Verso l’addio alle rimodulazioni Vodafone, TIM e Wind Tre nei primi sei mesi di contratto

di Gio Tuzzi Commenta

Indicazioni interessanti e probabile addio alle rimodulazioni Vodafone, TIM e Wind Tre nei primi sei mesi di contratto, secondo quanto raccolto di recente

rimodulazioni Vodafone

Si torna a parlare in questo periodo di rimodulazioni Vodafone, TIM e Wind Tre. A quanto pare, infatti, a stretto giro potrebbe entrare in gioco il disegno di legge 1105, con il quale le compagnie telefoniche saranno costrette non solo ad essere più trasparenti sui costi nascosti, ma anche sui rincari. In particolare, questi ultimi saranno vietati nei primi sei mesi di contratto, facendo sì che l’utente non vada incontro a brutte sorprese in tempi ristretti dopo aver sottoscritto un contratto.

Nelle scorse settimane ci siamo già soffermati sulle rimodulazioni Vodafone, parlandovi più nello specifico di quelle che sono entrate in gioco a fine giugno, ma ora tocca affrontare l’argomento in modo diverso, con una svolta legislativa che a quanto pare attira poco le compagnie telefoniche. In questo modo, infatti, saranno molto meno autonome. Ecco quanto emerso a tal proposito:

“Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche non possono modificare le condizioni giuridiche ed economiche dell’offerta prima che siano trascorsi sei mesi dalla stipula del contratto, in ogni caso senza aggravio di costi o peggioramento delle condizioni economiche applicate nei confronti del consumatore.

La medesima Autorità [AGCOM] garantisce altresì che gli operatori dei servizi di telefonia mobile assicurino la piena trasparenza delle offerte e dei messaggi pubblicitari di cui al comma 2, garantendo una comunicazione semplice ed essenziale che faciliti al consumatore la comprensione della tariffa e del prezzo complessivo, relativo ai servizi acquistati mediante sottoscrizione del contratto di attivazione”.

L’obiettivo è chiaro nel porre un limite alle rimodulazioni Vodafone, TIM e Wind Tre. In questo modo si dovrebbe limitare il rischio che l’utente venga messo nelle condizioni di cambiare troppo spesso operatore, con relativi costi di attivazione verso il nuovo gestore che andranno comunque a sostituire quelli di uscita. Se da un lato in caso di rimodulazioni Vodafone, TIM e Wind Tre non si pagano penali seguendo le istruzioni fornite, allo stesso tempo ogni nuova attivazione comporta maggiori spese per il pubblico.

Insomma, sarà molto interessante seguire questa storia da vicino nel corso delle prossime settimane, in attesa di capire in quale direzione andranno le rimodulazioni Vodafone, TIM e Wind Tre.

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