Yahoo, attacco frontale a Facebook

di Redazione 3

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Rischia di scoppiare una vera e propria guerra legale tra due colossi del web moderno. Ci si riferisce in particolare a Yahoo! e Facebook, cui oggetto della contesa pare siano alcuni brevetti non regolarmente posizionati da Zuckerberg e soci, che di conseguenza avrebbero fatto esplodere l’ira della casa di Sunnyvale.

Entrando nel dettaglio, Yahoo! accusa Facebook di non aver chiesto e di conseguenza pagato la licenza di dieci/venti brevetti, e senza tale autorizzazione non avrebbe il diritto di usufruirne per le proprie intenzioni. Accuse che, per pura coincidenza, o forse no, arrivano a pochi mesi dal debutto di Facebook a Wall Street, e che chiaramente non mettono in buona luce di fronte ai possibili investitori il colosso di Palo Alto.

L’obiettivo di Yahoo! è dunque duplice: ottenere da Facebook quel che ovviamente dovrebbe darle per diritto e disturbare il suo approdo tranquillo a Wall Street. I brevetti oggetto della diatriba sarebbero in particolare legati a tecnologie dedicate all’advertising e alla personalizzazione delle pagine web. Yahoo! ha già contattato Facebook dando alla piattaforma sociale praticamente un ultimatum. In caso di risposta negativa da parte di Zuckerberg, la palla passerà al giudice di un tribunale.

Facebook respinge però le accuse, non tanto relative alla posizione sui brevetti, perché proprio quest’ultima non è stata al momento valutata dato che Yahoo! non ha dato il tempo di farlo. La comunicazione è stata infatti fatta pervenire in concomitanza con quella fornita alla stampa. Vista la situazione comunque non è da escludere che Yahoo! possa ottenere quello che cerca, e ricevere nuovi importanti introiti di denaro nelle sue casse.

Uno scontro “curioso” se si considera che proprio Facebook e Yahoo! stanno collaborando attivamente alla realizzazione di un progetto che dovrebbe integrare le news fornite dalla società fondata nel 1994 nell’Open Graph del social network. Una partnership che ha già dimostrato peraltro di funzionare. Ma con i brevetti si sa, vietato scherzare.

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