La camorra cerca adepti su Facebook

Camorra Facebook

Le offerte di lavoro ultimamente non fioccano dato il crack finanziario, eppure sembra che qualcuno stia cercando “servitori”. La camorra, oraganizzazione criminale di origini campane, è entrata nel mondo della tecnologia e lo ha dimostrato con il gruppo creato su Facebook dal titolo “La nuova camorra di Pomigliano“. Questo gruppo fondato da ragazzini, ricorda i primordi, con l’arresto del Boss Cosimo Di Lauro, diventato “famoso” tra i ragazzini dell’hinterland povero della Campania, come un divo del cinema.

Pericolo pedofilia sempre presente sui social network

Pedofilia On Line

Parliamo ancora di sicurezza e social network. Nello specifico, quello di cui si parla oggi è la pedofilia. La Polizia Postale di Catania, ha infatti scoperto e di conseguenza oscurato un gruppo di pedofili sul noto social network Facebook. Al gruppo erano iscritte al momento della chiusura ben 344 persone e c’erano caricate, decine e decine di foto di violenza sessuale sui minori. A lanciare l’allarme sono stati gli “Amici di Facebook, Lella, Marco,Mike, Giancarlo ed altri”, che si sono rivolti all’Associazione Meter Onlus di Don Fortunato di Noto (il sito è disponibile all’indirizzo www.associazionemeter.org), che immediatamente hanno girato la segnalazione alle Forze dell’Ordine competenti che hanno immediatamente oscurato il gruppo che ostentava violenza ed abusi sessuali ai danni di bambini piccoli.

La Polizia Postale indaga su Facebook

Il titolo del nuovo gruppo di Facebook era già losco: “Picchiamo i bambini“, e l’associazione dei volontari Meter di Don Fortunato Di Noto, ha subito denunciato alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania il gruppo. Le forze dell’ordine, immediatamente si sono messe alla ricerca degli autori. Il gruppo in se, è molto chiaro già nella presentazione, dove viene riportato un vero e proprio “decalogo” di norme per picchiare i bambini. Un’esortazione ai ceffoni, infatti si legge: “Il bimbo ruba i biscotti? CEFFONE!. Il bimbo ruba il portafogli? CEFFONE! Il bimbo chiede di poter mangiare? CEFFONE!”.

Fuga bloccata grazie a Messenger

Le protagoniste sono due ragazzine di origine cinese rispettivamente di 17 e 14 anni residenti a Tortona e Milano. Oltre la nazionalità in comune avevano una bassa stima dell’andare a scuola. Insieme, erano fuggite ad Empoli, ospiti di una connazionale. La polizia postale di Milano, avvertita della sparizione è riuscita a risolvere il caso permettendo ai genitori di riavere tra le braccia le loro amate figliole. La 14enne, frequentante dell’istituto alberghiero, la mattina della sparizione non si è presentata a scuola, ma si è presentata all’appuntamento con l’amica della provincia di Alessandria per fuggire. Una volta salite sul treno, le due ragazze hanno raggiunto Empoli dove una amichetta connazionale le stava aspettando. Tutto il piano è stato scoperto dalla polizia postale del capoluogo lombardo grazie alle tracce rimaste sul computer da Messenger. Il dirigente del Compartimento polizia Postale e delle telecomunicazioni per la Lombardia, Eliseo Santoro, commentando il ritrovamento delle due minorenni ha detto: “È la prima volta che, usando Messenger, abbiamo avuto un esito positivo nel rintracciare delle persone. Forse anche perché abbiamo agito nell’immediatezza, e grazie a una sua amica, rintracciata proprio su Messenger abbiamo saputo che due giorni prima della scomparsa, la ragazza aveva comprato due sim e in quale negozio. Dal commerciante siamo risaliti ai nuovi numeri e così l’abbiamo rintracciata da una conoscente a Empoli”.

Parla il Moige: “Non cadere nella rete! Cyberbullismo ed altri pericoli nel Web”

Ha avuto sede ieri nella Sala dell’Ufficio Relazioni Esterne del Ministero dell’Interno il convegno portato avanti dal Moige (Movimento Italiano Genitori) che segue l’indagine di SWG sulla campagna informativa «Non cadere nella rete! Cyberbullismo ed altri pericoli del web». Questa campagna è stata seguita in collaborazione con Symantec e con la Polizia delle Comunicazioni, patrocinata dal Ministero dell’Interno Ministero dello Sviluppo Economico.
Il target di riferimento sono i genitori, gli insegnanti ed i giovani con l’auspicio di diffondere sane abitudini sull’uso del Web. Partendo da una base di dati che il Web viene utilizzato molto nell’età scolare tra gli 11 ed i 15 anni, sono emersi risultati particolari sull’uso del Web fatto dai minori: il 52% dei genitori ha dichiarato che i propri figli si connettono ogni giorno per 5 giorni su 7; l’80% degli insegnanti lavora in istituti che danno la possibilità agli studenti di accedere alla rete per non più di 3 ore a settimana. Dato statistico che riguarda i nuovi metodi di comunicazione on-line vuole che il 44% degli utenti preferisce la posta elettronica ed il 63% preferisce l’Instant Messaging ed il social networking.
Continuando le statistiche da parte dei genitori si rileva che il 64% controlla i figli quando sono on-line, il 19% naviga insieme a loro ed il restante 17% da piena fiducia li lascia soli durante la navigazione. L’affiancamento del tutore, è dovuto all’idea di poter trovare on-line dei contenuti inadatti ai minori intesi come pedofilia e pornografia (al 55%), virus e software illegali (al 36%) ma soprattutto possibilità di assuefazione da Internet e perdita di tempo da dedicare allo studio (al 24%).

Pistolero denunciato grazie a YouTube

YouTube, il video social network più famoso al mondo, è stato per l’ennesima volta complice della giustizia per incastrare un 22enne incensurato di Sorrento, R.D., che ha festeggiato il giorno di capodanno sparando con una Beretta C9 (quella in dotazione alle Forze dell’Ordine).
Il video scovato dagli uomini della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidati dal vicequestore Antonio Galante, hanno ritrovato il video del “crimine” già ultracliccato e mossi dalla curiosità, hanno indagato su 10 persone in rosa. Durante le investigazioni sono state trovate altre armi tra cui fucili, spadini ed altre pistole. La visibilità portata dal Social Network ha fatto si che già fossero tantissimi gli stimatori del video e la paura di “risposte” allo stesso, ha fatto si che gli uomini della Polizia Postale intimassero la rimozione immediata del video dal sito.