L’Estonia punta sulla solidarietà

di Francesco Russo Commenta

Viene definito come uno dei Paesi più infelici d’Europa, eppure, hanno dato il via al progetto: “Banca della Felicità“. L’Estonia, la più bassa delle cittadine nella graduatoria delle cittadine felici nel 2007 (dati basati su tasso di criminalità, ambiente, aspettative per il futuro, ecc.), seppur non ha migliorato la sua situazione politico / sociale perchè perseguitata dall’aumento della disoccupazione, ha deciso di puntare su un nuovo fattore: la generosità. In effetti, i circa 1.300.000 di abitanti dello Stato Baltico, hanno lanciato ufficialmente il comunicato stampa sulla nascita in maggio della Banca della Felicità che sarà raggiungibile all’indirizzo www.onnepank.ee. La registrazione on line a questo social network, prevede oltre a nomi e dati anagrafici, l’inserimento del cosa si può fare per gli altri e cosa vorremmo che gli altri facessero a noi. Il social network è già partito a piccoli passi, e si riporta la prima transazione ufficiale di una parrucchiera che in un appartamento di Tallin ha effettuato il primo taglio di capelli organizzato alla Banca della Felicità. Per registrare la transazione si ricevono comunque banconote simboliche (stampabili dal sito della banca) con la scritta Tanutaht (“grazie”). A seguito del crack mondiale dell’economia, l’iniziativa vorrebbe essere estesa alle altre due repubbliche baltiche: Lituania e Lettonia. Questo perchè ormai il Governatore della Banca Centrale lettone ha dichiarato la “morte clinica” dell’economia del Paese.
Rainer Nolvak, imprenditore informatico 42enne ha dichiarato ad un agenzia di stampa (France Press) che “Specialmente adesso che il mondo intero affronta la recessione, dobbiamo pensare anche dal basso a come combatterla e a come migliorare la vita” e che sicuramente la felicità “non la trovi accumulando cose”. Nolvak ha arruolato nel progetto l’amico Ahti Heinla, uno degli ideatori di Skype che aiuterà nel mantenimento tecnico del progetto.
Nolvak è molto entusiasta ed ottimista, infatti le sue prime dichiarazioni sono state che: “Il successo dell’iniziativa ha dimostrato che la gente è pronta a impegnarsi per il Paese”, ma soprattutto che per esperienza personale (diventare milionario a trent’anni), il senso di appartenenza ad una comunità rende più ricchi delle cose materiali.

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