Facebook può influenzare i voti? In Canada pensano di sì

Il 2 maggio in Canada si terranno le elezioni anticipate, dopo che il governo è caduto con un voto di sfiducia per oltraggio al Parlamento. In prossimità del voto, Elections Canada, organo indipendente responsabile dell’andamento delle elezioni federali e dei referendum del paese, ha vietato ai canadesi di fare propaganda politica ed elettorale su Facebook, magari pubblicando gli exit poll e i risultati parziali del voto.

La richiesta è stata diramata tramite comunicato stampa, ed è motivata dal timore che Facebook possa, in qualche modo, influenzare l’andamento del voto. Infatti gli exit poll sono fissati alle sette di sera, ma in Canada coesistono ben sette diversi fusi orari. Così le sette di sera in uno stato potrebbero corrispondere alle 9.30 del mattino di un altro.

I canadesi sono gli utenti più attivi di Facebook

Da noi Facebook ha acquistato in breve tempo una popolarità enorme, diventando il passatempo preferito degli italiani, a casa e a lavoro, tanto da essere vietato in più della metà delle aziende italiane, con la motivazione che Facebook limita la produttività in ufficio. Eppure il primato degli utenti più attivi sul social network non spetta all’italia, bensì al Canada.

Il Canada è la principale fonte di traffico di Facebook, secondo il Globe and Mail, che conta una presenza online del 68% di utenti, contro il 59% degli Stati Uniti dove il network è nato.

Complice l’alta diffusione di Internet ad alta velocità e degli hot spot gratuiti, il Canada è l’unico paese in cui gli utenti navigano in media per 2.500 minuti al mese, circa 42 ore. Israele è in seconda posizione, con una media di circa 2.300 minuti, mentre gli altri paesi non superano i 2.000 minuti.

Canada: una class-action contro Facebook

Nuova class action contro Facebook. L’offensiva questa volta viene dal Canada, per la precisione dal Merchant Law Group che accusa Facebook di aver gestito in maniera inappropriata le informazioni degli utenti. La querela stavolta è partita dal caso di Donald J. Woligroski, cittadino canadese residente a Winnipeg e utente registrato di Facebook. Woligroski sostiene che Facebook ha commesso nei suoi confronti una grave violazione della privacy, utilizzando le informazioni del suo profilo a fini commerciali, in una maniera che l’utente non ha esitato a definire “molesta. Ma cos’è esattamente una Class Action?

Per Class Action s’intende un’azione legale collettiva condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti super partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe.

Canada: Facebook si scontra con la privacy

Dopo tante questioni avutesi nell’ambito di notizie nazionali ed internazionali, viene il dubbio che il binomio social network – privacy, non sia possibile. L’ennesima questione legale legata alla privacy riguarda il popolare social network Facebook e la regione Canadese. La gestione degli utenti e dei loro dati personali, infatti, sembrerebbe non essere perfettamente in linea con le normative a tutela della privacy in vigore in Canada. Questo è riportato dalle notizie quotidiane dell’agenzia di stampa Reuters, che ha citato testualmente alcune delle dichiarazioni fatte dal Commissario alla Privacy del Canada: Jennifer Stoddart.
Le dichiarazioni scottanti e ad alto rischio per il noto social network, parlerebbero in particolare della impossibilità di una definitiva cancellazione dei dati personali intesi come foto e attitudini (oltre che contatti), dai server del network Facebook.

Facebook: secondo il Canada non rispetta la privacy

Secondo il Governo canadese, Facebook presenta una falla nella privacy, ovvero il fatto di non permettere ai propri utenti di cancellare completamente e definitivamente qualsiasi tipo di dato immesso, dai server del social network. Secondo una relazione scritta, Facebook fornisce informazioni poco chiare riguardo l’amministrazione del proprio account: mostra come disattivare il proprio profilo ma non come eliminarlo definitivamente. Eppure, se le nostre memorie non ci ingannano, la società di Zuckerberg aveva promesso, agli inizi di luglio, che tutto sarebbe diventato più chiaro e semplice. Promessa non mantenuta? Semplicemente Facebook, seppur grande che sia, vuole tenersi stretto ogni singolo utente che si iscrive.

Senza soldi si sposano on-line grazie a Facebook

I protagonisti di questa storia sono due canadesi riusciti a mettere su un matrimonio senza spendere nemmeno un soldo. La tradizione rispettata ma lasciando tutte le spese agli sponsor che li vorranno sostenere. Sembra una trovata pubblicitaria ma non si tratta invece di un colpo gobbo di qualche genio creativo, si tratta semplicemente della proposta di Andrew Hall, trentatrenne del Canada alla sua attuale fidanzata e futura moglie Jane MacNeil.
I due giovani canadesi, sono stati i primi ad organizzare un matrimonio intero senza spendere nemmeno un centesimo di dollaro per il loro ricevimento. L’idea è stata nel relegare tutte le spese da sostenere a qualche sponsor che on-line ha voluto proporsi. E’ bastato pubblicare la richiesta sul noto Facebook con una frase a caratteri cubitali che diceva più o meno così: “CERCASI SPONSOR“.
Oltre le migliaia di curiosi che sono sbucati ovunque con lo scopo di fare gossip sulla cosa, sono arrivate anche delle proposte vantaggiose ed interessanti da parrucchieri, truccatori, offerte d’abiti in cambio di pubblicità durante il ricevimento.