Il primo ministro turco attacca Facebook, ma il popolo internet si ribella

Nonostante il primo ministro turco abbia una pagina Facebook che conta più di 790,000 fan, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di un comizio elettorale a favore del suo partito non manca di lanciare qualche stoccata al famoso social network di Mark Zuckerberg.

“Le pagine su Facebook sono brutte e orribili”, avrebbe dichiarato nel corso dell’intervento, aggiungendo che i contenuti che solitamente spopolano sul social network sono “immorali”. Una dichiarazione che conferma i “rapporti difficili” tra Facebook e le cariche governative della Turchia, proprio quando il paese medio-orientale si avvicina delicatamente alle prossime elezioni.

Twitter mette in imbarazzo Berlusconi al vertice UE

La Twittersfera è stata protagonista di un incredibile episodio durante il vertice UE della scorsa settimana. All’interno della sede di Bruxelles era stato installato un Tweet-wall, cioè un maxi schermo gigante che mostrava in tempo reale tutti i tweets contenenti l’hashtag #EUCO. Ma il tentativo di collegare social networks ed eventi ufficiali è stato, in un certo senso, sabotato dagli utenti. Nel corso del primo giorno del summit, una marea di critiche rivolte al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha messo in imbarazzo i presenti e gli stessi organizzatori del Tweet-wall, lasciato volutamente senza filtri o moderatori.

Alcuni tweet chiamavano Berlusconi “un mafioso“, altri rimarcavano il fatto che il cavaliere era solito pagare “per il sesso e per i voti“.

Rehman Malik da Facebook a Twitter

 

La chiusura del fronte Pakistano nei confronti del social network Facebook, avviatasi per evitare che il social network potesse pubblicare immagini “blasfeme” che offendessero la sensibilità ed il senso pubblico delle persone che per religione seguono Maometto, ha fatto si che il Ministro degli Interni del Pakistan, Rehman Malik, sia passato definitivamente a Twitter.

Probabilmente non avendo voglia di abbandonare completamente un social network ha puntato su una piattaforma più sobria. La chiusura delle “porte” a Facebook è avvenuta dopo che ha preso il via un concorso definito “offensivo” per chi disegnasse in maniera più divertente l’immagine del profeta.