Studio: utilizzare eccessivamente Facebook può portare a disturbi psichici negli adolescenti

di Redazione 1

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Considerando il sempre più crescente utilizzo delle risorse di social networking e, in primis, di Facebook, esaminare gli effetti che ne derivando da un impiego costante appare tanto interessante quanto, al tempo stesso, doveroso.

Proprio per tale ragione gli studi che pongono l’attenzione su Facebook e sui suoi iscritti vanno, giorno dopo giorno, ad incrementarsi permettendo quindi di comprendere nel migliore dei modi le svariate dinamiche del ben noto social network in blu e le sue eventuali ripercussioni sull’uomo.

A tal proposito appare quindi necessario mettere in evidenza il nuovo studio condotto da Larry Rosen, professore di psicologia della California State University, su un totale di ben 1300 individui che ha evidenziato come “un’overdose” di Facebook possa incidere sull’insorgenza di disturbi psicologici negli adolescenti.

Per gli adolescenti, dunque, un utilizzo sfrenato di Facebook implicherebbe, almeno nella maggior parte dei casi, l’insorgenza di distubi della psiche di varia entità passando dal narcisismo sino ad arrivare anche all’asocialità ed alle tendenze aggressive.

Un impiego eccessivo dei social network comporterebbe inoltre un abbassamento generale della qualità degli studi e, nel dettaglio, una scarsa attenzione nei confronti delle varia materie ed una sempre minor presenza in aula.

Non mancano poi ulteriori disturbi quali ansia, difficoltà nel dormire e dolori intestinali di natura psicosomatica che, in maniera inevitabile, vanno poi ad incidere sul rendimento scolastico degli adolescenti.

Sebbene i fattori negativi risultino presenti in gran numero non manca però una nota positiva a favore del tanto amato social network in blu quale quella relativa allo sviluppo della cosiddetta empatia virtuale.

Utilizzando frequentemente Facebook, gli adolescenti, primi tra tutti, acquisiscono infatti la capacità di trasmettere e recepire il proprio stato emotivo e quello altrui semplicemente servendosi del linguaggio scritto.

Tale capacità verrebbe poi trasferita nella vita reale facilitando quindi il processo di estraniazione dei propri stati d’animo ed infondendo buon umore in coloro che la recepiscono.

Via | Mashable

 

 

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