Facebook, anche in Italia è possibile scegliere il contatto erede

La funzione mediante cui segnalare il proprio erede dell’account Facebook, ovvero colui al quale andrà tutto il contenuto della propria attività social, è ora disponibile anche per gli utenti italiani.

Screenshot che mostra come nominare il contatto erede su Facebook

Inizialmente la funzione era stata abilitata solo agli utenti americani ma nel corso delle ultime ore le cose sono cambiate ed ora la possibilità sfruttare il contatto erede è stata estesa anche a tutti gli iscritti a Facebook del Bel paese.

LivesOn, un app per twittare anche dalla tomba

C’è qualcosa dopo la morte? La risposta è: sì c’è Twitter.

La pensano così quelli di LivesOn.org che a marzo lanceranno un app per twittare anche dopo che sei passato a miglior vita. Attenzione però, perché non si tratta della solita app che si occupa di retwittare i tuoi vecchi messaggi per creare così l’illusione di essere ancora in mezzo a noi, ma di un sistema che si preoccuperà di scrivere tweet assolutamente originali e – cosa più importante – assolutamente in linea con le tue idee e il tuo pensiero.

Bon Jovi smentisce la notizia dell’infarto e rassicura i fan su Twitter

Su Twitter circolava la voce che Bon Jovi, il famoso rocker dei New Jersey, era stato colpito ieri da un infarto. Alcuni dicevano che fosse stato ritrovato nella sua camera all’Empress Hotel in stato di coma, altri oggi lo davano addirittura per morto. Tutto falso, Bon Jovi sta bene e ci ha pensato lui stesso a rassicurare i fan con una foto che ha pubblicato stamattina su Twitter.

La foto lo ritrae con un in mano un foglio di carta con sopra la data del 19.12.2012 ore 18.00 (l’ora in cui sarebbe morto a causa dell’infarto) e la scritta “Il paradiso somiglia parecchio al New Jersey”.

Steve Jobs: dedicati oltre 2,5 milioni di tweet all’ex CEO Apple

La scomparsa di Steve Jobs è un evento che ha colpito non soltanto gli appassionati utilizzatori dei prodotti Apple ma anche coloro che nutrivano grande stima nei confronti dell’ex CEO dell’azienda di Cupertino e dei suoi pensieri e a dimostrazione di ciò è sufficiente considerare lo straordinario numero di tweet che, ad oggi, sono stati postati in suo onore.

Infatti, stando ai dati registrati da Marketwire, i tweet postati sino ad ora in onore di Steve Jobs superano di gran lunga i 2,5 milioni, tutti pubblicati ad una velocità paria 6.049 tweet al secondo.

Il ricordo di Steve Jobs su Twitter

La morte di Steve Jobs ha dato il via al primo funerale virtuale della storia, con migliaia di messaggi di cordoglio che hanno invaso i social network da parte dei fan di Apple ma anche di chi non possiede né un iPod, né un iPhone, e nemmeno un iPad o un Mac. Questo per far capire l’importanza della figura di Jobs nella storia dell’informatica ma anche del design, una qualità che ha trasformato i prodotti Apple in veri e propri oggetti di culto.

Molte sono le personalità che in queste ore hanno voluto rendere omaggio a Jobs, da Mark Zuckerberg al presidente Barack Obama. Ma la forma di affetto più evidente c’è stata su Twitter. Da Jack Dorsey (co-founder di Twitter Inc.) all’attore Jim Carrey, fino al presidente russo Dmitry Medvedev, molti personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo hanno salutato il fondatore della Apple inviando un messaggio tramite la app Twitter for iPhone. Probabilmente il miglior tributo che si potesse fare all’uomo e al visionario.

IfIDie, l’applicazione per Facebook che consente di lasciare un messaggio video da guardare dopo la morte

Da diversi giorni a questa parte su Facebook impazza una nuova mania: quella di lasciare un messaggio ai posteri dopo la morte.

Bhe, certo, nell’esecuzione di tale atto, in sé per sé, vi è ben poco di nuovo ma la vera stranezza, infatti, consiste nel recapitare il tutto direttamente tramite l’affermato social network in blu… come? Semplicissimo: servendosi di IfIDie, un’apposita e recente applicazione.

Confessa le sue paure su Facebook e viene uccisa da stalker

Il web è senz’altro una fonte inestimabile di informazioni d’ogni genere e, giorno dopo giorno, mette sempre più utenti in condizione di poter accedere a tutto quanto occorre nel giro di qualche click ma, purtroppo, parallelamente ai benefici che ne derivano vi è però da considerare anche tutte le brutture legate ad esso e ai social network e, in questo caso specifico, a Facebook.

Sul social network in blu, infatti, si torna a parlare di stalking, una parola oramai troppo diffusa tra le risorse di social networking, e, questa volta, la protagnoista è Emily Longley, una giovane ragazza aspirante modella uccisa, appunto, da uno (o forse più) stalker dopo aver condiviso le sue paure su Facebook.

Yara e l’epilogo di Facebook

La morte di Yara Gambirasio sta sicuramente toccando il cuore di tutti e la coscienza di molti sta cominciando a scalpitare alla ricerca della giustizia che unisce gli uomini di buona fede. Internet ed i social network in primis hanno divulgato migliaia di messaggi di vicinanza alla famiglia della piccola scomparsa e selvaggiamente uccisa giorni fa. Ancora per una volta, ad essere vicini alle famiglie, quindi, gli “abitanti” dei social network che dimostrano quanto sia importante per loro la giustizia, mostrando anche l’aspetto più democratico di Internet.

In queste ore, proprio su Facebook, si trovano gruppi pieni di frasi, pensieri e ricordi riguardanti la povera piccola Yara, ed anche a chi in maniera violenta e brutale le ha strappato la vita.
La storia non a lieto fine sembra aver sconvolto i navigatori del web, che seppur presi dalle loro vite digitali, non hanno dimenticato di andare a scrivere due righe per quella ragazzina che dopo mesi dalla scomparsa è stata ritrovata senza fine, con un corpo martoriato a pochi chilometri dal luogo della sua sparizione.

Owen Wilson morto, ennesima bufala amplificata da Twitter

Owen Wilson

Owen Wilson è morto in seguito ad un incidente con lo snowboard. Sono le 21:00 del 29 dicembre e la triste notizia inizia a fare il giro del mondo, passano i minuti, ma nessun quotidiano pubblica l’articolo (in Italia, solo Il Sole 24 Ore, che ha poi rimosso prontamente la pagina), iniziano i dubbi, i sospetti.

Dopo poco meno di 60 minuti arriva la conferma, Owen Wilson non è morto e sta benissimo. Ennesima bufala, probabilmente diffusa da Faux News. Pochi giorni fa su Twitter si era diffusa la notizia della morte di Aretha Franklin, anche questa bollata come falsa.

Aretha Franklin morta? Una bufala di Twitter

Aretha Franklin

Nella notte si è diffusa una bufala su Twitter. Migliaia di tweet commentano la scomparsa di Aretha Franklin, ma c’è solo un piccolo particolare. La cantante non è assolutamente deceduta ed anzi, ha in parte risolto i suoi problemi e sta cercando di tornare in forma dopo il male che l’ha colpita ed il ricovero in ospedale ad inizio dicembre.

Una bufala con i fiocchi, realizzata appositamente per i cybercreduloni, a quanto pare sono in tanti ad essere cascati nel “tranello”, sono tantissimi i messaggi di condoglianze apparsi sul noto social network.

Minacce su Facebook: “Devi fare la fine di Sarah Scazzi”

 

La Procura della Repubblica, ha aperto un caso sull’ipotesi di reato che si nasconderebbe dietro un uomo che da giorni minaccia oltre 40 donne su Facebook. Non si tratta di semplice stalking, ma di messaggi mirati e molto volgari che finiscono tutti allo stesso modo: “Devi fare la fine di Sarah Scazzi“.

Qualcosa di inquietante, che conoscendo la storia della giovane di Avetrana, mette i brividi al sol sentirlo. Si tratta di un messaggio volgare per i contenuti e con finalità di morte, che sta sconvolgendo buona parte della vita tranquilla di queste donne lamentine, che pensano a chissà quale pazzo può nascondersi dietro questi messaggi.

Su Facebook la morte dopo la vita

 

Come è possibile che un morto continui a vivere su Facebook? Ebbene, sembra che questi ultimi grazie agli algoritmi del social network riescano a rimanere in vita e soprattutto riescano anche a chattare tranquillamente con i propri amici del profilo virtuale. Nessuna macumba o nessun “miracolo” nascosto per avvalorare tutto ciò, semplicemente un utilizzo delle impostazioni di Facebook che grazie a qualche simpatico membro del team, fa si che superata una certa età, data per morte, faccia si che ancora si possa essere su Facebook.
A far partire le segnalazioni sull’evento sembra sia stato il caso di Courtney Purvin, un’insegnante di Plano nel Texas, che lo scorso mese ha ricevuto il promemoria di amicizia da parte di una sua amica di famiglia, che anni addietro aveva suonato in chiesa al suo matrimonio. Come è possibile questo se la persona in oggetto era morta il mese prima?

Twitta mentre muore il figlio

military mom
Per molti la rete e i social network rappresentano non soltanto un passatempo, ma anche un mezzo di conforto, una maniera per non essere soli nei momenti difficili. Eppure il caso della mamma blogger Shellie Ross ha indignato l’America. Infatti la donna che vive in Florida ha annunciato in diretta che il figlio Bryson di due anni era caduto in piscina, invitando i suoi 5000 followers a pregare per lui. Qualche ora dopo, i paramedici hanno dichiarato la morte del bambino, e di nuovo la signora Ross ne ha dato notizia su Twitter.

Immediate le polemiche davanti a questo uso sconcertante di Twitter, che hanno coinvolto blogger e celebrità che hanno un rapporto diretto con la rete. Nelle ore prima della tragedia, Shellie Ross aveva mandato ben 74 messaggi su Twitter, perciò la domanda che tutti si sono posti è questa: chi si occupava del povero Bryson mentre mamma era occupata a twittare?

Su Facebook la gloria per Mike

Mike Bongiorno

Non è un Mike qualunque quello che da ieri viene “prepotentemente” celebrato su Internet e nello specifico su Facebook. Stiamo parlando di Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, meglio conosciuto come Mike Bongiorno. A 85 anni si è spento questo storico della televisione italiana a Montecarlo. Il primo presentatore RAI della storia italiana, ci ha tenuto compagnia per anni con la sua “Allegriaaa!!” ed in poco tempo ha acquisito i riscontri positivi di tutto il pubblico.

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