Google+ supera Twitter: successo soprattutto mobile

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Google+, il social network del colosso di Mountain View progettato per battere Facebook, ottiene il primo significativo risultato a un anno dal lancio: il sorpasso su Twitter, un’altra delle piattaforme sociali più utilizzate sul web. Lo fa grazie ai numeri aggiornati sugli utenti attivi, superiori a quelli dello spazio di microblogging, e alla grande attenzione che Google ha riposto fin da subito al segmento mobile. Il successo di Google+ difatti nasce praticamente da smartphone e tablet.

I dati parlano chiaro: al mese di giugno, Google+ vanta 250 milioni di utenti registrati, dei quali 150 milioni sono attivi ogni mese e 75 milioni quotidianamente. I numeri di Facebook (più di 526 milioni di utenti attivi ogni giorno) sono chiaramente ancora lontani, ma il sorpasso su Twitter, che invece si ferma a 70 milioni di utenti operativi al giorno, è il segnale che Google può chiaramente ottenere il suo ambito obiettivo e per farlo continuerà a spingere forte sul segmento mobile, dove Facebook ancora non riesce a garantire servizi e applicazioni della medesima qualità.

Certo, Google utilizza qualche “trucchetto” per aumentare la sua community di utenti sul social network, come l’associazione forzata tra GMail e Plus, ma se di quelli registrati ben 150 milioni sono attivi vuol dire che Google+, nonostante lo scetticismo iniziale, piace e può dire la sua in un mercato che sembra oggi destinato a soccombere al dominio di Facebook.

L’azienda di Mark Zuckerberg si è accorta di questo pericolo e soprattutto dello svantaggio sul settore mobile: le applicazioni in mobilità di Facebook mancano di appeal e soprattutto, a differenza di Google+ che conta su un vasto ecosistema come Android, non possono vantare di una piattaforma mobile attraverso la quale diffondersi anche tra smartphone e tablet. Qui si spiegano le acquisizioni di realtà del web importanti come Instagram e Glancee. Twitter in questo senso è ancora più svantaggiato, ma data la sua natura di “micro-blogging” soffre in minoranza di questo problema, nonostante abbia perso la seconda posizione in favore di Google.

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