Facebook ed i finti e pericolosi video di Amy Winehouse prima della sua morte

Così come spesso accade in concomitanza del diffondersi di notizie facenti riferimento ad improtanti avvenimenti o, ancor di più, a personaggi noti, anche in questo caso, a poche ore dalla morte della celebre cantante Amy Winehouse, su Facebook hanno iniziato a diffondersi video “farlocchi” aventi come obiettivo quello di spammare sulla bacheca del povero malcapitato o, ancora, infettarne il computer traendolo in inganno circa i contenuti da visualizzare.

I video in questione, opera di malfattori del social network in blu, propongono all’utente la visualizzazione di contenuti esclusivi trapelati in rete come, ad esempio, Amy Winehouse la notte prima di morire, gli ultimi minuti di vita della cantante etc.

Facebook, le foto diventano un problema di sicurezza

Le foto su Facebook sono diventate il nuovo strumento preferito da parte di hacker malintenzionati per propagare spam e malware attraverso il social network più diffuso ed utilizzato al mondo.

A lanciare l’allarme è Tim Senft, proprietario del sito Facecroocks, che spiega come i truffatori utilizzano il sistema di “tag” delle fotografie come ponte per attaccare i sistemi di sicurezza dei PC dei navigatori perché questi non hanno la possibilità, secondo il funzionamento dei tag su Facebook, di poter rifiutare di essere “taggati” in una fotografia se non dopo che l’azione sia già stata compiuta.

Le truffe sui social network: Facebook reagisce

 

Sono partite le prime azioni legali avviate dal big dei social network, Facebook, nei confronti di alcuni soggetti che avevano avviato delle truffe ai danni di utenti registrati al sito stesso. Il colosso del web ha citato a giudizio già due cittadini statunitensi, uno di New York e l’altro di Las Vegas, e poi una società di Marketing del Canada. Il rapporto della citazione delle tre vertenze è chiaro.

Si parla di offerte pubblicizzate della serie “troppo vantaggiose per essere reali”, che nei mesi scorsi, hanno scorrazzato liberamente tra gli advertising del social network. Fatto sta che i resoconti mostrano che di utenti creduloni ce n’è sono tanti veramente. Le vittime di questa pubblicità ingannevole, che addirittura hanno condiviso sulla propria bacheca queste iniziative “strane” sono stati tantissimi.