Stereo Mood: le social playlist

di Francesco Russo Commenta

All’ascolto del nome, Stereo Mood, in molti hanno subito un flashback che li riporta ad una radio sul web, ma non è proprio così. Sulle pagine web di Stereo Mood, infatti, non si trovano le facce dei DJ e nemmeno l’orario del notiziario delle 13.00, ma semplicemente musica da condividere. Questo innovativo servizio viene definito dalla stampa di settore come “rivoluzionario”, questo perchè permette una fruizione della musica diversa, definita dallo slogan stesso come una “filodiffusione emozionale”.
Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta. Stereo Mood è un social network completamente in lingua inglese, anche se è sia ideato, che realizzato e mantenuto da uno staff completamente italiano. Questo è già attivo in 120 Paesi in tutto il mondo e propone al suo pubblico una creazione di playlist, di librerie e di mixage, ideabili a seconda delle proprie “mood”, (letteralmente emozioni).
Quello che colpisce non appena ci colleghiamo al sito è la presenza di una scaletta (tag cloud) che visualizza agli utenti che non si sono ancora registrati (o logati), una serie di playlist, tra quelle più quotate con la possibilità di acquisirla e riascoltarla.

Inoltre, essendo un sito social, permette (in tutto stile Twitter) di inserire oltre alla propria scaletta personalizzata, anche una nota di commento che identifica il proprio stato.
Il servizio si basa sull’utilizzo delle API del più famoso Last.fm, che permette così agli utenti di avere un quadro completo dei brani, questo perchè questa API va a recuperare nel database unico, anche le cover dei singoli pezzi disponibili on lin.

La registrazione al sito è completamente gratuita e da la possibilità di poter salvare sia le proprie playlist personalizzate, sia di caricare dei brani propri. Questa funzionalità è innovativa, perchè non ancora esistente sulle piattaforme sociali che offrono un servizio simile.

I nuovi brani però non saranno inseriti direttamente sui server di Stereo Mood, perchè questa possibilità non è stata ancora studiata, visti i tanti cavilli legali legati ai diritti di copyright, mentre è possibile caricarli se già pubblicati su blog e siti esterni.

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