Facebook, il 50% degli uomini ritocca la foto del profilo

Foto profilo Facebook

Una indagine della BBC rivela quello che molti di noi sospettavano da tempo. Il 50% degli uomini iscritti a Facebook ritocca la foto del profilo di Facebook con Photoshop o altri programmi di grafic ed applicativi online.

Piccoli ritocchi come la rimozione dei nei o cambiare il colore del viso per renderlo più vivo. Anche gli occhi vengono leggermente ritoccati, per non parlare dei capelli. Sembra proprio che gli uomini abbiano problemi a mostrarsi al naturale su Facebook.

Teresa Buonocore, ultima confessione su Facebook

 

La notizia della morte di Teresa Buonocore, sorella di un collaboratore di giustizia avvenuta a Napoli, aveva avuto un precedente messaggio di aiuto lanciato sul social network Facebook. La donna uccia nel napoletano, aveva tra le passioni quella di utilizzare il sito web per comunicare con i suoi amici e soprattutto per prendere degli appuntamenti e condividere le note delle sue canzoni preferite con il compagno.

C’erano infatti Vasco Rossi e Michael Jackson tra i suoi autori preferiti. Su Facebook, però, dichiarano gli inquirenti che la donna coltivava i contatti solo con pochi amici fidati, senza fidarsi degli sconosciuti e negli ulltimi tempi, aveva lottato per la battaglia sulla liberazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione.

Facebook,19.000 pagine infette secondo AVG

Facebook Virus

Secondo una ricerca condotta da AVG, società leader nel mercato degli antivirus, gli utenti Facebook rischiano infezioni da virus e malware ad ogni accesso sul social network.

Sarebbero infatti ben 19.000 le pagine di Facebook (tra profili, fan page e gruppi) pericolose, piene di virus ed altri agenti dannosi per la sicurezza del PC per la nostra privacy.

Facebook e gli amici indesiderati

 

Sicuramente le femminucce saranno più colpite dal fenomeno delle richieste di amicizia indesiderate, ma molto spesso anche per i maschietti è imbarazzante ricevere una determinata richiesta di amicizia che può non voler essere accettata. A parlarci di questo argomento è una indagine statistica che è stata condotta in circa 13 Paesi dell’Europa (Italia compresa) e guidata dalla Robert Half International (una delle società di recruiting internazionale tra le più famose al mondo) che ha portato a galla il fenomeno delle amicizie indesiderate on line riscontrando che ben un terzo delle proposte fatte di amicizia su Facebook, viene respinto oppure accettato contro voglia.
Questa analisi è stata fatta su circa 2.500 individui tra impiegati e manager a diversi livelli, mostrando però il medesimo comportamento per ogni classe. Il massimo del gradimento è stato rilevato quando la richiesta di amicizia arriva da un proprio pari di livello e grado. Questa incidenza si è verificata nell’85% dei casi.

Facebook al lavoro su uno smartphone?

Facebookfonino

La notizia bomba arriva direttamente dalle pagine di TechCrunch. Il noto sito riporta infatti che Facebook sarebbe al lavoro per realizzare uno smartphone, un telefono cellulare con il marchio del sito di Mark Zuckerberg, con numerose funzioni integrate per facilitare l’accesso a tutte le funzioni del social network.

Zuckerberg ha smentito subito la notizia, ma TechCruch ricorda che, in passato, anche Google, Microsoft ed Apple hanno smentito duramente le voci a proposito di telefoni cellulari in fase di progettazione, eppure abbiamo avuto il Google Phone, lo Zune Phone e l’iPhone.

SocialRiver, Facebook sul desktop

SocialRiver

Vi piacerebbe visualizzare gli aggiornamenti dei vostri amici di Facebook direttamente sul desktop del computer? Se la risposta è sì, continuate pure a leggere questo articolo, visto che vi proponiamo proprio un software, gratuito, adatto allo scopo.

Si chiama SocialRiver ed è una comoda applicazione basata su Adobe AIR, compatibile quindi con Windows, Mac OS X e Linux.

General Motors porta Facebook sulle auto

Facebook in auto

I dirigenti della General Motors ne hanno pensata una bella. Integrare Facebook nel computer di bordo delle auto. Non solo navigatore quindi, ma anche un ottimo strumento per accedere al social network più famoso del mondo.

Una scelta forse geniale, ma sicuramente poco sicura, visto e considerato che in auto si cerca di ridurre al minimo ogni distrazione. Oggi è vietato parlare al cellulare senza auricolare, domani sarà vietato accedere a Facebook dalla macchina?

Charles Zhang spiega l’insuccesso cinese di Facebook

 

Oggi andiamo ad analizzare la dichiarazione di Charles Zhang, direttore esecutivo del motore di ricerca cinese Sohu.com. Questo personaggio molto noto in Cina ha fatto una affermazione basata su dati di fatto su cui si discute spesso a Palo Alto: “Facebook non può prevalere in Cina. I suoi servizi verranno imparati e copiati da compagnie locali”.

Parliamo di un dato di fatto, per una serie di ragioni. In primis la censura del governo cinese nei confronti del social network in blue è stata attuata in seguito al noto terrore che le caste cinesi hanno di qualsiasi cosa entri nel proprio Paese che non sia controllabile.

Facebook bandito dall’Università

 

La notizia arriva dalla Pennsylvania, dove, il corpo docente, insieme all’amministrazione della Harrisburg University of Science and Technology, ha previsto di bandire dalle aule e da tutto il campus l’utilizzo dei social network a partire dal 20 Settembre 2010 per una settimana. Di conseguenza, sia docenti che studenti residenti al campus, non potranno avere ne l’accesso a Facebook, ne tweetare su Twitter, ne aggiornare il profilo di MySpace e nemmeno scambiare informazioni tramite i software di messaggistica istantanea tipo Messanger. L’unico mezzo di comunicazione telematica salvo è la posta elettronica.
Non è chiaro ancora il visto dell’esperimento, questa sorta di sosta forzata all’utilizzo del social network non è ancora stato tradotto dagli statunitensi.

Ladri Facebook-maniaci arrestati

 

Parliamo di un interessante avvenimento di cronaca avvenuto negli Stati Uniti d’America. La località interessata è una piccola cittadina nello New Hampshire, che ha fatto tornare di nuovo sulla cresta dell’onda il discorso Facebook, Privacy e contenuti Over Shared. La polizia di Nushua, infatti, avrebbe beccato una banda di ladri di appartamento che proprio attraverso il social network Facebook, cercava le case da derubare.

I tre arrestati sono Mario Rojas, Leonardo Barroso and Victor Rodriguez. Sono stati messi al fresco con l’accusa di avere derubato oltre 18 case solo nell’ultimo mese, riuscendo a toccare una cifra di circa 200.000 dollari. Il sito Wmur ha riportato anche che i membri della gang avevano tra gli amici quasi tutti gli abitanti della zona e che li controllavano a vista d’occhio.

Facebook Places è pericoloso?

 

Si direbbe proprio che postare la propria posizione geografica in ogni momento attraverso Facebook Places, non sia una delle mosse più felici che si possano fare per alcune ragioni che andiamo a vedere insieme. Sicuramente, il “diritto a menzognare“, quello che viene a mancare non appena rendiamo pubblica la nostra postazione. Quante volte capita di dire per lavoro o altro che siamo altrove?

Pubblicando su Facebook Places le proprie postazioni, seppur quel qualcuno a cui si è mentito non è nostro amico, si potrebbe comunque trovare a colloquiare con i nostri amici (senza saperlo) e parlare di noi, scoprendo dove siamo. Facebook Places, quindi, primo nemico della privacy, forse più di tutte le altre pecche di Facebook.

Ecco il profilo del Facebookiano medio

 

Da alcune abitudini o pubblicazioni fatte, un recente studio, si è “divertito” a scoprire il profilo identitario dell’utente medio di Facebook. L’università di York, in Canada, basandosi su informazioni del tipo: quante volte al giorno controlli il profilo? Quanto spesso aggiorni la foto o i dati del tuo profilo? Ed altro, ha fatto si che sia stato delineato il primo profilo medio del Facebookiano.

Gli studi fatti dall’Ateneo Canadese ha avuto “sotto mano” i dati di un gruppo fatto da 100 persone, tutti studenti con una età compresa tra i 18 ed i 25 anni e suddivisi in 50 maschietti e 50 femminucce.

CGIL, i dipendenti non possono usare Facebook al lavoro

CGIL

La notizia arriva direttamente dalla sede di Firenze della CGIL ed ha suscitato molto clamore, tanto da finire addirittura sulle prime pagine di alcuni quotidiani nazionali.

Ai dipendenti fiorentini del principale sindacato italiano è stato vietato l’accesso a Facebook dall’ufficio. Niente di più e niente di meno rispetto a quanto succede in molti uffici italiani, ma per dovere di cronaca vi riportiamo la notizia.

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