Diaspora, il codice sorgente è pieno di bug

di Redazione 1

In queste ultime settimane vi abbiamo parlato molto di Diaspora, social network open source realizzato da quattro studenti universitari, per dimostrare che dare vita ad un social network attento alla privacy è possibile.

Il progetto ha subito però una battuta di arresto. Il debutto, previsto per il 15 settembre scorso, è stato rimandato a metà ottobre ed il codice sorgente rilasciato dai programmatori è pieno di bug.

I quattro fondatori di Diaspora avevano annunciato che il codice avrebbe contenuto qualche piccolo bug, del resto si tratta di codice non ancora perfettamente ottimizzato. Qui però si va ben oltre, secondo i programmatori esperti che hanno messo le mani sul codice sorgente di Diaspora.

Allo stato attuale, il codice contiene più di 140 bug attivi, che dovranno essere eliminati assolutamente prima del lancio ufficiale del sito.

Peccato perchè l’idea di un social network attento alla privacy aveva catalizzato l’attenzione degli utenti, e molti addetti ai lavori vedevano in Diaspora un credibile rivale di Facebook. Per come si sono messe le cose invece, Diaspora difficilmente riuscirà ad impensierire la creatura di Mark Zuckerberg.

Se i programmatori riusciranno a correggere le vulnerabilità di Diaspora, il sito potrà finalmente debuttare e potremo testare con mano le funzionalità di questo nuovo social network.

L’entusiasmo degli utenti però sembra essersi spento in fretta e Diaspora sembra destinato all’oblio mediatico. Nei giorni scorsi inoltre i primi screensot dell’interfaccia hanno dato vita a numerose perplessità tra esperti del web e addetti ai lavori. Il sito ricalcherebbe in modo impressionante l’interfaccia utente del “rivale” Facebook.

C’è ancora tanto, tantissimo lavoro da fare per rendere Diaspora un social network completo. Le fondamenta sono state gettate, ma quanto pare ancora non basta.

Ma gli autori del progetto assicurano che tutti i problemi verranno risolti, Diaspora vedrà la luce entro la data fissata e gli utenti rimarranno stupiti. Non ci resta che aspettare, insomma.

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