Dick Costolo parla di Twitter e commenta Google+

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Sul fatto che Google+, a partire dal momento in cui le indiscrezioni ad esso relative hanno fatto la loro prima comparsa in rete, abbia destato particolare attenzione da parte della vasta utenza vi sono ben pochi dubbi e a confermarlo vi è anche lo straordinario numero di utenti che, ad oggi, se ne servono giorno dopo giorno.

Tuttavia il neo social network ha destato l’attenzione anche, e sopratutto, di coloro che in prima persona si occupano della gestione di altre risorse analoghe.

È questo il caso di Dick Costolo, CEO di Twitter, che, qualche giorno addietro, nel corso di una conferenza stampa nel quartier generale della nota risorsa di microblogging, unitamente ad altre questioni ha anche avuto modo di esprimere un proprio giudizio nei confronti di Google+.

Costolo, previa specifica domanda, ha infatti dichirato che è inevitabile non vedere come il nuovo prodotto di casa Google sia in grado di attirare una gran quantità di utenti, considerando anche lo straordinario potenziale in ambito pubblicitario che Big G ha a propria completa disposizione per promuovere G+.

Costolo ha poi proseguito affermato che Google+, a differenza di quanto possa sembrare, va comunque a configurarsi come uno strumento complesso poiché, proprio come Facebook, consente di eseguire una gran quantità di operazioni a differenza di Twitter che punta invece ad un utilizzo efficiente ma, al tempo stesso, ben più semplice e con il tempo tenderà a diventarlo sempre di più.

Su Google+, inoltre, gli utenti sono tenuti ad utilizzare nome e cognome poiché solo e soltanto in tal modo, secondo la relativa politica aziendale, questi possono garantire a Google di far profitto mediante la pubblicità e la stessa regola vige anche per Facebook.

Il CEO Twitter ha poi proseguito dicendo che, considerando la complessità di Google+ e tenendo ben presente anche quanto offerto alla vasta utenza, il neo social network e Facebook sono destinati a competere l’uno con l’altro.

Twitter, invece, si propone all’utenza come un alternativa ben più semplice che, proprio per tale ragione, viene quindi esclusa dal sopracitato arduo processo di competizione.

Via | TechCrunch

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