Facebook, perplessità prima dell’approdo in borsa

di Redazione Commenta

In attesa della quotazione ufficiale a Wall Street, Facebook ha consegnato alla Security and Exchange Commission un nuovo documento che aggiorna la propria posizione prima dell’approdo in borsa.

Oltre a fornire ovviamente un’immagine trasparente della situazione finanziaria del colosso di Zuckerberg, l’aggiornamento inserisce alcune perplessità che potrebbero compromettere in futuro la posizione di Facebook. Si tratta in particolare di alcune novità emerse negli ultimi giorni.

La prima perplessità riguarda il segmento mobile. Inutile girarci intorno, nonostante la continua e più frequente diffusione di dispositivi mobile multimediali in grado di connettersi al social network, la gran parte delle entrate pubblicitarie delle azienda arrivano dai classici desktop PC. Non è un problema di poco conto, specie in prospettiva futura, visto che la quota di mercato di smartphone e tablet è in continuo crescendo e nel giro di qualche anno può davvero insidiare quella dei canonici personal computer.

In sostanza l’obiettivo è migliorare immediatamente le strategie di advertising mobile, onde incrementare i guadagni provenienti da questo settore. Ma proprio riguardo questo punto c’è qualche perplessità: c’è il rischio che la cosa non possa funzionare e la necessità di far soldi anche da smartphone e tablet è troppo alta per poterla ignorare.

Il secondo punto è concentrato su Zynga, che ha recentemente lanciato una piattaforma autonoma. Zynga fornisce il 12% delle entrate a Facebook, e se riuscisse nell’impresa di poter far strada da sé senza il supporto del social network, Zuckerberg e soci dovrebbero confrontarsi con un calo evidente negli introiti annuali.

Infine, Yahoo!. Ne abbiamo parlato recentemente, spiegando che il gruppo minaccia una iniziativa legale piuttosto pesante nei confronti di Palo Alto se il re dei social network non chiarirà la propria posizione su 13 brevetti che sarebbero stati violati. Difficile prevedere oggi come andrà a finire, ma è chiaro che c’è il rischio di dover pagare a caro prezzo questa battaglia.

[via]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>