Foursquare e Gowalla, i nuovi fenomeni: capire cosa sono

 

I social media e principalmente i social network sono la fortuna di molte aziende dell’era del web, che si sono viste coinvolte in questi progetti da milioni e milioni di utenti (spesso) senza nemmeno capire come. Già sono nell’analisi di Facebook si trovano gli oltre 400 milioni di utenti che quotidianamente imperterriti continuano a scrivere, contattare, aggiornare, inviare cose ad altri utenti. Ma oggi non parliamo dei soliti siti conosciuti con le solite note applicazioni, ma dopo alcuni tanto parlare di social network e social gaming, parliamo di qualcosa che possa unire i due concetti.
Foursquare e Gowalla sono dei giochi sociali di localizzazione, che vengono visti come la rivoluzione del web e di conseguenza come fonte di denaro per molti investitori. Ovviamente sono basati sui device mobile ed includono la necessità quindi di avere un GPS integrato. Ad investire fino ad ora sono stati i soliti noti: Yahoo e Gary Vaynerchuk (legato al nome di Wine Library TV).

La social network mania crea dipendenza: vediamo come curarla

 

Dipendenza da Internet? Forse enunciata a chi oggi ha 50 anni, può sembrare una sorta di barzelletta, ma invece si tratta di una vera e propria patologia. Per risolvere questo problema che va a colpire buona parte dei giovanissimi soprattutto tra i 13 ed i 20 anni, i genitori preoccupati si sono basati sugli atteggiamenti più impossibili della psicopatologia quotidiana dei propri figli che utilizzano il web. Sembra che il pensiero, ed i loro modi di vivere cambino senza dare tempo all’adattamento, rendendo instabili i soggetti che hanno questo problema.
E’ diventato come un allarme droga, eppure la dipendenza dal web e soprattutto dal social network (il più discusso è sempre Facebook), è consapevole di essere dipendente da Internet. I genitori vedono i figli che non riescono più ad andare a scuola, o i ragazzi essere demotivati ad andare al lavoro, o ancora, persone che sono attaccate al PC circa 20 ore al giorno non dormendo più.
Per risolvere questo problema sono nati in Italia già 2 ambulatori per la terapia anti-web.

Progetto Diaspora, il Social che vuole diventare l’anti Facebook

Facebook è onnipervasivo, sempre presente e ingombrante, ormai nei discorsi di tutti perché tutti hanno un profilo di cui parlare e su cui sparlare. Esiste una valida alternativa a questo Social Network? Non fino ad oggi, fino a quando, almeno, quattro studenti di informatica della New York University hanno messo a punto una filosofia che rappresentasse un decentramento di Facebook e aprisse le porte a una nuova concenzione di spazio in rete.

Nasce con questa idea il Progetto Diaspora, che immagina, dietro agli esperti che l’hanno ideato, una reta che permetta di collegare punti diversi, senza che, necessariamente, questi siano inglobati in un unico sistema.

Amici su Anobii, più social che mai

Anobii, la rete sociale dedicata agli amanti della lettura, va verso una più determinata rotta per la condivisione. Oltre a permettere di catalogare libri e condividerli con i propri “vicini di libreria“, infatti, Anobii ha fatto, qualche mese fa, un ulteriore passo social con l’applicazione che lo collega a Facebook e Twitter. Da quel momento era stato possibile veder scorrere gli aggiornamenti relativi alla propria libreria virtuale direttamente nel feed dei due maggiori social network.

Ma è di pochi giorni fa la novità che ha permesso ad Anobii di estendere ulteriormente il proprio lato social.

Il social gaming nel 2010

 

Tutto è nato dai social network, oppure ancora prima dai siti che diffondevano piccole applicazioni per giocare on line anche senza una community di base. Con l’avvento di Facebook, però qualcosa è cambiato. Le attività ludiche sono alla base delle interazioni anche sul web, tanto che si diventa non più amici di forum (come una volta), ma nemici/amici di social game.
Ma capiamo bene cos’è questo fenomeno. Questo nuovo intrattenimento videoludico on line, avrebbe dalla sua il vantaggio di non acquistare costose consolle per giocare, ma semplicemente basandosi sul proprio PC e sulla propria connessione ad Internet (previa iscrizione al network), di giocare in santa pace.

Jointhepipe il social network del rubinetto

 

I social network stanno diventando sempre più social, sotto un altro del termine. Se social nella stessa definizione di social network, sta per “essere fatto da persone”, in questo caso in cui lo andiamo ad immergere oggi, parliamo del social nel senso di “sociale”. La lotta alla risoluzione dei problemi, passa spesso infatti su questi network che stanno dando voce in capitolo a chi fino ad oggi non ne aveva. Il social network di cui parliamo oggi si chiama Jointhepipe, ed è nato da un bisogno concreto: l’idea di supportare chi beve l’acqua del rubinetto ed indica dove è potabile.
Come se fosse una grande rete Ethernet dell’acqua cittadina, Jointhepipe è un social network che nasce dalla necessità di diffondere la tutela dell’acqua pubblica a vantaggio e favore contro l’acqua in bottiglia.

FaceFood: l’era del cibo sociale

 

L’idea è nata da Brescia, dove un consorzio di imprenditori dei prodotti tipici bresciani, ha fatto nascere l’idea di FACEFOOD. Ovviamente è chiaro a primo impatto il riferimento (non) casuale al social network Facebook. Il sito che sarà attivo a 360 gradi dalla metà di Maggio 2010, ricalca la linea del social network per mettere in comunicazione utenti. Questa volta però, i destinatari del social netowork non sono utenti comuni con l’unico tratto in comune di essere “umani”, bensì è rivolto alle aziende agricole ed agli operatori commerciali del settore.

Ovviamente, ci si può registrare anche come consumatore, in modo tale da poter capire e diffondere la cultura del cibo bresciano. Quindi, un social network che a partire dall’Unione Provinciale Agricoltori di Brescia, con Cia, Confesercenti, Confcommercio e Ortomercato per la valorizzazione del prodotto agricolo provinciale, vuol far si che ci sia una unione e soprattutto uno scambio di idee sul punto di vista dei prodotto di Brescia, permettendo così alle oltre 15.000 attività della città e provincia di “autopubblicizzarsi” e confrontarsi.

La Kodak punta sul social network

 

E’ social network mania anche in ambito video / fotografico. Oggi parliamo della Kodak e del suo tasto Share, presente sulle nuove fotocamere messe in commercio. Questo tasto, permette in maniera rapida di inviare le proprie foto on line sui social network e soprattutto si presta per taggare direttamente le foto a partire dalla fotocamera. In questo modo, non ci sarà bisogno più di andare a connettersi direttamente al sito web per effettuare operazioni successive alla condivisione della foto, bensì ci sarà direttamente l’opportunità di inviare foto già taggate su Facebook, sulla Kodak Gallery, su Flickr e su YouTube.
Tutte le nuove digitali della Kodak della serie M saranno provviste del tasto Share. Oltre a questo la Kodak ha puntato su qualcosa di giovane, dando una disponibilità di colori molto interessante soprattutto per gli amanti del “fashion”. Ma le novità non sono terminate.

Ubuntu conquista i social network

Il sistema operativo Ubuntu esiste già da tanto in circolazione, solo che ad oggi nessuno degli utenti medi (non geek o appassionati), l’aveva preso in considerazione. La nuova versione Ubuntu Lucid Lynx, sembra avere invece una storia diversa perchè è riuscita a conquistare buona parte degli utenti italiani ed europei. Di conseguenza Linux ed Ubuntu non sono più semplici sistemi operativi e strutture utilizzate solo in determinati ambienti di nicchia e specializzati in questo, bensì sono sulla bocca di tutti gli utenti PC User.

Il caso più plateale è dato dal discorrere di questi sistemi operativi sulle riviste di informatica ed addirittura l’articolo intero per la presentazione di Ubuntu Lucid Lynx su Repubblica e sul Corriere della Sera a cura di Paolo Ottolina.

Microsoft Spindex per filtrare i social network

 

La Microsoft ha lavorato su Spindex e l’ha finalmente presentato al grande pubblico. Si tratta di un progetto di un aggregatore personale, che permette di eliminare tutto il flusso di informazioni definite come “rumore” dal web e che ogni giorno sempre più si presenta tra le fonti ufficiali del web. Questo progetto è stato sviluppato dai Fuse Labs, lo stesso gruppo che ha permesso a Microsoft di creare una collaborazione con Facebook per la realizzazione di Docs.com, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.
L’idea di base è proprio il social network. Microsoft Spindex, andrebbe a raccogliere il flusso delle informazioni di Facebook, di Twitter, dei nostri feed RSS e ci offre una schermata organizzata ad personam con le informazioni che per le nostre preferenze sono realmente rilevanti, lasciando in secondo piano tutto quello che potrebbe essere per noi solo “rumore”.

Google acquista Bump Technologies

 

Sempre più progressi sul mercato, ed esponenzialità nei contenuti offerti dal leader indiscusso del search engine Google. Il suo percorso, lo sta pian piano facendo diventare leader non solo più nell’ambito del search engine, ma come una “belva onnivora”, sta entrando in tutte le realtà dell’Information & Communication Technology, mettendosi tra i leader indiscussi.

L’ultimo colpo fatto dalla società di Mountain View è stato l’acquisto di Bump Technologies. Parliamo di una software house che è già nota per la creazione di Bump Top, il software che permette di rendere tridimensionale il desktop e che risulta una applicazione molto in voga tra i giovani.

Sempre più scontro tra social network e TV

 

La ricerca prosegue tra la popolarità dei social network che stanno sempre più surclassando quella della televisione. La ricerca posta dalla Arbitron and Edison sotto forma di intervista telefonica che ha raccolto un campione di ben 1.753 consumatori, di cui il 48% sono americani ed hanno una età che va dai 12 agli 80 anni. Altro requisito per partecipare è stato l’essere membro di un social network e l’utilizzo costante durante la giornata.
In media si è avuto un riscontro di persone che utilizzano il social network preferito più di tre volte al giorno. Ovviamente non è stata fatta una distinzione per tipologia di social network, semplicemente uno a caso.
Secondo le statistiche, l’ovvietà dell’uso esasperato del social network in fasce di età dai 12 anni fino ai 20, è risultata tale. Ma quello che ha creato veramente scalpore è stato il risultato nel vedere le persone che oltre i 50 fanno un uso sfrenato di Facebook e soci.

Kindle va sui social network

 

E’ ufficiale, Amazon ha reso noto che la nuova versione con relase 2.5 dei software Kindle e Kindle DX, permetteranno ai propri utenti di poter condividere su Facebook e su Twitter parti dei propri libri preferiti. Questo avverrà entro la fine di Maggio 2010, momento in cui l’aggiornamento sarà inviato agli e-book in modalità wireless e di conseguenza la vasta utenza non dovrà più far nulla per poter ricevere in automatico gli aggiornamenti.
Ma non finiscono qui le novità di questa relase. Oltre alla possibilità di integrazione con i social network, abbiamo infatti altre particolarità: i caratteri più nitidi per la lettura e più grandi, la protezione degli e-book con password, la possibilità di consultare i documenti della comunità sul libro richiesto e l’organizzazione automatica per tag in raccolte separate, così da “settorializzare” anche le proprie opere.

Il lavoro on line passa per i social network

 

Nella società del web 2.0, anche le attività sono andate a moltiplicarsi. Un tempo come professione del web, esisteva il grafico, il webmaster, il programmatore di database ed il regista grafico, mentre per le aziende bastava chi facesse hosting e qualche pioniere del search engine come Microsoft, Lycos, Yahoo e Google. Attualmente, con la nascita del social networking, assistiamo quotidianamente ad una moltiplicazione dei ruoli che ci sta offrendo la grande rete. Ma oltre all’aumento dei profili ricercabili, la stessa rete è diventata anche un modo per fare curriculum e principalmente selezione.
I casi più interessanti giungono, ovviamente, dagli Stati Uniti d’America, dove tantissime aziende, stanno cominciando a basarsi sulle visite ai profili social network dei candidati per valutarne storia e competenze.

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