Facebook, il protocollo HTTPS diventa obbligatorio per tutti

di Redazione Commenta

Considerando la gran molte di utenti iscritti a Facebook e tenendo conto anche dell’inestimabile valore che questi sono andati ad assumere giorno dopo giorno per Mark Zuckerberg e per il suo team appare tanto opportuno quanto naturale il fatto che la squadra alle spalle del social network in blu più celebre al mondo abbia deciso di mettere in atto ulteriori ed utili accorgimenti miranti a tutelare il più possibile l’integrità degli utenti.

Proprio per questo nel corso delle ultime ore Facebook ha fatto sapere che, a partire dagli Stati Uniti ed a seguire in tutto il mondo, tutte le utenze saranno impostate per l’impiego del protocollo HTTPS, quello che contraddistingue le transazioni sicure (come nel caso quelle bancarie che vengono effettuate online).

Questo, in pratica, si traduce nell’andare ad ultizzare sempre URL di accesso che hanno inizio con https:// e non più con “http://”.

Le modifiche verranno apportate automaticamente per cui all’utente non verrà chiesto di effettuare alcuna operazione ed il protocollo HTTPS verà impostato come di default.

Tuttavia qualora lo si desiderasse sarà sempre possibile, su specifica decisione, applicare un’impostazione che permetta di non fare uso del protocollo.

Ovviamente la scelta di non utilizzare il protocollo risulta utile soltanto in situazioni, ad esempio, di diminuzione della velocità di navigazione sul social network scelgiendo quindi di privilegiare quest’ultima piuttosto che la propria sicurezza.

L’uso del protocollo cifrato, infatti, comporta un piccolo calo nella velocità di risposta di Facebook a causa del maggior tempo di calcolo necessario per le operazioni di codifica e decodifica anche se con i computer più recenti la differenza non dovrebbe essere notata.

Anche Facebook, comunque, saprà trarre vantaggio dall’utilizzo del protocollo HTTPS assicurandosi, in tal modo, che anche nel caso in cui il traffico si svolga su una connessione WiFi in chiaro, nessuno, in particolare i competitors, possano accedere a specifiche informazioni.

Via | TechCrunch

 

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