Social maratona: contro il ddl intercettazioni

di Valeria Commenta

Dopo il tam tam sul web per informare sul ddl intercettazioni e protestare contro la legge bavaglio che esso racchiude, è partita stamattina la twitter-maratona "senza parole", che diffonderà le idee contro la censura solo attraverso la rete.

Dopo il tam tam sul web per informare sul ddl intercettazioni e protestare contro la legge bavaglio che  esso racchiude, è partita stamattina la twitter-maratona “senza parole”, che diffonderà le idee contro la censura solo attraverso la rete. Imbavagliati, i membri del popolo viola si esprimeranno infatti solo tramite internet, direttamente dal presidio a Montecitorio che comincerà oggi alle 17.30. Anche Facebook avrà il suo ruolo di primo piano, con la pagina No al Bavaglio.

Il popolo viola ha organizzato una vera e propria “tendopoli-presidio permanente” in piazza di Monte Citorio a Roma, che comincerà proprio oggi e si proporrà come “webreporter” di ciò che accade al Parlamento. Nello stesso tempo, il presidio si farà promotore di incontri, dibattiti e proiezioni.

Si tratta di un’iniziativa limite che arriva dopo settimane di protesta sul web in cui Twitter sta svolgendo un ruolo da protagonista: come in altre proteste del mondo, anche in Italia si è affermato come il social network più adatto ad aggregare tutto il materiale in relazione a un particolare evento o argomento politico, rendendo semplice e rapida l’interazione tra gli utenti che vogliono prendere parte attiva, anche da lontano, alla vita democratica del proprio Paese. Gli utenti, attraverso gli hashtag #leggebavaglio o anche #noalbavaglio e #intercettazioni, stanno divulgando già da tempo testi e video in cui giornalisti e personaggi della cultura spiegano in poche parole (e quindi accessibili a tutti) le conseguenze che verranno se questo decreto sarà approvato.

Saranno quindi le associazioni che arrivano da tutta Italia insieme alla società civile a tenere informati coloro che restano davanti al computer (interessandosi comunque a ciò che accade). Aspettiamo di vedere, nei prossimi giorni, l’impatto che avrà il presidio e soprattutto la decisione di usare Twitter e Facebook, ma il social network in generale, come unico canale di espressione democratica. Servirà a far fare dietrofront al governo o il web non ha ancora abbastanza potere?

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