hacker a compiere l’attacco, Anonymous pone poi l’accento sulla questione sicurezza sottolineando come, alla luce dei fatti, il livello di protezione dei sistemi della Polizia di Stato sia, al contrario di quanto di possa pensare, davvero scadente.

Photo Credits | deviantART

 

 

Commenti (1)

  1. Bell’articolo, ma concordo con chi dice… si spera sempre che alla fine vada tutto per il meglio!

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