Twitter dice no all’advertising

di Redazione Commenta

Dopo l’annuncio di ieri della nascita di BrandLift, a seguito di un accordo tra Facebook e Nielsen, per la misura dell’adversiting on line su social network, il focus di indagine si è spostato sull’altrettanto famoso Twitter.

Il sito che è stato valutato circa un miliardo di dollari, per adesso ha detto no ad advertising e micro spot. Il suo servizio di microblogging, ha deciso di scegliere una linea guida diversa da tutti i suoi concorrenti diretti (in primis Facebook) e di non avere nulla a che fare con la pubblicità a pagamento.

Biz Stone, il co founder del sito con l’uccellino, ha dichiarato che stanno mettendo in cantiere qualcosa di diverso che andrà sempre più a vantaggio degli utenti. Stiamo parlando di un accordo con Jajah, per integrare il suo VoIP.

La scelta che invece ha fatto Facebook è stata molto criticata, perchè vista come una “svendita” dei propri utenti. Probabilmente sentendosi forte di un numero alto di utenti attivi (ricordiamo che hanno da poco toccato i 300 milioni), si è sentito in diritto di fare l’accordo con la società di ricerca Nielsen. La nascita di BrandLift, è stata subordinata ad una serie di condizioni che toccheranno comunque gli utenti. Il progetto è nato per effettuare una misura numerica dell’impatto dell’adversiting su Big F, tutto tramite i sondaggi (dedicati ai banner pubblicitari ed alle inserzioni testuali e grafiche), che verranno fatti fare direttamente agli utenti del sito. I dati raccolti, verranno poi analizzati dalla stessa Nielsen per scremarli e dividerli tra gli inserzionisti a seconda del settore. Una vera “vendita” dell’utente, da quanto detto dai rumors economici.

Questo boom del rapporto economico per la pubblicità, ha portato anche la comScore, negli USA a realizzare una indagine sull’advertising. Il risultato è stato che circa una inserzione su 5 di quelle presenti on line è più vista se pubblicata su un social network e non su un altro sito web.

Il mercato dei social media, raccoglie oltre il 21,1% della distribuzione di advertising on line ed a capo di questi numeri ci sono Facebook e MySpace, che da soli raccolgono oltre l’80% del totale di questo mercato.

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