La Cassazione crea un precedente sulla diffamazione su Facebook: come stanno le cose?

di Gio Tuzzi Commenta

La Cassazione crea un precedente sulla diffamazione su Facebook, al punto che oggi possiamo analizzare al meglio come stanno le cose. Ecco le ultime

Potrebbe creare un precedente molto importante ciò che vi stiamo per riportare a proposito della diffamazione su Facebook. La Cassazione, infatti, ha ritenuto doveroso precisare che quanto avviene sul social network numero uno al mondo non è in alcun modo accostabile a quanto succede invece con la stampa.

Le motivazioni? A seguire possiamo riportarvi maggiori dettagli su una vicenda potenzialmente capace di fare giurisprudenza in un contesto sempre più delicato per la nostra società:

“La diffamazione non può riguardare tutti in blocco i nuovi mezzi, informatici e telematici, di manifestazione del pensiero (forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list, pagine Facebook), ma deve rimanere circoscritto a quei soli casi che, per i profili, strutturale e finalistico, che li connotano, sono riconducibili nel concetto di “stampa” inteso in senso più ampio. Il più autorevole Consesso ha, quindi, spiegato che «Deve tenersi ben distinta l’area dell’informazione di tipo professionale, veicolata per il tramite di una testata giornalistica on line, dal vasto ed eterogeneo ambito della diffusione di notizie ed informazioni da parte di singoli soggetti in modo spontaneo», ed ha concluso, quindi, con il precisare che: «Anche il social-network più diffuso, denominato Facebook, non è inquadrabile nel concetto di stampa”.

Staremo a vedere quali saranno i prossimi risvolti a proposito di un tema molto importante come quello della diffamazione su Facebook.

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