Facebook, tornano gli aggiornamenti di stato

Con il layout di Facebook in continua trasformazione, molte sono le novità (negative) alle quali gli utenti sono stati costretti ad abituarsi. Una di queste riguardava proprio la scomparsa degli aggiornamenti di stato dall’elenco “amici“. Ma dopo pochi giorni, ecco che il social network ha fatto marcia indietro, ed è stato reintrodotto il filtro “aggiornamenti di stato“, che visualizza solo gli status degli utenti Facebook, in ordine cronologico. Stavolta però non lo trovate nella pagina degli amici ma addirittura in homepage, in alto a sinistra.

Altre novità riguardano appunto la sezione “amici”. Per dare un maggiore accesso alle attività degli utenti è ora possibile cliccare sul filtro “aggiornati di recente” per vedere chi tra gli amici ha modificato il profilo o le sue pagine.

Rhegion: La Calabria lancia il proprio social network

Il pretesto per il lancio è stato l’accordo con il nuovo concorso di moda che si terrà nella terra della “sopressata”: Miss Città Metropolitana edizione 2009. Il nome del social network è Rhegion.com e non è affatto una scelta casuale.

L’antica Rhegion, altro non è che il nome della odierna Reggio Calabria che sorgeva sulla riva destra del fiume Calcopinace. Il nome è stato dato al momento della fondazione della città durante la guerra messenica nel 730 a. C. insieme a Messina. I richiami alla Magna Grecia, infatti in terra di Calabria sono molteplici, ed addirittura c’è in città uno dei più importanti musei dedicati alla stessa.

Facebook: cala l’interesse per l’influenza suina

Dopo le grandi polemiche e discussioni riguardo l‘influenza suina, su Facebook gli utenti iniziano a calmarsi, soprattutto in America, paese più terrorizzato di tutti a causa della sua stretta vicinanza con il Messico. Sul social network vari sono stati i quesiti e preoccupazioni: che regioni sono interessate dall’influenza? Dove? Qual’è la causa di tutto ciò? E’ colpa nuovamente dei cibi che danno a questi poveri animali? e moltri altri ancora. Pensate che da Sabato 25 a Giovedì 30 aprile, il topic ha avuto così tanto successo da raggiungere un crescita vertiginosa in soli 5 giorni.

L’Università degli Emirati Arabi Uniti da vita nuova ad Avicenna…su Facebook

E’ sempre più diffusa negli ultimi tempi la moda di scegliere un grande personaggio della storia (un tecnico, uno statista, un’umanista oppure un re) e dargli nuova vita su Facebook. Creare un account, mettere fotografie e dettagli tecnici sulle sue opere dando nuova vita al personaggio è ciò che di più frequente sta accadendo sul noto social network.
Una nuova iniziativa è partita dal gruppo di ricercatori dell’Interactive Robots and Media Lab (IRML), che è una branca dell’Università degli Emirati Arabi Uniti. Il protagonista di questa operazione è il robot Ibn Sina, un progetto coordinato da Nikolaus Mavridis, che replica un umanoide costruito ripassando tutti i tratti somatici di un noto ersonaggio storico che è conosciuto nelle realtà Occidentali con il nome di Avicenna.

Avicenna umanista del medioevo, medico, matematico e filosofo, grazie al quale sono arrivati ai giorni nostri grandi opere quali quelle di Platone e di Aristotele.

Facebook sempre più Fessbuk

Il numero esponenziale di iscritti che continuano ad arrivare su Facebook diventa sempre più importante per gli uomini del marketing che cercano di sfruttare a pieno il momento di boom del social network. Un film, i gadget, le iniziative, tutto ormai passa per il sito sociale ma c’è anche qualcuno che sta cominciando a snobbare il sito definendolo poco chic. I primi a giocare sulla notorietà del sito sono stati sicuramente quelli di Colorado Cafe, che “simpaticamente” hanno creato il clone simpatico chiamato “Fessbuk“.

Questo aumento spropositato della popolarità del sito ha portato, come per ogni fenomeno mediatico, ha delle contro figure che lottano contro il social network (uno degli esempi più clamorosi è il sito www.odiofacebook.it – forum dedicato agli amanti della privacy), per dei motivi che sono stati catalogati da qualche utente stanco. Vediamoli più in dettaglio per capire fin dove si spinge la lotta a Facebook.

La balena di Twitter diventa un ciondolo

Tutti gli utenti di Twitter hanno incontrato, almeno una volta nella vita la “Fail Whale“, cioè la balena di Twitter che appare quando il sistema è fuori uso per il troppo traffico. Tuttavia, negli anni la balena ha conquistato sempre più fan sulla rete, tanto che oggi ha un proprio sito internet.

Gli utenti Twitter più assidui se la sono fatta addirittura tatuare sul braccio, ma anche senza arrivare a questi estremi, la fantasia ci offre molti modi per dimostrare la propria devozione a questo sistema di micro-blogging.

Un esempio recente ci viene proprio dal girocollo Fail Whale ideato dalla designer di gioielli Lori Magno, e dedicato alla celebre balena. Ma come è possibile che questo simbolo negativo, questo messaggio di errore, sia diventato una delle immagini più amate dai navigatori di tutto il mondo?

Hacker all’attacco di Twitter

Una forte lezione sulla sicurezza informatica e sulla privacy degli utenti è stata data agli uomini di Twitter che hanno cercato di correre subito ai ripari. Un hacker francese è riuscito con molta semplicità a recuperare la password di accesso al pannello di controllo da cui è gestito tutto il servizio di social networking. Una volta entrato nel servizio, l’hacker ha potuto indisturbatamente accedere agli account privati di alcuni degli iscritti, facendo anche alcuni screenshot di dati per poter poi dimostrare la propria “opera” in rete.

Secondo lo staff di Twitter non c’è stato nessun danno reale, la situazione è stata ripristinata e soprattutto potrebbe essere stato un falso.
Secondo le cronache l’hacker di origini francesi che è stato protagonista di questo accesso non autorizzato, è “Hacker Croll“.

Facebook: la Casa Bianca ha il suo profilo

Obama continua la sua speciale campagna di promozione personale, inaugurando un nuovo profilo Facebook oltre al proprio personale: quello della Casa Bianca. Non soddisfatto dell’enorme successo già ottenuto grazie ai milioni di sostenitori presenti sulla propria pagina, ha voluto aggiungere anche la propria residenza e pensate, in una sola settimana, il numero di fan è salito da una soglia iniziale di 31.000 ad una quota di 172.000, ed è tutt’ora in crescita. Ma finirà anche questo tra i profili dimenticati del Presidente degli Stati Uniti? Perchè questa domanda? Semplice, tra un social network e l’altro si è dimenticato completamente del suo spazio su Twitter, spazio che non viene aggiornato con alcun Tweet da due mesi.

Pet Society, ecco i regali per la Festa della Mamma

Bisogna ammettere che gli sviluppatori della Playfish sono attenti a tutti i dettagli. Dopo aver festeggiato il giorno di San Patrizio, festa nazionale d’Irlanda, con oggetti a tema, e tanti trifogli, in Pet Society arrivano anche i nuovi regali per la festa della mamma.

Inspiegabilmente, però, non li trovate nel Mystery Shop, e nemmeno tra i gadget. I nuovi oggetti Pet Society sono tutti nel negozio Food, insieme alla roba da mangiare. Bouquet di garofani, cartoline d’auguri per la mamma con la scritta “Happy Mother’s Day”, e una misteriosa scatola rosa chiamata “Send Some Love“.

Di che si tratta? Cosa nasconde al suo interno? Cibo, regali preziosi, oggetti rari?

Trip Shake: un social network per viaggiare

Si tratta della società Trip Shake Limited, una società con due soci fondatori italiani ed uno svizzero con sede a Londra ed uffici siti in Milano e Lugano. Si, proprio questa azienda in meno di un anno di vita ha fatto nascere e sviluppato il social network dedicato ai viaggi: Trip Shake. Le possibilità date da questo network per i propri utenti sono tante, a partire dall’informazione gratuita sugli hotel, sui ristoranti e sulle pensioni, fino ad arrivare all’utilizzo di un motore di ricerca con molteplici filtri per trovare sempre ciò di cui si necessita in caso di viaggi e spostamenti. Un social network per confrontarsi con Tripadvisor oppure con Expedia, un social network per un viaggiare 2.0 e per i viaggiatori 2.0 che non vogliono mai partire e trovarsi alla sprovvista.

Cristiano Ronaldo: cancellato il gruppo Facebook non ufficiale

Oggi è proprio tema di cancellazioni per noi di Iochatto. Altra notizia che ci perviene è l’eliminazione del gruppo non ufficiale di Cristiano Ronaldo su Facebook. L’amministratore era riuscito a far aderire ben 2.850.000 fan e ora, di tutto questo, non ne rimane più nulla. Facebook si è dimostrato anche questa volta un estremo difensore dei marchi ufficiali. Inizialmente sembrava che tra i legali del noto giocatore e l’amministratore stesso del gruppo ci fossero buoni accordi, ma a chiudere il tutto è stato il social network.

Zambardino: con Facebook è battaglia

Spiacevole e complicata la vicenda che vede come protagonista Vittorio Zambardino, Direttore del Portale Kataweb nonchè progettista di Repubblica.it. Il venerdì 1 maggio, il suo account Facebook è stato completamente rimosso, foto sparite, contatti smarriti, contenuti e post volatilizzati, e il tutto per una causa che non è stata ancora resa nota ufficialmente dal social network. Forse, come gli è stato affermato da una professionista, da parte di una dirigente Facebook, a portare la completa rimozione deve essere stato un bot interno (uno di quei programmi che regolano e filtrano la community per un giusto rispetto dei termini d’uso), dopo che Zambardino ha pubblicato un commento riguardante il Pontefice, come lui stesso afferma sul suo blog:

In uno ho scritto che si attendeva un pronunciamento del papa contro i wurstel (una battuta abbastanza tiepida sull’onnipresenza delle dichiarazioni pontificie, pubblicata mentre imperversava la paura dell’influenza suina).

Ma può davvero un commento del genere portare all’eliminazione di un contatto? Provate a scrivere Gesù Cristo su google e vedrete che troverete scritto: Gesù Cristo è su Facebook. La domanda è: si può deridere Dio in questo modo e il Papa no? Sicuramente non può essere questo il motivo della cancellazione.

Tweet Photo si affida a RackSpace

Sempre più le startup si affidano sempre più al cloud computing. Il cloud computing è un insieme di tecnologie informatiche che permette l’utilizzo di Storage Memory e CPU  in maniera eterogenea e distribuita. A questa tipologia si sta affidando anche il nuovo progetto di Tweet Photo che consentirà di effettuare l’upload multiplo di foto da condividere successivamente su Twitter e Facebook. Per fare tutto ciò, è arrivata la comunicazione ufficiale sulla scelta delle cloud RackSpace di Mosso. RackSpace, da canto suo è una multinazionale leader nel settore dell’hosting che ha sedi negli Stati Uniti, in Europa e nel Sud Africa. E l’ideatrice del sistema Fanatical Support, basato su efficienza, sicurezza, affidabilità e tempestività nelle risposte. La gestione che verrà affidata alla casa sarà sia a livello di Storage che a livello computazionale. I due servizi utilizzati per questo progetto sono CloudSites e CloudFiles. Questo utilizzo di servizi espandibili, è stato indispensabile nell’ipotesi sempre più certa di un’eventuale crescita nel tempo del network, questo anche perchè stiamo parlando di servizi costruiti ad oggetti e quindi complicati da gestire soprattutto a livello di storage (vedi Facebook).

Twitter: facciamo ordine con le directory di WeFollow

Nonostante Twitter sia oggi il sistema di microblogging più usato nel mondo, abbiamo più volte sottolineato come sia difficile effettuare una ricerca al suo interno senza ricorrere ad applicazioni di terze parti. Un ulteriore tentativo di mettere ordine nelle migliaia di Twitts che ogni giorno invadono la rete arriva dalle directory di WeFollow, un servizio che va a monitorare gli utenti di Twitter per suddividerli in categorie: Celebrity, Tv, Socialmedia, Web, e così via.

L’idea è venuta a Kevin Rose, fondatore di Digg, ma sempre più interessato alla Twittersfera. Il progetto di rose, mira infatti ad indicizzare i contenuti presenti in Twitter mediante categorie che saranno gli utenti stessi a determinare. Ma con WeFollow è possibile suddividere e cercare gli argomenti principali anche attraverso tags. Per esempio, sarà sufficiente inserire il tag Italia nel box in alto, sulla colonna di destra, per scoprire quanti utenti italiani si sono già registrati al servizio.

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