Anche il razzismo si sta espandendo sui Social Network?

di Francesco Russo Commenta

Il razzismo che sta invadendo Facebook sembra prostare sospetti nella legge, ma viene preso con tutta normalità dagli internauti.

Sono un po’ di giorni che aleggiano gruppi nuovi su Facebook basati su presentazioni del tipo: “Mai più candidati campani in Parlamento” e tra i più noti nati già in passato, ci sono quelli che come immagine di gruppo rappresentano l’annullamento di Mastella e di De Gregorio. A scatenare l’ira funesta dei frequentatori di Facebook, sono state sicuramente le mancate dimissioni dalla commissione di vigilanza Rai del senatore Riccardo Villari (di origine partenopea). Ad oggi 23 Novembre, risultano addirittura circa 70 gruppi che osannano le sue dimissioni.

Questa situazione raziale nascente su Facebook presa in considerazione solo ora che c’è di mezzo la politica, nasce invece, quasi in simultanea con il social network. E’ difficile dimenticare gruppi razziali come “Odio Napoli”, gruppo chiuso a seguito di un commento riportato sui media: “Vorrei che Hitler fosse ancora vivo e i napoletani come gli ebrei”. Questo gruppo xenofobo, ha addirittura attirato l’attenzione del Parlamento di Strasburgo, che ha costretto i responsabili del sito e fare una cernita di tutti i gruppi che inneggiavano all’esonero delle minoranze ed alla violenza contro gruppi etnici diversi. Secondo i sociologi, si tratta semplicemente di un’esplosione di narcisismo, basata su una mancanza di libertà nel reale che viene proiettata così nel virtuale.

Battute diverse sono state spese a seguito di questa situazione, da quelle dei politici intervistati da “Le Iene“, che credono semplicemente in una moda temporanea, fino a quelle degli internauti che vedono oramai nei social network, l’unica forma economica di socializzazione per esprimere il proprio stato d’animo…anche se razzista.

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