Facebook: oltre 5 miliardi di brani musicali condivisi

di Redazione Commenta

L’Open Graph va a configurarsi come una tra le più interessanti novità proposte da Facebook sin dal momento della sua prima apparizione online che ha contribuito, e non di poco, a rivoluzionare il grado di interazione tra il social network ed i suoi utenti andando inoltre a stimolare in maniera particolare il processo di condivisione.

A conferma di ciò ed al fine di mettere ancor più in risalto quanto appena affermato è sufficiente considerare che a partire dal suo lancio nel mese di settembre dello scorso anno gli utenti iscritti a Facebook hanno condiviso ben oltre 5 miliardi di contenuti musicali.

A render noto lo straordinario quantitativo di brani audio condivisi nel giro di soli quattro mesi è stato Dan Rose, vicepresidente del settore partnership di Facebook, che ha provveduto a rilasciare interessanti dichiarazioni in merito nel corso degli ultimi giorni.

Le applicazioni dedicate al campo musicale grazie alle quali gli iscritti a Facebook hanno l’opportunità di condividere ed ascoltare quelli che sono i propri brani preferiti di certo non scarseggiano tanto da aver contribuito a rendere la rinomata risorsa di social networking in blu un vero e proprio punto di riferimento in tal senso.

Non mancano poi le collaborazioni con nomi di una certa rilevanza, come ad esempio Spotify, che vanno a configurarsi come il segno più evidente di come sempre un maggior numero di aziende siano, ogni giorno di più, ben disposte nello sfruttare la tendenza della condivisione dei contenuti multimediali mediante gli utenti.

La conseguenza positiva di tale situazione è inoltre il palesarsi di nomi di artisti sconosciuti o meno celebri all’intero delle classifiche degli artisti più condivisi.

Questo sta quindi a significare che quanto reso disponibile da Facebook va anche a rappresentare un valido mezzo per tali artisti mediante cui ottenere un maggior grado di visibilità non soltanto sulla scena locale ma, sopratutto, su quella internazionale.

Via | The Next Web

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