Facebook e Google spariranno tra cinque anni

Secondo Eric Jackson, analista e prestigiosa firma di Forbes, il web è morto, e le prime società a “passare a miglior vita” saranno proprio i due giganti della rete e dei social media: Facebook e Google. Il motivo? L’incapacità dei due colossi a cogliere i cambiamenti per rimanere ancorati a modelli del passato, servizi e architetture tipiche del web 2.0.

Ma il problema, per Eric Jackson, è che tra cinque anni il web non esisterà più, o per meglio dire diventerà un’altra cosa: diventerà Mobile.

I social network aiutano sul lavoro, parola di Google

Social Network imprese

Stando a quella che la più recente rivelazione data da Millward Brown, una società specializzata in ricerche di mercato, e commissionata da Google, il gran colosso delle ricerche in rete, le risorse di social networking, al contrario di ciò che si potrebbe comunemente pensare, renderebbero più produttivi coloro che se ne servono durante l’orario lavorativo.

Tale conclusione, che a primo acchitto potrebbe risultare decisamente antitetica rispetto a quanto ritenuto sino a questo momento, risulta basata su un’indagine condotta in ben sette paesi europei tra i quali, oltre a Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda e Svizzera, figura anche l’Italia.

Twittare al volante è più pericoloso che guidare ubriachi

Usare i telefoni cellulari per accedere ai social network mentre sei al volante è più pericoloso che guidare ubriachi. Questo è il risultato dell’ultimo rapporto stilato dall’Istitute of Advanced Motorists (IAM), il laboratorio inglese di ricerca sui trasporti.

Scrivere un tweet mentre si guida, anche solo per dire agli amici dove si è diretti, è una tentazione irresistibile, soprattutto se il viaggio è lungo. Ma cedervi equivale a correre un grosso rischio.

Come i social media fanno opinione?

 

I social media raccolgono su una piattaforma web un gran numero di persone. È per questo che usando una sapiente comunicazione le aziende, i capi di stato, gli esponenti politici, gli stessi vip possono condividere le proprie opinioni e veicolarle sui media con molta più facilità. Ma allo stesso tempo si può anche considerare un gran numero di informazioni ottenute in tempo reale e che sono terreno fertile per coloro i quali sono opinion leader. Infatti, basti pensare al caso di Tweetminster.

I social media aiutano gli investimenti?

 

Oggi vogliamo parlarvi di una case history presentata dalla società Reputation Manager durante il Salone del Risparmio che si è tenuto dal 18 al 20 Aprile a Milano. Questa ricerca ha approfondito il grado di correlazione esistente fra i social network, Facebook e Twitter in testa, e le decisioni di investimento degli utenti. Vi avevamo già parlato di quanto i social network possano influenzare gli acquisti dei consumatori, ma attraverso questa case history sembra confermato che anche gli utenti che si interessano di investimenti in Borsa utilizzano i social network per sapere dei titoli e degli andamenti del mercato.

Facebook da bere: quattro cocktail ispirati ai social network più famosi

Immagina di stare seduto al bar di un hotel all’ora dell’aperitivo e di chiedere un Facebook con molto ghiaccio, o uno shottino di Twitter perché hai fretta. Ma anche un bel bicchiere di Google o un Tumblr con una scorza d’arancia, se reggi bene l’alcol.

Al Mandarin Oriental di New York, tutto questo è possibile grazie alla fantasia degli esuberanti barman dell’hotel che hanno creato un menù cocktail ispirato ai più famosi social network chiamato “The Like Page”, un chiaro riferimento a Facebook dove Il Mandarin Oriental Hotel Group ha una pagina ufficiale.

Facebook è la seconda più importante fonte di informazione della blogosfera

I contenuti che gli utenti condividono su Facebook ogni giorno sono la seconda più importante fonte di informazione della blogosfera. Questo è quanto emerge dall’ultimo report annuale di Technocrati. L’indagine conferma la tendenza riscontrata già l’anno scorso, secondo cui i blogger traggono i maggiori spunti di conversazione proprio da Facebook, che viene preferito anche a fonti di informazione più autorevoli o addirittura ufficiali come i siti web dei più importanti quotidiani.

La tendenza è diffusa soprattutto tra i pro-blogger degli Stati Uniti, ma sta arrivando rapidamente anche da noi. I blogger professionisti, cioè quelli che gestiscono blog tematici rivolti a un pubblico specifico, preferiscono seguire aziende e brand direttamente sul social network, magari tramite le fan page ufficiali di Facebook, piuttosto che affidarsi a quotidiani o magazine, sia in versione cartacea che digitale.

Mascherarsi da Facebook o da YouTube per Halloween

La tendenza di Halloween 2011 è questa: mascherarsi dal tuo social network preferito, magari con un costume fai da te, fatto con pochi soldi e tanta fantasia. Facebook e YouTube sono forse i più popolari ma si può anche prendere ispirazione dalla Rete e dai tanti Meme che ci hanno strappato un sorriso su internet. Basta avere del cartoncino, un paio di forbici, e dei pennarelli colorati.

Il costume di YouTube e di Facebook è l’ideale per chi è stufo di sentirsi chiedere “ma da cosa ti sei mascherato?” proprio perché tutti conoscono questi social network, e li usano ogni giorno. Attenzione però, Internet è un bacino inesauribile di idee, ma se volete che il costume di Facebook o di YouTube sia perfetto, date un’occhiata a questi suggerimenti.

I quattro grandi Social Network oggi [infografica]

La popolarità dei social networks è in aumento, e il loro uso si è diffuso notevolmente negli ultimi anni. Community e social media continuano a crescere in maniera impressionante, ma a farla da padrone sono i quattro grandi networks: Facebook, Twitter, LinkedIn e l’ultimo arrivato Google Plus, che nonostante il calo di traffico registrato negli ultimi giorni, desta ancora interesse da parte di aziende e grandi marchi, che sembrano intenzionate a sfruttare il network di Google per promuovere i loro prodotti.

Facebook ha recentemente annunciato di aver superato 800 milioni di utenti attivi. Twitter ha almeno 200 milioni di profili registrati (ma non tutti gli utenti sono attivi). LinkedIn, da parte sua, ha ben 115 milioni di utenti (64 milioni solo nel Nord America). E alle loro spalle troviamo Google+, che ha raccolto 10 milioni di utenti in appena due settimane.

Google Plus apre a tutti e sfida Facebook

Secondo alcuni, una delle pecche di Google+ consisteva proprio nel suo carattere esclusivo. Infatti  si poteva accedere solo tramite invito degli amici, e questo avrebbe limitato la presenza degli utenti sul nuovo social network di Google. Però da oggi Google Plus apre a tutti gli utenti e Mountain View dà questa notizia in maniera piuttosto bizzarra. Basta collegarsi sul motore di ricerca Google per vedere una grande freccia azzurra che punta diritta sul pulsante Google Plus. Insomma il messaggio al pubblico è chiaro: la fase di test è terminata, ora entrate e mettetevi comodi.

Come Twitter ha cambiato la lingua inglese

Il linguaggio è sempre più influenzato dai social media. Facebook ce ne offre un valido esempio con il verbo “pokare” diventato sinonimo di mandare un poke su Facebook, ma il cui significato si è esteso al più generico “attirare l’attenzione di qualcuno”. Ma – strano a dirsi – il record di neologismi appartiene a Twitter, che ogni giorno sforna parole nuove che forse un giorno troveremo sul vocabolario.

Ad accorgersene per primi sono stati il giornalisti che hanno pizzicato la bella Miss India 2011 Vasuki Sunkavalli mentre su Twitter spacciava per sue le frasi di un reporter del Wall Street Journal. Miss India è stata così accusata di “Twagerism”, parola che in sé non vuol dire nulla, ma suona come un mix di Twitter e Plagiarism. Il plagio di frasi su Twitter ha trovato così una definizione nuova di zecca, che si è subito estesa a macchia d’olio. Ma non è la prima volta che Twitter diventa fonte di ispirazione per nuove parole.

Il crollo dei social media?

 

 

Dichiarazioni scottanti e dubbi: i social media ed i social network in primis, sono in una fase calante oppure in una fase di maturità? Questo il dubbio di chi ultimamente si sta dedicando alle ricerche legate al mondo dell’utenza del social networking. Sembra infatti che gli utenti stiano cominciando a mostrare una certa “noia” nei confronti di questi mezzi.

Twitter compra BackType

Twitter ha appena acquistato BackType società di analisi dei social media, e con l’azienda, Twitter ha acquisito, per così dire, sia la tecnologia di BackType che i membri del suo team. I dati finanziari della transazione sono riservati, ma vale la pena ricordare che Twitter al momento è quotata sette milioni di dollari.

La notizia è stata annunciata ieri su Twitter e successivamente ripresa sul blog di BackType: sembra certa la fusione tra il team di BackType e quello di Twitter per lavorare insieme e migliorare l’impatto della strategia di Twitter nel campo dei social media.

Social network da indossare: 10 vestiti per stare sempre connessi

iDress: abito con tasca porta iPad

Non uscite mai di casa senza prima aver letto gli ultimi tweets? Al ristorante invece del menu, leggete i messaggi Facebook che arrivano sul vostro iPhone? Se la risposta è sì, allora appartenete a quella categoria di persone che vivono sempre connesse al social network preferito, e che non vanno più nemmeno al bar senza un cellulare, un iPad o un netbook per controllare le ultime news, o un iPod per seguire gli artisti più amati su Ping, la community musicale di Apple.

Niente di male, per carità. Però andare in giro con tutti questi aggeggi ci sembra un po’ scomodo. Pazienza per le ragazze, che possono infilare tutto in una capiente borsa, ma per gli uomini è tutto più difficile. Lo ha capito anche l‘industria della moda, che stavolta ci viene in aiuto con 10 capi di abbigliamento fatti apposta per chi ama uno stile di vita digitale. E così il social network diventa un accessorio fashion da indossare.