Facebook: sempre più scioperi

di Redazione Commenta

In questo periodo ci sono sempre più scioperi contro Facebook. Novembre 2008 ha visto quello per la disintossicazione dal noto social network, gennaio 2009 vedrà quello volto a criticare i gruppi riferenti a noti boss di clan mafiosi. Si parla di migliaia di utenti che per qualche giorno non accederanno ai relativi profili. Si riesce in qualche modo a recare danni? Si riescono a far valere le proprie opinioni dinanzi agli amministratori Facebook?

Lo sciopero che si sta svolgendo per tutta la giornata di oggi prende il nome di: “Fuori la mafia da Facebook”. Molti italiani si sono sentiti in dovere di porre termine a questa divulgazione di gruppi inspiranti ai paladini della mafia, attualmente residenti in carcere. Tra quelli più criticati spuntano: “Provenzano santo subito” e “Amnistia per Totò Riina”. Particolarmente offesa è l’utenza siciliana rappresentata da Simona Vicari. Il fatto che le immagini di madri che allattavano affettuosamente i propri figli siano state bannate a dispetto di questi gruppi a sfondo mafioso, non è proprio andata giù.

Lo sciopero che si è svolto nelle giornate del 22 e 23 novembre ha avuto invece come movente la disintossicazione dal social network che, per molti, è diventata una vera questione di vita o di morte, in poche parole una droga. Si, è facile iscriversi e partecipare ma è difficile uscirne! Chi di noi non si è sentito dire: <<Conosci Facebook? Come no? E’ bellissimo, dai iscriviti così ti aggiungo alla lista dei miei amici>>?. Inizialmente si spendono poco più di un’ora al giorno, poi due, successivamente quattro e si giunge al punto di starci tutto quanto il giorno. Un commento tira l’altro, nuove conoscenze, vecchi amici, foto sul profilo, la vita si sposta completamente sul computer. Alcuni degli utenti hanno deciso di dire NO! a tutto questo e per due giorni non hanno effettuato l’accesso. Chissà il sudore e lo stress nel non poter controllare le notifiche.

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