Social network e PMI: facciamo una stima

di Redazione Commenta

Lo studio di cui parliamo oggi, è stato condotto dalla A&F Research secondo le informazioni date dalla committente Trend Micro, per conto delle Piccole e Medie Imprese.
Da quanto dimostrato, le così dette PMI, sembrano aver paura dei social network e la A&F ha analizzato le potenziali preoccupazioni delle aziende. In primis, sono risultate le paure derivanti dalle soluzioni di sicurezza informatica e quelle legate alla conservazione dei dati sensibili. Basandosi su una scala che va da 1 a 5, le PMI intervistate hanno attribuito a questa paura, un valore medio di 2,68 alla perdita e/o furto dei dati aziendali e un 2,65 a quello dei dati personali caricati sui computer. Altro risultato ottenuto è quello che vede come protagonista il credit crunch (letteralmente “stretta del credito”), che varrebbe a significare un calo rapido e pesante dell’offerta di credito. Al credit crunch, è stato assegnato un valore di ben 2,61.

Altro problema che tocca le PMI, è quello dello Spam, che è stato dichiarato come un problema grave da oltre il 40% degli intervistati, mentre il dato che si pensava maggiore ha una quota alquanto bassa negli intervistati: i virus, che preoccupano le PMI solo per il 24,6% degli intervistati.

Altra preoccupazione è legata al ramo della produttività. Il 60% delle PMI, infatti, sembra voler abolire l’accesso ai social network perchè i lavoratori utilizzerebbero in maniera impropria questo strumento, creando così un calo della mole di lavoro giornaliera. Il 22,3% dei proprietari di PMI, vietano infatti ai propri dipendenti l’accesso alle chat, ma dallo studio viene fuori che questo numero è in fase di crescita e potrebbe raggiungere la quota del 40% in breve. Stessa cosa vale per i social network che sono vietati con filtri e firewall. Le aziende stanno lavorando per mettere appunto sistemi che concedano automaticamente l’utilizzo di questi sistemi per soli 20 minuti nell’arco dell’intera giornata lavorativa.

Tra gli altri dati che spaventano gli imprenditori, per poter permettere l’accesso ad Internet, ci sono tre settori specifici. La pornografia che vede una percentuale “di spavento” del 56,2%, il mondo dei videogames on line che tocca il 41,8% ed infine il boom del momento fatto di scommesse e lotterie che tocca il 37,9%.

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