Facebook: Backstage dona soldi in beneficenza

di Marcin Szyszko Commenta

Che Facebook fosse una grande miniera di denaro lo sapevamo. Che i sviluppatori di applicazioni per il social network ricevessero ingenti entrate monetarie ogni giorno anche. Quello che ci è sfuggito è che qualcuno potesse fare una donazione di ben 100.000 dollari in beneficenza! Ma così è stato! A farlo è la Backstage, nota azienda produttrice di applicazioni per il web resasi famosa per il suo Scratch and Win (Gratta e vinci).

La società canadese non ha necessitato di molto tempo per affermarsi difatti, dopo una sua prima campagna nell’aprile 2008, è riuscita ad avere in poche settimane più di 250.000 utenti giornalieri con ben 12.300 visitatori unici al giorno che hanno partecipato all’opera caritativa. E così i soldi si sono accumulati e risparmiati per giungere agli odierni 102.564 $. Ma che fine ha fatto tutto questo denaro? I proventi di tutte le donazioni sono andati a dieci organizzazioni di beneficenza con relativa partizione dell’importo. Ecco nello specifico come:

* The Land Conservancy of BC: $10,521
* BC SPCA: $11,285
* The BC Lions Society for Children with Disabilities: $9,587
* Doctors Without Borders: $14,032
* Prostate Cancer Research Foundation: $6,444
* Mustard Seed Food Bank (Victoria): $7,800
* The Salvation Army (Victoria): $13,159
* The Heart and Stroke Foundation of BC & Yukon: $11,592
* The Australian Red Cross (Bushfire Relief): $8,460
* The Linus Foundation: $9,684 (ongoing)

Dopo questo ottimo risultato la società ha affermato che intensificherà questo tipo di gioco-beneficenza grazie allo sviluppo di titoli altrettanto validi come il suo Gratta e Vinci. Questa volta sarà possibile effettuare una donazione grazie ad un’opzione dona ed una microtransazione che indirizzerà i soldi dell’utente alle varie organizzazioni.

Qualcuno pone qualche dubbio relativamente all’effettiva somma di beneficenza accumulata sostenendo che è solamente una parte della reale raccimolata. Potrebbe anche essere vero, ma non vogliamo metterci a discutere di questo ora, l’importante è che per lo meno qualcuno si muove per gli altri (anche se in parte).

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