Zambardino: con Facebook è battaglia

di Redazione Commenta

Spiacevole e complicata la vicenda che vede come protagonista Vittorio Zambardino, Direttore del Portale Kataweb nonchè progettista di Repubblica.it. Il venerdì 1 maggio, il suo account Facebook è stato completamente rimosso, foto sparite, contatti smarriti, contenuti e post volatilizzati, e il tutto per una causa che non è stata ancora resa nota ufficialmente dal social network. Forse, come gli è stato affermato da una professionista, da parte di una dirigente Facebook, a portare la completa rimozione deve essere stato un bot interno (uno di quei programmi che regolano e filtrano la community per un giusto rispetto dei termini d’uso), dopo che Zambardino ha pubblicato un commento riguardante il Pontefice, come lui stesso afferma sul suo blog:

In uno ho scritto che si attendeva un pronunciamento del papa contro i wurstel (una battuta abbastanza tiepida sull’onnipresenza delle dichiarazioni pontificie, pubblicata mentre imperversava la paura dell’influenza suina).

Ma può davvero un commento del genere portare all’eliminazione di un contatto? Provate a scrivere Gesù Cristo su google e vedrete che troverete scritto: Gesù Cristo è su Facebook. La domanda è: si può deridere Dio in questo modo e il Papa no? Sicuramente non può essere questo il motivo della cancellazione.

C’è una novità. Lo spazio di Zambardino è magicamente ricomparso, come egli stesso afferma sul suo blog:

Aggiornamento ore 19,30: senza alcuna comunicazione, Facebook ha riattivato l’account di cui si parla in questo post. Nessuna comunicazione venerdì mattina all’atto dell’eliminazione, nessun avviso adesso. Ma sono passate dieci ore dall’uscita di questo testo che ha avuto una discreta eco nella rete. In California è mattina, si è ricominciato a lavorare: possiamo dipendere dai week end di Paolo Alto?

La domanda è come mai? Zambardino vuole delle chiare delucidazioni in merito e per questo, in compagnia del suo avvocato, ha dichiarato che si sarebbe recato dal presidente dell’Autorità garante dei dati personali. Chissà cosa ne uscirà fuori.

Domani Vittorio racconterà altri particolari della vicenda.

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