Vuvuzelas, il ronzio continua sul web

di Redazione 1

Seguire i Mondiali di calcio sul web non è solo questione di streaming. Basta frequentare i canali giusti per immergersi nel clima calcistico della Fifa World Cup 2010 in diretta dal Sudafrica: Twitter, ad esempio, proprio per l’occasione, ha messo a punto un sistema super aggiornato per seguire i Mondiali live dal Social, e, allo stesso tempo, commentarli.

Ma i protagonisti di questo evento non solo sono le squadre, i singoli calciatori, nè tantomeno i risultati di ogni partita, bensì le vuvuzelas, questi strumenti di tortura acustica che stanno accompagnando ogni giorno le telecronache. E, proprio intorno alle vuvuzelas, sta ruotando sul web, e in particolare su Facebook e Twitter, un circuito di manifestazioni che oscillano tra l’odio e l’amore.

Anche se tutti si lamentano del frastuono provocato dalle vuvuzelas, il loro grado di popolarità, nonché la loro carica virale continua ad aumentare in intensità. E’ il caso di dire che, su Twitter, è stato aperto un account a nome delle trombette che ha già oltre 2500 followers. C’è poca roba da fare: basta riprodurre il suo suono sui tweet, ed è fatta. Per questo, se mai doveste decidere che la dose quotidiana di vuvuzelas in tv non vi basta e aveste voglia di seguire questo utente, sappiate che vi aspettano status ronzanti, che oscillano tra il ” VVVVVVVVVIIIINNNNZZZZZZZ”  e il “PAAARPPPPPPPPPPPPPPP”  e tutti i possibili suoni che la trombetta può regalarci.

Facebook, ovviamente, ci regala un’applicazione che consente di donare una vuvuzelas agli amici del Social. Non stupitevi se questo regalo tornerà indietro con i peggiori insulti, lo si diceva fin dall’inizio: la vuvuzela o si ama o si detesta, e non è detto che i vostri amici non appartengano alla seconda categoria, come una buona fetta delle popolazione mondiale, che segue le partite con l’audio ridotto al minimo, mentre mentalmente si crea una telecronaca tutta sua.

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