Censurata su Facebook la cover dell’album degli Scissor Sisters

di Redazione 2

 

Il simpatico gruppo degli Scissor Sisters, si è visto censurare dal grande social network delle trasgressioni, Facebook, le immagini di copertina del nuovo album appena giunto sul mercato. La band di New York che aveva puntato proprio sul social network per promuovere il nuovo album “Night Work”, che è nei negozi dal 29 Giugno 2010 si è vista sbattere la porta in faccia dal social network. A nulla sono servite le proposte della Universal Music, che ha acquistato miliaia di dollari in campagne pubblicitarie su Facebook, perchè i banner non sono mai stati pubblicati on line a causa della “sconcezza” della copertina.

Ma cos’è di tanto inguardabile? Come potete notare, la cover ritrae un primo piano del lato B del ballerino Peter Reed, leggenda del ballo morto nel 1986. Questa immagine è stata vittima di censura perchè secondo il team di Facebook sarebbe stata ritenuta “inappropriata ed eccessivamente esplicita”.
Lo scatto fatto da Robert Mappelthorpe, che non è un dilettante, bensì uno dei fotografi più acclamati nel mondo per le sue foto a mezza Hollywood dal calibro di Susan Sarandon, Blondie, Andy Warhol, Patti Smith, Arnold Schwarzenegger.
Secondo la band, invece, il significato di quella cover voleva identificarsi con la fatica ed il sudore, la sensualità e la fisicità, il lavoro e la voglia di danzare. Tutto quello che doveva essere alla base dell’acquisto del disco.
La foto è stata donata dalla Fondazione Mapplethorpe, che comunque si è presa i ringraziamenti pubblici della band per l’utilizzo della stessa. Interessante anche l’intervista fatta a Jake Shears, leader del gruppo che ha dichiarato: “rappresenta un periodo da cui abbiamo tratto ispirazione per questo album: la luce e l’oscurità, l’edonismo, la libertà e la tragedia degli anni ‘80. La foto è sexy, ha dell’umorismo, è giocosa e da’ l’idea di qualcuno che ha appena finito di ballare a lungo, ed è proprio questo il tema dell’album”.
La troppa ironia nell’usare un lato B, sembra di conseguenza che non sia andata giù a Facebook e la Universal Music, proprio per questo ha dichiarato in un comunicato che con tutto ciò che c’è in giro si vede che non c’è più il rispetto le la libertà artistica.

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