Megaupload chiuso dall’FBI, Anonymous risponde con un attacco combinato

di Redazione 3

Megaupload è stato chiuso dall’FBI, è questa la notizia che oggi rimbalza nelle prime pagine dei siti web specializzati e non. Il popolare sito di file sharing è stato oscurato ed il suo fondatore, Kim Schmitz, arrestato con l’accusa di aver provocato perdite per oltre 500 milioni di dollari all’industria dell’intrattenimento.

Dopo la chiusura di Megaupload e Megavideo in rete si è scatenata una vera rivolta, su Facebook e Twitter gli utenti sono disperati, quasi in lacrime. A reagire ci ha pensato il gruppo Anonymous, attaccando i siti dell’FBI e di varie istituzioni.

Nello specifico, il team Anonymous ha attaccato ben sei siti, che sono rimasti offline per un tempo variabile da pochi minuti ad alcune ore. I portali colpiti sono whitehouse.govjustice.govcopyright.gov, il sito della Motion Picture Association of America e della Recording Industry Association of America.

Nel momento in cui scrivo questi siti risultano online e funzionanti, anche se justice.org è molto lento. Il sito ufficiale di Universal Music, anche questo attaccato, mostra la scritta “The Site is under maintenance. Please expect it to be back shortly” e risulta quindi inaccessibile.

La chiusura di Megaupload e Megavideo crea un pericoloso precedente, a questo punto siti come Rapidshare, Filesonic, FileDen e tutti gli altri siti di file sharing sono a rischio. Si tratta di siti visitatissimi (secondo le statistiche, Megaupload era il 13esimo sito più visitato del mondo) che ogni giorno sono presi d’assalto da milioni di utenti intenti a scaricare film, musica e giochi, certo, ma anche file perfettamente legali, non dimentichiamolo.

Adesso resta da vedere quale sarà la condanna di Kim Schmitz, il fondatore di Megaupload rischia fino a 50 anni di carcere per aver violato diverse norme relative al copyright ed aver infranto varie leggi sulla protezione dei contenuti multimediali. La pirateria informatica è un reato punito molto severamente negli Stati Uniti, siamo certi che questa vicenda genererà un grande clamore anche sulle prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali.

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