La Francia combatte i bulli online chiudendone gli account su Facebook

di Redazione 1

Considerando l’accrescimento del fenomeno del cyberbullismo e delle inevitabili conseguenze che ne derivano, Luc Chatel, il Ministro dell’Istruzione Francese, ha deciso di combattere la problematica in questione facendo chiudere i profili di tutti gli studenti che perseguitano i loro compagni di scuola sulle pagine di Facebook.

L’iniziativa, nata dall’accordo tra la nazione francese ed il team di Facebook, viene argomenta da Chatel, durante il suo intervento di chiusura ad una conferenza dedicata alla lotta contro il bullismo tra gli studenti, il quale dichiara che l’attuazione di tale progetto, sebbene non definibile esattamente come “semplice”, prevede l’individuazione sistematica degli allievi che compiono atti di bullismo attraverso il tanto amato social network e la successiva chiusura dei loro account, mentre invece, per quanto concerne i casi più gravi verrà fatto in modo che i parenti della vittima possano avere l’opportunità di presentare eventuali denunce mediante una partnership instaurata con il Central Office dedicato a combattere i cyber crimini.

Facebook, in seguito alla nascita dell’accordo, ha già dichiarato che, unitamente al rinnovato Centro per la sicurezza disponibile da pochi giorni agli iscritti d’ogni nazionalità, saranno implementate ulteriori ed apposite risorse per gli utenti francesi.

Nonostante le nobili intenzioni appare però lecito interrogarsi circa l’efficacia di tale progetto poiché, nonostante la chiusura dei profili dei bulli online e la presenza di appositi tool mediante cui favorirne l’estirpazione e la denuncia, ciò non assicura il fatto che gli utenti incriminati possano aprire nuovi account e continuare nella propria opera di vessazione.

Similmente a quanto stabilito per la Francia anche in America, negli ultimi tempi, è stato sostenuto un interessante progetto nato, appunto, per combattere il bullisimo in Texas e portato avanti, in primis, da Barack e Michelle Obama che hanno discusso della problematica in questione direttamente su Facebook in live straming lo scorso Marzo.

Via | All Facebook

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