Come si ruba un profilo su Facebook

di Valeria 2

Sono diverse le modalità con cui queste persone si divertono sui social network, rubando i dati di accesso ai profili degli utenti, e tutti poco piacevoli. Vediamo i principali:

Basta poco per essere un lamer su Facebook. Al contrario del cracker ha conoscenze informatiche piuttosto limitate e al contrario dell’hacker non agisce per imparare o migliorare. Sono diverse le modalità con cui queste persone si divertono sui social network, rubando i dati di accesso ai profili degli utenti, e tutti poco piacevoli. Vediamo i principali:

Il trojan – backdoor è la minaccia più diffusa ed è un vero e proprio programma che si autoinstalla e apporta modifiche a file importanti del nostro sistema operativo. Inserendosi grazie a “porte lasciate aperte” in browser e firewall, permette il controllo del computer dell’utente, che rimane all’oscuro di tutto ciò che il lamer fa dei suoi dati.

Il phishing si attiva tramite una finta pagina quasi identica all’originale, con un form in cui si inseriscono i dati di accesso al proprio profilo, che da quel momento diventa proprietà di qualcun altro. Per evitare il phishing, oltre a stare molto attenti ai falsi, è importante avere dei browser con liste nere e il controllo delle url di provenienza.
Il keylogger è un software che si installa sul computer dell’utente e registra qualsiasi cosa egli digiti: e con i testi e le user id, anche le password. In questo caso è materia degli antivirus che, se di buona qualità, effettuano il blocco automatico.

Anche collegarsi a reti wireless non protette può avere i suoi rischi, perché il gestore reale può vedere qualsiasi cosa facciamo online. Spesso poi la pigrizia porta qualche utente a spuntare la casella “memorizza password” in modo da non doverla ridigitare ogni volta. Se è vero che è una comodità in più per chi visita spesso gli stessi siti web, nello stesso tempo porta con sé uno dei rischi peggiori della rete: anche se appare nascosta da puntini o asterischi, infatti, i dati di accesso memorizzati dal computer sono sempre rintracciabili.

Infine, il metodo più banale per usurpare un profilo Facebook è quello che sfrutta la sbadataggine degli utenti che usano computer condivisi e non fanno il logout dal social network. Chi pensa di uscire da Facebook semplicemente chiudendo la finestra del browser, infatti, lascia aperto un account che chi arriva dopo può utilizzare tranquillamente.

Foto | Flickr

Commenti (2)

  1. Non esistono i lamer e ne script kiddies e ne kiddiot! Tu hai mostrato un tentativo di phishing su Facebook! Quelli che fanno phishing si chiamano “phisher” o “spammers”.
    In ambito culturale e linguistico il termine lamer contrariamente da come si dice non rispecchia alcun significato poichè di per sé fa riferimento ad persone inesistenti! Nella categoria della CYBERUTENZA non esistono queste voci inerenti a questi fantomatiche persone della fantasia!
    Andiamo siamo nel 2011 e la gente usa ancora questi termini a causa dell’ignoranza di chi li ha coniati (sono malati di mente) e che bella figura!
    Quindi chi fa phishing è un phisher o magari per essere più semplici “spammer”.Questo è un dato di fatto! Non è una mia opinione

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