Community Managers: i nuovi giornalisti del social network

di Redazione 1

All’alba delle lotte mediatiche tra figure storiche delle televisioni e della carta stampata, che quotidianamente si battono per diffondere il messaggio che il giornalismo non esiste più, i social network e la rete internet nell’insieme sta dando enormi dimostrazioni di quanto il giornalismo non sia morto, bensì sia cambiato radicalmente rispetto al passato. Il sistema di informazione è variato man mano che la tecnologia si è evoluta, ed a farla da padroni (a differenza del senso unico di carta stampata e TV), sono gli utenti del web.

La nuova figura giornalistica che si mostra on line è il cosiddetto community manager.

Il ruolo di quest’ultimo è quello di organizzare in maniera sistematica e comprensibile tutte le informazioni che derivano da comunità diverse ed incanalarle nella fonte mediatica più indicata per diffondere i messaggi fondamental e le curiosità. In termini pratici, la stesura dell’articolo in se rimane invariata, quello che cambia, è invece il modo di reperire le informazioni che si trasferisce dalla strada e dalle telefonate, fino al web ed alle e-mail.

La comodità di questo tipo di giornalismo è quella di poter aggiornare e rettificare le notizie in tempo reale, senza avere le difficoltà del “già fatto”.
Il community manager diventa quindi un mestiere specifico, che vede nel così detto animatore, il giornalista dei nuovi spazi web intesi come social network, forum e soprattutto siti di pubblicazione tematica. Tutto questo non è un gioco, anche perchè il community manager è un vero e proprio professionista, perchè si dedica con passione a serietà al proprio mestiere, in modo da creare continuamente il suo range di altura per dimostrare quanto vale nel campo professionale.

Il web, oltre che come fonte di informazioni grazie a questi professionisti della comunicazione e dell’informazione, diventa sempre più un nuovo mezzo di realizzazione di professionalità, oltre che diventare un nuovo spazio virtuale di work-making, la nuova frontiera del lavoro del terzo millennio.

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