Facebook Lite non esiste più

 

Se ne saranno accorti in molti che la versione Lite di Facebook sembra aver detto addio al web. Ebbene il suo destino segnato dal fatto che qualsiasi utente vada a tentare di connettersi con il sito di Facebook Lite, viene immediatamente ricollegato alla Home Page di Facebook in versione completa.
Il comunicato giunto ieri e lanciato dalla stessa Facebook, è molto chiaro, e dice che il progetto è stato definitivamente chiuso e nei prossimi periodi non si sa se verrà più riaperto oppure no.
Tecnicamente, chiunque vuole accedere a Facebook Lite seguendo il link http://lite.facebook.com/login, verrà trasferito su http://www.facebook.com.
Ricordiamo per completezza informativa cos’era Facebook Lite. Un progetto partito nel Settembre del 2009 che permetteva una serie di comodità a chi non poteva connettersi da una connessione a banda larga, oppure chi utilizzava ancora un modem analogico. Da quanto sembra, l’investimento non ha dato i risultati ottenuti e Facebook ha deciso per la chiusura del progetto.

F8: la Face-conferenza

 

E’ partita ufficialmente la F8, una conferenza che si tiene a San Francisco e che mette a confronto tutti gli sviluppatori (oltre che i giornalisti del settore) del social network in blu Facebook. Ovviamente a tenere banco ci saranno i ragazzi del team di Facebook e si parla di una presenza di Mark Zuckerberg “a sorpresa”. L’evento, non è isolato perchè farà si che si possano unire una serie di persone e developer, così per creare un migliore sviluppo della piattaforma.
In primis, alla conferenza si parlerà degli assessment dello sviluppo di determinati strumenti di Facebook, partendo dallo studio del mercato di riferimento e di come si stanno evolvendo anche i competitors, oltre a questo verranno messe a confronto con i developers presenti alcune pratiche per migliorare le applicazioni e verranno date informazioni sui codici di sviluppo che come già sappiano sono open source.

Microsoft TownHall: il social network diventa politica

 

La Microsoft da tempo impegnata a tentare l’ingresso nel mondo del social networking, sta cercando di “accomodarsi” in questo settore perseguendo delle vie un po’ alternative rispetto agli standard. Subito dopo il fallimento di un social network già pre-esistente e dopo aver avuto difficoltà a lanciare Live come piattaforma, la società di Redmond sta cercando di proporsi con un nuovo progetto.
Si chiama TownHall, ed è un social network dedicato interamente al mondo della politica. E’ una parte connessa al progetto madre “Campaign Ready” che viene ospitato su Windows Azure. I destinatari del social network, quindi, non saranno più le persone comuni, bensì gli esponenti politici che ricercano un nuovo modo per guadagnarsi dei feedback dalla popolazione, avendo un contatto diretto sempre con loro.

Il “mi piace” di Facebook invade il web

 

La F8, un convegno che si tiene a San Francisco, dedicato a tutti gli sviluppatori di Facebook ha fatto si che venisse divulgato il codice per portare sul web, uno dei più noti pulsanti del social network in blu: Mi piace.
Questa operazione, sicuramente concordata dal reparto marketing, farebbe si che l’opzione Mi Piace non resti una cosa di nicchia legata agli utenti di Facebook, bensì, sarà possibile espanderla a tutto il web. COsì che gli sviluppatori di siti potranno far conoscere al pubblico e condividere sul Web (e principalmente su Facebook) i propri gusti.

XAuth la nuova autenticazione dei social network

 

Si sta lavorando per giungere ad un nuovo standard di supporto che verrebbe ad essere utilizzato da tutti i Big del Web, a partire dai social network ai search engine, per rendere più scorrevole la condivisione delle informaizoni on line.
Il consorzio è guidato da Meebo, che sta tentando di snellire quindi la procedura attuale di autenticazione sui sevizi remoti del web che sembra molto lenta a causa dei widget interattivi.

Anche i giovani vogliono la privacy on line

 

Si pensava che solo gli utenti più “maturi” dei social network fossero parte attiva delle scelte di privacy attuate dai social network, ed invece non è così. L’immagine venuta fuori dalla ricerca effettuata dalle Università della California – Berkley e da quelle della Pennsylvania, hanno portato ad una conclusione completamente diversa.
Si nota infatti che i giovani tra età compresa 18 e 25 anni, ha una idea di privacy molto forte e la desidera navigando un social network.

Su Facebook nascono le Pagine Sociali o Community Pages

La novità non può esservi sfuggita: su Facebook sono nate le nuove Community Pages, cioè delle fan page nate per supportare gli hobby e le cose che più vi piacciono. Facciamo un esempio, fingiamo di voler creare una Pagina Ufficiale (Fan Page) per la cioccolata. Parliamo di cioccolata in generale, non della Nutella o di altri marchi famosi. D’ora in poi quando andremo a creare una pagina che non è collegata esplicitamente ad una società, a un marchio, o a una figura pubblica, Facebook ci suggerirà di creare al suo posto una Pagina Sociale (community page), cioè una pagina che aggrega una comunità virtuale. Perché questo cambiamento? Per facilitarci le cose certo, ma anche per alleggerire il lavoro di Facebook.

Prima delle Pagine Sociali, infatti, uno dei compiti dello staff del social network era quello di monitorare costantemente le pagine che non erano state create per conto di organizzazioni ufficiali, poiché queste “pagine non ufficiali” portavano via una grande fetta di pubblico proprio alle pagine amministrate dalle grandi aziende. Che naturalmente fruttano a Facebook anche delle entrate pubblicitarie. E fino a qui è tutto chiaro. Ma il problema delle community o pagine sociali è un altro.

Ning non è più free

 

Anche le piattaforme di social network si rivoluzionano, e questa volta è toccato a Ning, la social network community maker più popolata del web. Il suo modello di business è completamente cambiato ed attualmente si basa sul: “O paghi o sparisci”.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, Ning è una piattaforma (una volta gratuita) di creazione di social network in verticale, e cioè la possibilità di creare opzioni e funzionalità del proprio social network personalizzato. Con il cambio di business model, stiamo andando incontro però alla scomparsa del fenomeno free account e l’unica sopravvivenza per gli account premium.

KenZero: nuova minaccia dal social networking

 

Oggi parliamo di una nuova minaccia che sta assalendo il mondo del social networking, e nello specifico parliamo di Facebook e di alcuni social network orientali. KenZero, così si chiama il nuovo trojan che sta spopolando sul web e che ha la caratteristica di…ricattare gli utenti.
Come ben sappiamo, tutta la nostra navigazione web, viene memorizzata in locale e conservata nella cronologia fino allo svuotamento. KenZero, agisce proprio su quei dati. Cosa fa di preciso? Ebbene il trojan va a “rubare” la cronologia di navigazione dell’utente e di consegenza va a pubblicarla sul web. L’obiettivo? Ovviamente economico. Una volta pubblicati i dati e passato il link al povero derubato, si arriva a fare una richiesta economica (spesso molto esosa) all’utente per ritirare immediatamente le informazioni private sottratte illegalmente.

Evitato un suicidio annunciato su Facebook

 

Siamo a Sorrento, in provincia di Napoli, dove una giovane aspirante suicida è stata salvata grazie all’intervento rapido degli agenti di Polizia che l’hanno persuasa dal compiere il gesto malsano. La ragazzi di 25 anni di cui non è stato comunicato il nome, aveva annunciato già sul social network Facebook, la sua intenzione nel farla finita definitivamente suicidandosi.
Ad agire tempestivamente per salvarla è stata la Polizia di Sorrento, guidata dal vicequestore Antonio Galante. Ma dulcis in fundo, sembra che la giovane dopo il salvataggio abbia denunciato una sua amica per istigazione al suicidio. La vicenda ha avuto lieto fine proprio grazie al social network in blue, che ha permesso di identificare l’autrice dei messaggi dopo alcune segnalazioni, e di conseguenza si è riusciti a non farla ammazzare.

LinkedIn è completamente in italiano

 

Secondo gli sviluppatori del business social network LinkedIn, la prima fortuna di Facebook è stata proprio quella di diventare strumento di comunicazione internazionale, sia per Paesi che per lingue. A dare conferma di ciò, è stata anche la diffusione (italiana) di Twitter da quando è stato tradotto. Per non essere da meno, il social network business è diventato in Italiano. I suoi 65 milioni di utenti iscritti (oltre 15 milioni risultano essere Europei), hanno fatto si che all’inglese, al francese, al tedesco ed allo spagnolo si sia agigunto l’Italiano.
Kevin Eyres, Managing Director di LinkedIn in Europa, ha dichiarato che: “La nostra crescita in Europa è andata di pari passo con l’aumento dei nostri utenti a livello internazionale. LinkedIn è il network professionale più grande del vecchio continente ed ha recentemente superato i 15 milioni di utenti in Europa. Il nostro continuo impegno nella localizzazione della community conferma la nostra volontà di essere sempre più vicini ai nostri utenti per aiutarli ad attingere sempre più facilmente alla più grande piattaforma di condivisione di competenze ed expertise professionali, sia a livello locale sia in senso più ampio”.

Twitter spicca nell’advertising ed in biblioteca

 

Il team di Twitter, nelle ultime settimane sembra essere in fermento per una serie di avvenimenti che gli sta aprendo nuovi orizzonti. Parliamo dei già noti software per dispositivi mobili, i nuovi modelli pubblicitari e gli accordi fatti in virtù di integrazione dei contenuti. L’ultimo colpo ufficiale di cui abbiamo parlato auqlche giorno fa è l’acquisizione di Tweetie, per cercare di cogliere il momento di grande forza dello smartphone di casa Apple iPhone. Oltre a questo ovviamente già si lavora per entrare nel mondo di Android.
Ma la vera novità per gli utenti standard, e cioè quelli PC-based, dov’è? Ebbene Twitter ha annunciato ufficialmente che molto presto inizierà a proporre della pubblicità sul proprio social network e lo farà tramite uno strumento “inventato”: le “Promoted Tweets“. Queste a differenza degli advertise standard, avranno l’aspetto e tutte le caratteristiche degli altri Tweet standard, anche con la possibilità di effettuare quindi dei Reply e dei Re-Tweet. Ovviamente tutte queste operazioni saranno sponsorizzate dagli advertiser.

Trucchi Hotel City: le commercial rooms

Non appena cominciamo a giocare a Hotel City facciamo subito la conoscenza con il Bell Boy l’aiutante del gioco che ci introdurrà nel tutorial. Questo omino ci guiderà passo passo su cosa fare per costruire le prime stanze. Abbiamo detto che all’inizio sono disponibili solo le camere degli ospiti e lo stanzino delle scope, ma come regalo di benvenuto avremo ben 50.000 coins da spendere per ingrandire l’albergo. Possiamo comprare nuove stanze, e guadagnare con le commercial rooms.

Cosa sono le commercial rooms? Se nelle stanze normali possiamo ospitare un cliente per camera che ci dà una monetina quando ha finito di dormire, le commercial rooms sono stanze speciali che possono ospitare più clienti e ci fanno guadagare più coins a seconda del tempo che passa.  Ecco l’elenco delle commercial rooms con i relativi guadagni che si possono ottenere.

Facebook dice NO al Panic Button

 

Tante le richieste che sono arrivate dall’ONG per la protezione dei minori, ma sembrano tutte essere state vane per Facebook. In primis ci sono state le richieste di una ONG inglese che per tutelare i piccoli, ha chiesto con più missive l’introduzione del Panic Button a Facebook tra le pagine del suo sito.
Ma cos’è questo rinomato Panic Button? Il “pulsante di panico” è già presente su molti dei social network on line, ed altro non è che un pulsante linkato che trasporta l’utente su un sito che riporta il comportamento da tenersi in caso di minacce informatiche.
Secondo quanto dichiarato dal network della BBC, Facebook ha evidenziato che il suo sito è di sicuro “uno dei più sicuri nel mondo” e per questo si è impegnato ad oggi a pubblicare solo ed esclusivamente il link che permetta di segnalare determinati abusi e che soprattutto sia direttamente collegato con il department della Child Exploitation and OnLine Protection (CEOP).

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