MySpace: novità facebookiane all’orizzonte

 

Come abbiamo già detto tempo addietro su IoChatto.com, MySpace è ormai in continua competizione con i colossi del social networking come Facebook e Twitter che quotidianamente gli tolgono il respiro. L’unica strategia vincente era quindi quella di rinnovare lasua veste grafica, oltre alla serie di servizi che deve offrire il sito di Murdoch. La prima modifica effettuata e già visibile è che i profili stanno via via aggiornandosi al nuovo stile, quello prodotto dall’aggregatore sociale della Microsoft dove si può già notare una semplicità d’interfaccia notevole che più riesce a richiamare il design di Facebook.
Sembra che come primo impatto queste modifiche stiano già piacendo agli utenti. Questo perchè la navigazione nel profilo è stata resa più immediata, data la presenza del menu a sinistra che da accesso a foto, video e quanto altro. Oltre a questo si può notare ad “occhio nudo” che le pagine sono in rapido caricamento, senza dover aspettare più tutti gli interminabili minuti dei vecchi profili di MySpace per visualizzare qualche informazione.

FrontierVille sfida FarmVille su Facebook

La smania degli utenti di Facebook di tentare a simulare la vita da contadini sta prendendo una nuova strada. Dopo il successone di FarmVille, prodotto dalla Zynga Software, ecco che arriva sul social network in blue un altro giochino che permette agli utenti di “divertirsi”, questa volta non a coltivare semi ed utilizzare aratri virtuali, ma nella realizzazione di una vera e propria famiglia virtuale: parliamo di Frontier Ville.
Appena lanciato il gioco, infatti, possiamo già andare a costruire la nostra abitazione (e parliamo di già 6,5 milioni di utenti che hanno costruito in pochi mesi la propria struttura), per andare a convivere insieme agli oltre 20 milioni di utenti che quotidianamente si dilettano nel social game. Frontier Ville, anche se non è necessario dirlo è prodotto dalla Zynga Software, che dopo la pace fatta con Facebook e forte dell’esperienza di FarmVille sul sito, ha potuto contare già dal momento del lancio di un’utenza molto profiqua.

Facebook ingrandisce le foto

 

Gli sviluppatori di Facebook sono sempre all’opera per garantire un servizio sempre migliore e soprattutto per proporre al pubblico novità prima che la concorrenza se ne appropri. I milioni di utenti del social network sono così sempre più soddisfatti dei servizi e soprattutto si rendono conto di avere alle spalle un social network che si è evoluto dai primordi comunitari senza cambiare la sua filosofia di pensiero.
Ovviamente l’azione preferita dagli utenti di Facebook è lo sbirciare i fatti degli altri e per farlo, occorre che si diventi “amici virtuali” dei nostri “amici reali” per guardare foto ed informazioni approfondite.

Per la Cina, Facebook è una spia dell’Occidente

 

La dichiarazione viene fuori dall’Accademia Cinese di Scienze Sociali, un organo superiore sotto il diretto controllo del regime Cinese. Secondo questi ultimi, Facebook ed altri social network (MySpace e YouTube in primis), sarebbero dei servizi che vengono sfruttati prepotentemente dalle intelligence occidentali per raccogliere informazioni di dominio sugli altri popoli. La creazione di questi mezzi di comunicazione nasconde sotto sotto una vera e propria arma sociale.
Sembra un paradosso, ma queste dichiarazioni veramente sono state fatte. Secondo il governo cinese, non esiste alcun tipo di privacy e d’altronde gli studi dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali, che vengono pubblicati come rapporto annuale, non si sono mantenuti in parole diffamatorie contro i social media del web made in Occidente.

Rendere popolare la fan page Facebook è possibile con FB Advertising

 

Il marketing è uno strumento che sempre più si appoggia alle strutture solide del web e soprattutto si basa sugli aspetti fondamentali del social media, cioè quelli che producono la massa. Facebook sicuramente è uno di questi siti dove la popolarità non manca sia da parte dell’utenza privata, che dalla parte delle aziende. Principalmente la stessa società Facebook mette a disposizione determinati strumenti pubblicitari per potersi far riconoscere on line e far si che il proprio brand venga diffuso a tanti utenti.
Ma qual’è il problema principale dopo aver creato una pagina fan su Facebook? Aumentare i fan della tua pagina Facebook; popolarla e renderla attiva; raggiungere un target preciso.
Proprio per curare questa lacuna del servizio offerto da Facebook, ecco che ci viene incontro un valido servizio FB Advertising: un servizio di popolamento delle pagine fan di Facebook.

Nuove richieste di paternità di Facebook

 

Ma chi è il vero padre fondatore di Facebook? Sul serio Mark Zuckerberg ha fatto tutto da solo? Nell’attesa che esca nelle sale cinematografiche The Social Network, che ci ha promesso di raccontare qualcosa in più sulla vicenda della nascita del social network in blue, ecco che un nuovo nome esce fuori sulla presunta paternità del network.

Parliamo di Paul D. Ceglie, uno sviluppatore di applicazioni e siti web di New York che ha fatto causa per danni a Mark Zuckerberg sull’argomento Facebook e su un presunto contratto firmato da entrambi nel 2003. Paul D. Ceglie nell’atto di accusa, sostiene di avere la maggioranza della proprietà di Facebook, basandosi sul fatto che per una sua prestazione di progettazione grafica e sviluppo non è mai stato pagato dallo stesso Zuckerberg.

Questo fatto, lo renderebbe proprietario degli sviluppi ancora fatti. Oltre a questo, Paul D. Ceglie dichiara di essere stato ingaggiato tramite un contratto per sviluppare un sito dal nome www.thefacebook.com che aveva come oggetto la grafica di Facebook (l’originale di oggi) e di essere stato pagato per lo stesso soli 1.000 dollari, ma con una clausola di possesso del 50% del sito  e l’1% di interest in the business per ogni giorno di lavoro fatto dallo stesso programmatore a partire dal gennaio 2004, fino alla conclusione del progetto.

Facebook scopre un incesto

 

Una condanna è scattata per una madre americana di Waterford Township, poche miglia a nord della città di Detroit. Si tratta di Aimee L. Sword, 36 anni, che “grazie” a Facebook potrebbe rischiare di farsi dai 9 ai 30 anni di prigione. Infatti la giovane madre è stata dichiarata dalla Corte di Giustizia americana, colpevole di avere rintracciato il figlio che ha dato alla luce durante l’adolescenza, con la colpa poi di avere avuto dei rapporti sessuali con lui nel 2008, quando ancora non era sedicenne.
Tutte le prove di questo sarebbero proprio contenute sulla pagina Facebook della donna, come riportato dal Detroit Free Press: “Quando ha visto il figlio per la prima volta, qualcosa si è mosso in Aimee: non era più una relazione madre-figlio, ma un’attrazione più profonda – ha riferito al giornalista l’avvocato Mitchell Ribitwer – Ora sta cercando la ragione di quanto successo, non riesce ancora a darsi una spiegazione di questo sentimento”.

Facebook non pubblicizza The Social Network

 

Mancano solo pochi mesi all’uscita di The Social Network, il lungometraggio che è diretto da David Fincher e basato sullo sviluppo e sulla vita di Facebook. Proprio a pochi mesi di distanza dal lancio, il social network (quello vero) ha comunicato che non ha la minima intenzione di pubblicizzare il film nella sua sezione marketing. Molto semplice intuire le motivazioni di questo “rinnegare”. Il biotopic realizzato da Fincher, non vedere proprio con occhi “innamorati” la vita e le opere del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg e non dipinge proprio con giustizia tutti i protagonisti della vicenda Facebook, dal progetto fino all’attuale popolarità data dai suoi circa 500 milioni di utenti.
Il film, infatti, come già abbiamo annunciato in precedenza tira fuori alcuni dei lati più oscuri del social network, parlando di liti, ricatti e contratti fatti nel retroscena della nascita di Facebook. Sicuramente, ci sarà molto rumore anche perchè tutti i media parlano già di scheletri nell’armadio del giovane Mark Zuckerberg.

Su Facebook arriva il Panic Button

 

Dopo tante richieste, il social network in blue, nell’Aprile del 2010, aveva comunicato attraverso il proprio Safety Center, la possibilità di venire incontro a tutte le accuse fatte dalle associazioni per migliorare le sue performance in sicurezza, soprattutto per fronteggiare il cosiddetto cyber bullismo e per tutelare i minori. Ad attaccare il colosso, come già dicemmo tempo fa sono state principalmente le organizzazioni del calibro di Child Exploitation e Online Protection Centre (Ceop).
Ad oggi, tutto questo sembrerebbe essere stato risolto, grazie all’introduzione del Panic Button per la segnalazione di situzioni di abuso.

Oltre 14mila band pages per Root Music

 

 

 

 

 

 

Facebook si evolve ed assistendo all’involuzione di MySpace, nel suo settore Music, ne approfitta per raccogliere le briciole e ricostruire proprio su quelle le nuove fondamenta del suo predominio. Purtroppo MySpace Music, infatti sembra che con tutto questo declino stia prossimo per essere venduto da News Corp., ma il compratore ancora non ha un nome. Fatto sta che gli artisti e le band, cominciando a risentirne un po’ di queste carenze di popolarità del sito di News Corp, avrebbero cominciato a migrare verso un nuovo progetto basato sul sempre più popolare Facebook.

Tutta la discografia definita dai tecnici come “unsigned”, si sposta da MySpace Music a Facebook tramite uno strumento on line molto interessante.
Parliamo di Root Music. Questa azienda con sede a San Francisco, circa 4 mesi fa ha lanciato un progetto denominato Band Pages che sta riscuotendo un discreto successo appoggiandosi al motore di Facebook.

Google Games investe su Zynga

 

E’ successo un po’ a sorpresa l’investimento fatto da Google secondo i rumors per la sua sezione Games. Un “piccolo” investimento compreso tra i 100 ed i 200 milioni di dollari, infatti, sarebbero stati versati nelle casse della software house di videogames Zynga, molto nota al pubblico del web, proprio per la sua partnership con Facebook per la realizzazione di titoli molto usati come FarmVille, Mafia Wars e Zynga Poker.

Negli ultimi periodi, l’azienda di videogiochi avrebbe ricevuto dai soci della SoftBank Capital, e da altri investitori un ammontare di circa 500 milioni di dollari di investimento, oltre a circa 180 milioni di dollari extra versati dalla Digital Sky.

Canada: una class-action contro Facebook

Nuova class action contro Facebook. L’offensiva questa volta viene dal Canada, per la precisione dal Merchant Law Group che accusa Facebook di aver gestito in maniera inappropriata le informazioni degli utenti. La querela stavolta è partita dal caso di Donald J. Woligroski, cittadino canadese residente a Winnipeg e utente registrato di Facebook. Woligroski sostiene che Facebook ha commesso nei suoi confronti una grave violazione della privacy, utilizzando le informazioni del suo profilo a fini commerciali, in una maniera che l’utente non ha esitato a definire “molesta. Ma cos’è esattamente una Class Action?

Per Class Action s’intende un’azione legale collettiva condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti super partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe.

Utenti Facebook minacciano il Polipo Oracolo Paul

Il Polipo Paul, l’oracolo del calcio è diventato negli ultimi giorni una vera e propria star dei mondiali di calcio in Sud Africa del 2010, al punto quasi da far perdere visibilità alle stelle in campo. Dopo l’ultima previzione indovinata, e cioè la qualificazione alla finale della Coppa del Mondo della Spagna per l’Europa (ed infatti il polipo è super amato in Spagna dopo questa previsione), c’è anche chi non è proprio felice delle sue previsioni e sta cominciando a pensare che porti sfiga.

Facebook è il primo campanello d’allarme per il polipo, dove si stanno fomentando gruppi di minacce e soprattutto di promesse cattive nei suoi confronti. Partiamo dall’Argentina, dove è nato un gruppo che si chiama “Matemos al pulpo Paul si perdemos con Alemania”, che tradotto in Italiano sarebbe: Uccidiamo il Polipo Paul se perdiamo con la Germania.

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