Il capo diventa voyeur con i social network

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Privacy, privacy ed ancora privacy. Oggi si parla di statistiche e soprattutto del valore che ha la privacy in quell’ambiente che è una via di mezzo tra casa propria ed un luogo del tutto estraneo: l’ufficio. Secondo l’inchiesta condotta dalla Associazione italiana per il marketing, le vendite e la comunicazione (Adico), i manager hanno il pallino del voyeurismo. Infatti, analizzando i comportamente di 412 manager di Marketing italiani si è notato che oltre il 30% degli intervistati ammette di utilizzare i social network e nello specifico Facebook, LinkedIn e Twitter per andare a “spiare” (anche se il termine usato più spesso è stato controllare), i dipendenti ed i colleghi di lavoro.

E quanto lo fanno? Il 20% poco, il 7% ogni tanto e risposta imbarazzante per il 5% che ammette di farlo più volte quotidianamente. Secondo Michele Cimino, il presidente di Adico, è però un dato che può sembrare sovrastimato perchè questa abitudine può essere considerata pessima anche considerando che i rapporti tra le parti possono corrodersi in caso di controllo eccessivo: “Io ritengo, sulla base della mia esperienza quotidiana, che molti colleghi utilizzino specifici social network nella corretta maniera per annotare il profilo professionale di un collega o di un candidato.

Ma poi tramite altri, peraltro i piu’ frequentati, in molti, temo, in un modo o nell’altro, vanno a sbirciare le pagine personali, dove di frequente il o la professionista si racconta attraverso il tempo libero, la famiglia, gli amici e comunque e’ ritratto in situazioni personali. Ma che tali devono rimanere! Secondo me questi elementi, ottenuti guardando dal buco della serratura, non devono interferire nella valutazione personale del collega, del dipendente o del candidato”.
Anche altre domande rientravano in queste mini interviste dirette sull’utilità del social networking in generale e 7 manager su 10 parlano di una utility nel pubblicizzare prodotti ed avviare strategie di marketing, 6 su 10 che erano utili anche per cambiare lavoro e 2 su 10 che erano utili solo per gestire i contatti personali. Di conseguenza, ci rendiamo conto che molto spesso, “se usati con accortezza i social network non sono una minaccia per la privacy aziendale”. Questo è quanto detto dal 72,4% dei manager che però non disdegna di attaccare la privacy dei propri dipendenti.

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