Facebook in borsa, inizio folgorante ma crescono i dubbi

di Redazione 2

Come da previsioni, Facebook è partito subito forte a Wall Street registrando un rialzo superiore al 13% a 42,57 dollari. L’inizio dell’avventura del social network più famoso del pianeta in borsa è scattato ufficialmente alle ore 17.30 italiane, mezz’ora di ritardo rispetto la tabella di marcia a causa di alcuni problemi sui listini tecnologici statunitensi.

Facebook è la terza ipo più grande nella storia di Wall Street, ed è stato complessivamente valutato a 104 miliardi di dollari. Il fondatore Mark Zuckerberg ha suonato la campanella di apertura delle contrattazioni del Nasdaq collegato dal quartier generale di Menlo Park. L’inizio di una nuova era, soprattutto per un ragazzo che qualche anno fa, in una stanza dell’Università di Harvard, partoriva quella che oggi è l’azienda più discussa del momento.

Sono 421 milioni le azioni messe in vendita a 38 dollari ciascuna, per un guadagno stimato per gli attuali azionisti pari a 16 miliardi di dollari. La ipo di General Motors nel 2010 e quella di Visa nel 2008 generarono rispettivamente 18,1 e 17,9 miliardi di dollari.

L’attuale management riuscirà a incassare 7,19 miliardi di dollari, grazie alla vendita 189,4 milioni di azioni delle quali solo 30 milioni saranno vendute da Zuckerberg stesso, il quale a sua volta otterrà 1,14 miliardi di dollari. Questo invece il fondo dei vari soci istituzionali:

  • Accel Partners 49 milioni di azioni (1,8 miliardi di dollari);
  • Goldman Sachs 28,7 milioni di azioni (1,09 miliardi di dollari);
  • Digital Sky Technologies 45,7 milioni di azioni (1,736 miliardi di dollari);
  • Tiger Global Management 23,4 milioni di azioni (889,2 milioni di dollari).

TIMORI E DUBBI – Il primo giorno a Wall Street pare dunque stia andando a gonfie vele per Facebook ma non mancano i dubbi. Se tanto è conveniente per chi vende, qual è la situazione per chi compra? Tra i broker c’è un po’ di scetticismo, soprattutto tra chi pensa che la valutazione sia davvero elevata rispetto le potenzialità della società. A tutto questo si unisce la notizia di pochi giorni fa, che raccontava dell’abbandono di General Motors, non convinta dalle qualità di Facebook come mezzo per la raccolta di pubblicità.

Considerazioni che saranno fatte però meglio a mente fredda: quel che conta oggi segnalare è l’inizio di una nuova avventura per una società inesistente fino a 10 anni fa.

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Photo credits | Getty Images

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