Facebook: bambini ed adolescenti maggiormente a rischio di depressione

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Secondo un recente studio condotto dalla  American Academy of Pediatrics, comprensiva di oltre 60.000 pediatri qualificati, Facebook, croce e delizia dei tempi moderni, costituirebbe un ulteriore fonte di pericolo per bambini ed adolescenti inclini ad un basso livello di autostima ed alla depressione.

Già in passato sono stati condotti ulteriori studi concernenti le medesime problematiche riguardanti però, prevalentemente, il mondo degli adulti ma, questa volta, l’attenzione degli studiosi si è invece concentrata sugli utenti rientranti nella più bassa fascia d’età e, a loro parere, ancor più inclini ad una problematica di questo tipo.

Sebbene non tutti siano concordi con gli esiti dello studio, come nel caso del Dr. Megan Moreno, specialista in Medicina dell’Adolescenza, una situazione di questo tipo tende a colpire, prevalentemente, i giovani utenti che si sentono maggiormente emarginati su Facebook, ed i social network nell’accezione più generale del termine, in maniera ben più seria di quanto possa accadere nella vita reale e che viene vissuto dagli stessi in maniera drammatica ed esasperata per coloro che soffrono già di di un senso di esclusione dal gruppo nella vita di tutti i giorni.

Ovviamente prestare attenzione ad eventuali segnali che possano mettere in allerta risulta fondamentale da parte dei genitori in modo tale da poter constare che qualcosa non và, tanto nel mondo reale quanto in quello virtuale.

Il Dr. Gwenn O’Keeffe, pediatra di Boston, ha infatti affermato che tanto Facebook quanto qualsiasi altro social media hanno il potere di interferire sul rendimento scolastico, il sonno e l’attività fisica dei giovani, per cui sarebbero questi i fattori ai quali prestare maggiormente attenzione al fine di rendersi conto dell’insorgenza di eventuali problematiche e riguardare dunque i propri figli.

Proprio per tale ragione appare quindi opportuno attuare un maggior grado di monitoraggio dei bambini e degli adolescenti impegnati nell’utilizzo di Facebook.

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