Sembrava quasi prevedibile dall’ultima dichiarazione di Murdoch parlando di MySpace, quando si cercava di mettere una pezza (si dichiarò he: “I passi di ristrutturazione che abbiamo intrapreso preparano ad un nuovo capitolo di eccitante innovazione per MySpace”) sulla caduta libera degli accessi, e ad oggi sembra che l’incubo sia diventato realtà. Era il primo, il maestoso social network che si era accaparrato la fiducia e gli investimenti di Rupert Murdoch, ma non aveva messo in cantiere la nascita di un rivale: il temibile Facebook. Forse per il suo minimalismo, ma allo stesso tempo la completezza delle funzionalità, è riuscito a far trasferire ed affezionarsi gli internauti al suo stile lasciando a bocca asciutta il grande MySpace.
Come giocare a Tetris con Twitter

TweetBricks è un sito che ti permette di giocare gratis a Tetris, con la differenza che al posto dei mattoncini ci sono i vostri tweets e quelli dei vostri followers di Twitter. In che modo? Una volta autenticati al sito, TweetBricks trasformerà i messaggi ricevuti o inviati fino a questo momento nei tetramini, cioè i mattoncini del gioco, che cominceranno a cadere a terra. Starà a voi spostarli o capovolgerli per portare a termine la partita.
Ignoriamo quali sono i criteri con cui TweetBricks converte un tweet in un mattoncino che ha una certa forma, invece di un’altra. Ma resta il divertimento che un tweet da uno dei vostri followers può farvi vincere la partita oppure dare inavvertitamente il Game Over, se convertito in un tetramino dalla forma non desiderata.
Corretta falla in Facebook
Dopo 15 giorni dalle segnalazioni di vari utenti, e soprattutto a partire dalle segnalazioni di vari blog, Facebook si è impegnato per risolvere definitivamente una falla nel proprio sistema di sicurezza riguardo i dati personali degli iscritti. Fatto sta che la notizia non è riuscita a diffondersi al punto tale da permettere ai male intenzionati di effettuare upload “malefici” per poter poi approfittare dei dati sensibili di ignari utenti. La falla identificata era insita nelle query delle impostazioni della privacy degli utenti che non venivano realmente attuate dal sito. Cosa c’era di losco? Ebbene, seppur nei settaggi della privacy, l’utente avesse deciso di nascondere determinate informazioni personali come il luogo di residenza oppure il sesso, questi erano visibili nella scheda delle “Info” dell’utente, seppur questo non risultasse un nostro amico.
Recipezaar: cucino in social network
Parliamo di cucina, parliamo di social network, parliamo cioè di utilizzare la nuova frontiera dei media per fare qualcosa che riguarda uno dei piaceri più antichi nel mondo. Un sito di social networking dove i consigli, le pratiche e le tecniche sono divulgate con serenità per permettere ai propri amici di godere le prelibatezze del palato. Si chiama Recipezaar ed è un social network con annesso un numero inesauribile di ricette nel proprio database (si parla di oltre 370.000). Un sito che parla di culinaria e soprattutto un social network che mette in comunicazione gli amanti del mestiere. A registrazione avvenuta, infatti, gli utenti logati possono inserire nel proprio profilo, le ricette personali, le liste pubbliche di amici e quelle private, ma soprattutto valutare (dopo aver testato) le ricette di altri utenti.
Tutorial: scaricare album di Facebook
Come ben sappiamo, gli album di Facebook sono protetti da una crittografia riconosciuta da Microsoft Internet Explorer che non permette il salvataggio delle fotografie personali degli utenti. Fatto sta che in molti, tra gli utenti più smanettoni, utilizzano come browser alternativo (e spesso più performante) ad Internet Explorer, il client di casa Mozilla: Firefox. Questo browser, permette nelle opzioni di codifica pagina, di visualizzare i file contenuti in una singola pagina e permette un eventuale download con la semplice selezione del file ed il click in basso a destra sulla scritta “Salva con nome…”. Una volta scelta la cartella di destinazione occorrerà fare click su OK ed il gioco è fatto.
Google e Facebook insieme per il “Farsi”
Come stiamo cercando di comprendere dalle nostre cronache quotidiane anche su IoChatto.com, l’Iran si trova in una situazione politica alquanto particolare che mette in seria difficoltà lo status di molti cittadini e Neda era uno di questi che ha pagato con la morte. Oltre che scendere in piazza e manifestare, molti cittadini iraniani, stanno mettendo on line i loro pensieri, le loro impressioni e soprattutto le proprie richieste d’aiuto. Il voto in Iran ha permesso l’assedio del Web da parte di personaggi coinvolti in questa vicenda e soprattutto di civili che si sentono pronti ad una rivolta contro un regime che non viene considerato giusto. Molto difficile farsi comprendere e capire le ragioni di queste persone, per chi del popolo medio iraniano non conosce la lingua madre Inglese e quindi continua a scrivere post sul proprio profilo spesso “incomprensibili” per chi non conosce la lingua iraniana.
La morte di Neda Soltani scatena la blogosfera
Era una studentessa di filosofia di 26 anni, Neda Soltani, una vittima sacrificata come simbolo della protesta contro il regime iraliano. La ragazza che è stata uccisa lo scorso sabato a Teheran è stata la vittima di una causa diabolica. Ad ucciderla lo sparo quasi certo di un cecchino dall’edificio di frote che in Via Karegar, ha annullato la ragazza mentre partecipava alla manifestazione anti governo per le elezioni presidenziali in Iran. La blogosfera sta continuando in suo onore ad aprire siti internet, gruppi su Facebook ed in molti sono coloro che usano la sua immagine come quella del profilo. Le foto, oltre all’unica sorridente che viene condivisa in rete sono quelle di una Neda morente, con il volto insanguinato.
Ragazza muore mentre chatta su Twitter

Dalla Romania arriva la notizia della disavventura della 17enne Flavia Boricea (in un primo momento erroneamente scambiata per una certa Maria Barbu) che potrebbe dare il via ad una triste serie di incidenti domestici in stile Web 2.0.
La ragazzina stava facendo il bagno a casa sua, nella città di Brasov in Romania centrale, con il laptop appoggiato sul bordo della vasca, quando la batteria del portatile si è scaricata proprio durante una lunga e intensa sessione di social network e chat su Twitter. Allora Flavia Boricea si è affrettata a collegare il laptop alla presa di corrente, dimanticandosi però di avere le mani bagnate. Secondo i notiziari, proprio questa è stata la causa della forte scossa che ha ucciso la giovane, in un incidente che con cinismo è stato già ribattezzato “Twitter Bath Death” da molti quotidiani online.
Vademecum Twitter per i contestatori Iraniani
Ecco che le proteste iraniane, sembrano sempre più prender spazio su Internet e soprattutto sembrano approfittare della popolarità e dell’influenza che ha sulla popolazione mondiale il mondo dei social network. Il primo network utilizzato per le comunicazioni è soprattutto Twitter. La scelta strategica di quest’ultimo, è stata forse basata sulla semplice possibilità di mettere in rete i messaggi grazie ad una comunicazione tra cellulari. Il manuale che si sta diffondendo in rete, è un vademecum su come trasmettere le informazioni sulle proteste iraniane proprio su Twitter.
Iran, Twitter e le elezioni riportano vecchie cronache
Oggi 22 giugno 2009, arrivano le notizie da Theran che la notte è passata tranquilla per la prima volta dall’ormai nota contestazione avviatasi dopo lo spoglio elettorale del 12 Giugno 2009. Come è ben noto, qui si è decretata la vittoria (messa poi in discussione) di Mahmoud Ahmadinejad, ma il dopo elezioni è diventato una protesta molto forte come non si vedevano dal lontano 1979, quando è scoppiata la Rivoluzione Islamica.
Ovviamente gli scontri che sono avvenuti in questi giorni sono stati molto duri e soprattutto le autorità hanno dovuto fare molti scontri (pure di sangue) con i manifestanti. Si contano le vittime e la televisione locale ne conta 10, mentre le televisioni internaionali (come la CNN) ne conta 19 oltre che le centinaia di feriti e l’oltre mezzo migliaio di arrestati.
FacebookConnect Mostra i Muscoli. A Texas Hold em.

Nel costante tentativo di capitalizzare l’incredibile numero di utenti iscritti e di provare al mondo che quella di Facebook non sia l’ennesima moda “passeggera”, gli sviluppatori del social network del momento potrebbero aver appena tirato fuori da cilindro una funzione destinata a lasciare il segno molto più dei vari “I like” o “Share”.
Lavorando sul una particolare parte di codice, infatti, gli sviluppatori di Facebook hanno creato “Facebook Connect“, un plug-in in grado di far interagire gli utenti in tutti i siti che lo utilizzano evitando lunghe e ripetitive iscrizioni grazie al riconoscimento immediato del proprio profilo Facebook.
Una prova della potenzialità di questa nuova “creazione” l’ha poi subito offerta la casa di software Zynga con lo sviluppo di un’applicazione per giocare a poker su iPhone ed iPod Touch chiamata LivePoker.
Scaricabile gratuitamente in versione Lite direttamente dallo Store di Apple, LivePoker è stato infatti considerato il primo gioco di poker “sociale” proprio grazie alle possibilità offerte dall’interazione tra dispositivo mobile e social network in un campo molto diverso da quello di messaggi privati, poke e commenti su foto del fine settimana.
Appena effettuato l’accesso al gioco, i giocatori devono solo inserire i propri dati di Facebook per essere poi subito sistemati al tavolo verde con tanto di foto e profilo per sfidare gli avversari a poker texas hold em.
In questo modo è quindi possibile personalizzarela propria esperienza di gioco in maniera molto maggiore rispetto a come concesso da sale “regolari” ed famose come TitanPoker, presentandosi agli avversari con il proprio profilo di Facebook, chattando con loro e – perchè no! – dando anche un’occhiata al loro profilo personale.
Dopo il successo raggiunto da LivePoker in termini di download, molti siti hanno incominciato ad utilizzare questa possibilità cercando di spingere i lettori a creare delle mini-comunità intorno alle loro pagine condividendo interessi e commenti.
Che Facebook Connect possa diventare il nuovo OpenID?
Social network sul cellulare: boom di utenti scontenti
Gli italiani e gli europei che navigano su Internet grazie ad una connessione mobile, sono sempre in numero maggiore, ma se il mercato cresce sempre più e l’offerta diviene sempre più povera diventa un problema. Dagli ultimi sondaggi effettuati, emerge che gli utenti sono disposti a supportare sia gli alti costi del collegamento mobile, sia la lentezza del collegamento ad Internet, ma secondo le ricerche del School of Management del Politecnico di Milano, ed il suo studio condotto su oltre 3.200 utenti, si necessita anche di contenuti.
Il 13% dell’utenza web, in Italia, naviga via cellulare e rispetto agli anni precedenti, l’incremento è del 20% nel solo 2008 (si parla di un incremento economico di 300 milioni di euro solo in quest’ultimo anno). Queste cifre sono date a favore del boom dei social network e la loro usabilità sul cellulare (Facebook in primis) ed infatti gli elogi sono stati tanti.
Social network e ricerca: nuovi aggiornamenti
Continuano i flussi di esperimenti nel mondo della ricerca in real time sul web. Dopo l’ipotetico supporto Google / Twitter, ad oggi è Facebook ad annunciare un nuovo beta test. CrowdEye, nome in codice che parte come ambizioso punto di partenza, ma altri nomi che sono noti sono Topsy, OneRiot, Tweetmeme o Scoopler. La ricerca, quindi, in real time è diventata veramente il nuovo obiettivo di sostituire i vecchi motori di ricerca. L’ultimo arrivato è Collecta. Si legge dalla home page del motore di ricerca: “Collecta non è come gli altri motori di ricerca. Il web è vivo e con informazioni in real-time. Quindi perché cercare in vecchi archivi? Collecta monitora i flussi degli aggiornamenti su siti di notizie, blog popolari, social media e Flickr, quindi può mostrare i risultati appena pubblicati”.
StudiVZ esce vittorioso contro Facebook
Per l’ennesima volta è finito in tribunale. Non parliamo di un qualsiasi delinquente di basso borgo, ma del noto (se non il più noto social network al mondo) Facebook. Dopo le tante querele ancora una volta è stato in Tribunale, questa volta contro StudiVZ. Il sito di Mark Zuckerberg ha perso una causa legale contro un social network tedesco chiamato appunto StudiVZ, una causa avviatasi nello scorso Novembre 2008 da parte dei ragazzi di BigF, con l’accusa che il sito web della Germania avesse copiato sia il design che il funzionamento del social network.