Chiamerà il figlio Megatron grazie a Facebook

 

Gruppi provocatori sono all’ordine del giorno sul social network Facebook. L’ultima provocazione giunta dallo stesso è del 27 febbraio, quando qualcuno ha deciso di creare un gruppo su Facebook dal nome alquanto ambiguo: “My sister said if I get one million fans she will name her baby Megatron“.

Fatto sta che il gruppo ad oggi tocca gli 850.000 iscritti. La nata di nascita del fanciullo dovrebbe essere il 9 Agosto del 2010, e dovrebbe chiamarsi con il nome di un personaggio fantastico. Megatron, infatti, è uno dei protagonisti di Transformers, il comandante dei Distructor che scatena sul pianeta la guettra tra Autorobot e Distructor. Megatron, risulta essere uno dei robot del film (cartone animato tanti anni fa), più intelligenti e freddi allo stesso tempo. Questo nome non si addice proprio ad un neonato, soprattutto un neonato che ha uno zio con la passione per i fumetti della Marvel.

Facebook e Geolocalizzazione molto vicini

 

Già molti servizi e siti web stanno cominciano ad implementare le funzionalità di geolocalizzazione e sembra proprio che dopo Google e dopo Apple, sia arrivato il turno di un altro big del web: Facebook. Questi meccanismi servirebbero non solo a potenziare il social network, ma bensì ad incentivare l’offerta di advertising possibile sul sito stesso. Detto, fatto, tra sole tre settimane, ci assicurano i rumors che Facebook avrà questa funzionalità.
La presentazione dovrebbe essere fatta ad Aprile durante il F8, conferenza per i developers in cui si parlerà della nuova normativa sulla privacy del Web e di novità in campo di social networking.

Valerio Scanu scompare da Facebook

 

Il comunicato stampa ufficiale è arrivato ieri. Subito dopo Marco Carta (sempre un concorrente di Amici e vincitore di Sanremo), arriva la volta di Valerio Scanu, che rinuncia alla sua presenza sul social network più famoso al mondo: Facebook.
La storia presentata è molto simile a quella del suo compagno di ventura Marco Carta, e cioè la tutela della propria immagine. Gli affezionati visitatori del profilo, hanno subito pensato ad un attacco di hacker oppure peggio ad un errore di qualche addetto stampa. Fatto sta che la EMI Music, casa discografica dell’artista, proprio per evitare il diffondersi di notizie fasulle ha rilasciato questo comunicato stampa, che ci è giunto in redazione così:

Facebook sta per introdurre la geolocalizzazione

Secondo quanto riportato stamane dal NewYork Times Facebook starebbe finalmente per introdurre le funzioni di geolocalizzazione nel social network più popolare del pianeta.

Questa decisione è dovuta alla sempre maggior popolarità che i social network location-based stanno ricevendo, soprattutto da quando i telefonini con GPS e collegamento ad internet si stanno diffondendo a macchia d’olio penetrando in mercati dove internet ancora non aveva ricevuto un eccessivo successo.

Facebook dunque introdurrà la possibilità di condividere la propria posizione con i propri amici, ma non solo. Quello che più smuove la comunità è che l’acquisizione della posizione sarà messa a disposizione anche degli sviluppatori che potranno creare servizi e giochi basati sulla vostra geotag che tanto successo stanno avendo negli ultimi mesi.

Mauro Marin blocca i social network

 

Mauro Marin non è un hacker, bensì è il vincitore della decima edizione del Grande Fratello. Personaggio molto amato di cui abbiamo già discusso in precedenza su IoChatto, ha visto in queste giornate a seguito della sua vittoria, un numero espresso in 6 e 7 cifre di fan che lo hanno osannato e nominato nei social network.
Già noto il caso della sua pagina fans, diventata numerosissima quasi da fare invidia alle grandi star internazionali, quest’ultima a seguito della vittoria è stata riempita di messaggi ad un ritmo così frenetico che quasi un server intero si necessitava per le elaborazioni della stessa.

Mark Zuckerberg ha rubato l’idea

 

Vecchi ricordi nuove accuse per il realizzatore (arrivati a tali accuse) del social network più diffuso al mondo: Facebook.
Il supporto web nato come elenco universitario e sviluppato da un giovane adolescente di nome Mark Zuckerberg, ha fatto si che in qualche anno si sia creato un nuovo fenomeno mediatico che è riuscito a portare tanti nuovi utenti sulla rete, ed anche tanti soldini nella tasche del manager giovane.
In questi giorni, il blog Business Insider, ha proposto una serie di situazioni e comportamenti di Zuckerberg a partire dal 2004, anno di battesimo del progetto, che hanno dato al giovane il palmares di “non pulito”. In primis, ci sono una serie di accuse sul fatto che all’Università di Harvard, girassero già una serie di versioni del codice di Facebook molto simili alla sua ed antecedenti alla sua. L’esempio più palese è HarvardConnection che si è poi trasformato in ConnectU.

Gallery Facedowners, nuove foto

Non si arresta il fenomeno virale dei Facedowners su Facebook, e oggi abbiamo nuove foto per voi. Ma come, non sapete di cosa stiamo parlando? Facedowners è il nome con cui vengono chiamati tutti i partecipanti al gioco The lying down game, che unisce migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, uomini e donne che hanno accettato di scattarsi una foto mentre stanno sdraiati a faccia in giù in un contesto pubblico, che può essere una strada, una scuola, e perfino un campo di addestramento dell’esercito.

Sembra infatti che i militari apprezzino particolarmente questo genere di esibizioni, e le foto che trovate nella nostra fotogallery ne sono solo un esempio. Dateci un’occhiata anche voi.

Moncada Energy ed il lavoro su Facebook

 

Molti degli iscritti ai social network (almeno tra i giovani) cercano un modo per fare soldi, chi un lavoro, chi un’occasione, chi un’opportunità. A lanciare una iniziativa interessante per i “siculi” è stato il Sig. Salvatore Moncada, l’amministratore delegato della Moncada Energy che ha annunciato sul social network più famoso al mondo, la possibilità di inviare un modulo di adesione al progetto “Work for Life”, dando opportunità ai giovani di lavorare.
L’iniziativa, come dicevamo è partita da Facebook e permetterà ai giovani residenti in provincia di Agrigento con una età inferiore ai 35 anni di creare un nuovo consorzio che realizzi intotale 51 impianti fotovoltaici da 200 kW.

I Demotivational Posters Italiani sono su Facebook

Il Demotivational Poster è uno degli Internet Meme più famosi e divertenti che il Web ci ha regalato. Si tratta di un “tormentone” nato come parodia del Motivational Poster, ossia un’immagine commentata per trasmettere una certa emozione. Ma il Demotivational Poster non è altro che il rovescio della medaglia, anzi una parodia, un modo per rendere più divertente una immagine, sottolineando la foto con frasi ironiche, divertenti, o semplicemente stupide.

Il fenomeno dei Demotivational Posters è nato in America, ma anche noi italiani ci stiamo attrezzando, e su Facebook sono arrivati i primi Demotivational Posters Italiani, frutto del lavoro di traduttori volontari, ma non solo. Sull’omonimo gruppo Facebook troverete infatti anche molti Demotivational Posters originali, tutti made in Italy. Dopo il “salto”, troverete una piccola gallery per ridere insieme.

Feed per i social network: Facebook in testa

Facebook Feed

 

 

Si sta scatenando in questi giorni negli Stati Uniti una guerra a causa dell’ascesa prepotente del social network Big F che cerca (e riesce) di sbaragliare tutta la concorrenza nel settore. Facebook contro tutti per essere sempre sotto i riflettori. L’ultima notizia che ha generato malumori è quella che vuole Facebook come primo ed unico depositario presso lo USPTO (United States Patent and Trademark Office), di un brevetto relativo ad una tecnologia che riguarda i Feed per i social network. Praticamente una innovazione derivante dal web che distribuisce tutte le informazioni tramite feed RSS agli utenti iscritti.

 
Questo brevetto, avrebbe suscitato lo scontento di molti rivali, tra cui Twitter che lo ha definito come una sorta di strategia tesa al monopolio.

Facebook e tv: nuovi risvolti in Italia

tg1_facebook

In meno di due giorni la mobilitazione per chiedere all’Ordine dei Giornalisti un provvedimento serio contro il Tg1 dopo che per ben due volte è stata diffusa la notizia falsa dell’assoluzione dell’avvocato Mills, è arrivata a quota sessantamila membri, molti più dei fan della pagina del Tg1 su Facebook.

Il gruppo La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini, ispirato agli insegnamenti di Enzo Biagi, sta avanzando al ritmo di un nuovo iscritto al secondo, ma soprattutto un nuovo commento: segno che ai cittadini non basta più cliccare su “mi piace” o “iscriviti a questo gruppo” o “diventa fan”, ma ha bisogno di sentirsi parte della mobilitazione e del cambiamento che vuole vedere avvenire in Italia.

Applicazioni Facebook, a marzo niente più notifiche

facebook_apps_spam

Dal prossimo lunedì primo marzo, le applicazioni Facebook, carine ma spesso troppo invadenti, cesseranno di mandarci notifiche pop up sulle nuove funzioni, sui nuovi regalini, e perfino su chi ci ha mandato questo o quell’altro pernsierino virtuale.

Si tratta della nuova politica di Facebook sulla privacy, che prova ad arginare lo spam. Naturalmente il malumore tra gli sviluppatori di giochi flash e “gift creator” si è fatto strada in fretta, tuttavia la notizia non è stata certo una sorpresa per loro. Gli ammistratori del social network avevano provveduto con largo anticipo ad avvisare i responsabili delle apps, che sono già corsi ai ripari.

Facebook e giornalismo: il tg1 assolve Mills

tg1

Nasce l’ennesima mobilitazione dei cittadini su Facebook, riguardo la professionalità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini. Tutto è nato da una puntata del TG1 in cui il conduttore Paolo Di Giannantonio ha annunciato l’assoluzione dell’avvocato Mills, la cui condanna è stata invece annullata perché il reato è caduto in prescrizione.

L’edizione delle 13,30 del 26 febbraio, infatti, il principale telegiornale Rai definisce per ben due volte “assoluzione” l’avvenuta prescrizione del reato di corruzione di cui si è reso colpevole l’avvocato inglese del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Facebook e il giornalismo d’inchiesta

inchiesta

Da quando è cominciata, l’avventura di Facebook è cambiata radicalmente: da trasposizione degli archivi studenteschi delle Università statunitensi, oggi è il social network numero uno nel mondo, che permette non solo di mantenere e nutrire i propri contatti, ma è utile anche per farne di nuovi, lavorare meglio se si è nel settore di comunicazione, marketing e giornalismo, essere più informati e connessi e migliorare così lo stato di salute della democrazia e della propria vita quotidiana.

Brandee Barker, il direttore della comunicazione di Facebook ha dichiarato: “Ognuno oggi è editore di se stesso: noi mettiamo in contatto le persone e se uno la prima volta si iscrive a Facebook per trovare amici, poi scopre anche l’informazione, i video, le foto, la discussione e l’interattività. Tutto questo crea valore, per noi e per tutta la rete”.

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