La sfida di Google: entrare nel social network world

di Redazione Commenta

Dopo essere diventato leader indiscusso della ricerca e dei servizi di geolocalizzazione, dopo aver lanciato le proprie applicazioni ed il proprio browser web, Google si lancia in una nuova sfida che dovrebbe fruttare al colosso di Mountain View nuove entrate. Si tratta dell’ingresso nel “nuovo mondo” dei social network. Dopo il semi sconosciuto tentativo di Orkut, network popolare soltanto in Brasile, l’obiettivo di Google è concorrere nei confronti di Facebook che ha raggiunto ormai i 200 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, e nei confronti dei noti MySpace e Twitter. Dal 21 di Aprile, Google ha iniziato la propria campagna di invito utenti a creare il proprio profilo per la nuova applicazione Profiles (www.google.com/profiles).
Tutto questo “mascherato” da un comunicato stampa che parla sottovoce delle migliorie attuate da Google per la ricerca dei profili e degli interessi personali. L’idea di basarsi sul narcisismo e la ricerca di pubblicità dei professionisti on-line, spinge sempre più BigG ad entrare in questo mondo nuovo e pieno di opportunità. Ciò su cui fa leva Google, è soprattutto l’ottimizzazione in piattaforma delle molteplici applicazioni già fornite dal network come i tanti sistemi di comunicazione (gMail e gTalk), oppure l’integrazione con la piattaforma Blogger per la scrittura dei proprio blog personale (un mix di profilo e note da divulgare), oppure ancora le piattaforme di condivisione media come Picasa e YouTube. Questi sono i progetti di Google che hanno dato l’entusiasmo all’azienda per partire, ma a tutto questo entusiasmo di “corsa all’oro”, c’è che ha subito messo dei freni: Saul Hansell sul blog Bits che ha dichiarato: “se la strategia di Google ha un senso chiaro dal punto di vista del business, potrebbe creare qualche problema per gli utenti perchè i social network non sono semplici software con precise caratteristiche, ma sono delle vere e proprie comunità”. Con queste affermazioni risulta evidente il chiaro attacco a Google che in questa primordiale fase di lancio sarebbe accusabile di poco controllo sulla diffusione delle informazioni personali.

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